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Sala Consilina riscopre Giovanni Amendola: il 7 novembre la presentazione dei discorsi campani curati da Amato e Conte

Sabato 7 novembre 2026, alle ore 18, nell’Aula Magna della Scuola Primaria Matteotti di Sala Consilina, sarà presentato il volume “La democrazia liberale di Giovanni Amendola, baluardo contro i totalitarismi. I discorsi di Mercato San Severino, Sarno e Sala Consilina (1919-1922)”, a cura di Massimiliano Amato e Alfonso Conte, pubblicato dalle Edizioni dell’Ippogrifo nella collana Historiæ. L’incontro si aprirà con i saluti del sindaco Domenico Cartolano e dell’assessora alla Cultura Josefhmari Biscotti. Introdurrà Maura Ciociano, per le Edizioni dell’Ippogrifo; il giornalista Giuseppe D’Amico dialogherà con i due curatori.

Nel centenario della scomparsa di Amendola, la presentazione riporta nella città una pagina significativa della sua storia politica. A Sala Consilina, il 1° ottobre 1922, meno di quattro settimane prima della marcia su Roma, l’allora ministro delle Colonie del governo Facta pronunciò un discorso che affidava al Mezzogiorno un ruolo centrale nella difesa delle istituzioni liberali. Rivolgendosi al fascismo che annunciava di voler estendere la propria azione al Sud, Amendola avvertiva: “Il Mezzogiorno — Giovanni Amendola — non è terra di conquista”. Quel discorso costituisce uno dei nuclei del volume, che raccoglie per la prima volta in edizione critica quattro interventi pronunciati in Campania tra il 1919 e il 1922. Attraverso i testi di Mercato San Severino, Sarno (paese di origine di Amendola) e Sala Consilina, ciascuno introdotto e commentato da Alfonso Conte, il libro ricostruisce il progetto politico di Amendola negli anni della crisi dello Stato liberale e dell’ascesa dei movimenti di massa. Al centro, la fiducia nella possibilità di coinvolgere le classi dirigenti e i ceti produttivi meridionali nel rinnovamento dello Stato e nella resistenza all’affermazione fascista.

Il saggio introduttivo di Massimiliano Amato approfondisce le radici culturali di questa prospettiva, dal meridionalismo liberale al progetto dell’Unione Nazionale, mettendola a confronto con le interpretazioni di Turati, Gramsci, Sturzo, Dorso e Salvatorelli. In appendice, il volume pubblica il resoconto stenografico integrale del discorso pronunciato da Amendola alla Camera dei deputati il 6 giugno 1924, quattro giorni prima del rapimento e dell’assassinio di Giacomo Matteotti. La ricerca restituisce il valore e le contraddizioni della scommessa amendoliana: la convinzione che il Mezzogiorno potesse costituire un argine al fascismo, destinata a essere smentita dal corso degli eventi. Proprio la distanza tra quel progetto e il suo esito offre una chiave per comprendere i limiti del liberalismo italiano e le condizioni che favorirono l’affermazione della dittatura.

La presentazione di Sala Consilina sarà dunque un’occasione per rileggere quei passaggi a partire dai luoghi che ne furono protagonisti, riconnettendo la storia del territorio al dibattito nazionale sulla democrazia, sulle istituzioni e sulla libertà politica. Non va dimenticato che Giovanni Amendola era ben presente nel Vallo di Diano, dove ebbe come avversario l’avvocato Giovanni Camera, ma dove poté contare sul sostegno di importanti famiglie del territorio, tra le quali i Marone di Monte San Giacomo e i Macchiaroli di Teggiano.

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