di Elia Rinaldi
Un’altra pagina di storia del Vallo di Diano torna alla luce grazie al lavoro di ricerca del Museo del Cognome di Padula, diretto da Michele Cartusciello.

Al centro della nuova scoperta c’è la tragica morte di Vincenzo Romano, originario di Buonabitacolo, avvenuta nell’Ottocento. Secondo quanto emerge da una dichiarazione rilasciata al sindaco di Caselle in Pittari, l’uomo sarebbe stato ucciso dal colonnello Curcio, conosciuto con il soprannome di Sciarpa, in località Elmo, nell’area che oggi corrisponde a Piazza Olmo.
Dopo l’uccisione, il corpo di Vincenzo Romano sarebbe stato sepolto in un fosso, nei pressi della «cappella diruta detta di San Rocco», con l’intento, come riportato nella dichiarazione, di «non farlo mangiare da cani e porci».
Una testimonianza cruda, che restituisce tutta la drammaticità di un episodio rimasto nascosto tra le carte d’archivio e che oggi contribuisce ad arricchire la memoria storica del territorio.
Ma chi era l’uomo indicato come responsabile dell’omicidio? Il colonnello Sciarpa, al secolo Gerardo Curcio, era originario di Polla. Una figura militare controversa, caratterizzata da continui cambiamenti di schieramento politico.
Nel suo libro Polla, linee di una storia, Vittorio Bracco racconta alcuni aspetti della personalità e delle attività di Curcio, sottolineando come avesse istituito una truppa composta da trenta pregiudicati, descritti come tra i più spregiudicati del paese. Lo stesso Bracco ricorda inoltre che Sciarpa, quando ricopriva il ruolo di caporale della Regia Udienza di Salerno, «s’era procurato […] fama di uomo terribile per i suoi eccessi».
Una vicenda che, attraverso il ritrovamento di una dichiarazione storica, riporta alla memoria un episodio doloroso e fa emergere il profilo di un personaggio complesso e discusso.
Ancora una volta, il lavoro di ricerca del Museo del Cognome dimostra quanto sia importante custodire e approfondire i documenti del passato. Perché dietro ogni nome, ogni atto e ogni testimonianza possono nascondersi storie che meritano di essere riscoperte e restituite alla memoria collettiva.


