di Elia Rinaldi
Una visita a domicilio con la scusa di controllare il contatore e, a sua insaputa, i contratti di luce e gas volturati. È quanto sarebbe accaduto a Enzo Mattina, originario di Buonabitacolo, già europarlamentare e parlamentare italiano, finito vittima di una truffa legata alla vendita porta a porta di forniture energetiche.

A raccontare la vicenda è stato il figlio Nicola Mattina, esperto di digitale e innovazione, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. Un racconto nato non soltanto per rendere pubblico quanto accaduto al padre, ma anche per capire se episodi analoghi abbiano coinvolto altre persone, in particolare anziani o soggetti fragili.
Secondo quanto riferito da Nicola Mattina, un agente di un grande operatore energetico si sarebbe presentato a casa dell’ex parlamentare con il pretesto di dover effettuare un controllo al contatore. Dopo la visita, la famiglia avrebbe scoperto che le utenze di luce e gas erano state volturate, senza che Enzo Mattina fosse consapevole di aver sottoscritto nuovi contratti.
La scoperta, racconta il figlio, avrebbe fatto emergere ulteriori elementi. «Quando ce ne siamo accorti – ha sottolineato Nicola – abbiamo scoperto una situazione piuttosto inquietante: le firme sui contratti che abbiamo potuto vedere erano palesemente false ed era stato creato un indirizzo email apposta per ricevere le notifiche dall’operatore».

La famiglia è riuscita successivamente a disconoscere i contratti e a ripristinare la situazione precedente. Più complesso, invece, si è rivelato ricostruire nel dettaglio le modalità con cui sarebbe stata portata a termine la vendita.
Per questo Nicola Mattina ha deciso di utilizzare anche gli strumenti previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali. Il 13 luglio ha presentato una richiesta di accesso ai dati, facendo ricorso ai diritti previsti dal GDPR, sia alla compagnia energetica sia alla società incaricata della vendita. L’obiettivo era ottenere tutta la documentazione utile a ricostruire la vicenda: dai contratti alle firme, dalle eventuali registrazioni alle comunicazioni, fino ai log e agli indirizzi utilizzati.
Le risposte ricevute, secondo quanto riferito da Nicola Mattina, sarebbero state finora soltanto interlocutorie. Nel frattempo, però, è emerso che l’agente coinvolto non lavorerebbe più per la società. I dati richiesti, tuttavia, non sarebbero ancora stati consegnati. Per questo Nicola Mattina sta preparando un reclamo all’autorità per la privacy, lamentando il mancato riscontro alla richiesta di accesso.
La vicenda, però, non si ferma al caso familiare. Nel suo intervento Nicola Mattina ha rivolto un appello a chiunque abbia vissuto un’esperienza simile, direttamente o attraverso un proprio familiare. «Sto cercando persone che abbiano avuto esperienze simili a quella capitata a mio padre con la vendita porta a porta di contratti luce e gas», ha scritto, chiedendo di essere contattato anche privatamente.
L’intento è comprendere se quanto accaduto a Enzo Mattina rappresenti un episodio isolato o se possa essere ricondotto a un fenomeno più ampio. «Vorrei capire se quello che è successo a mio padre è un episodio isolato oppure se esiste un pattern più ampio che vale la pena ricostruire», ha concluso Nicola Mattina.

Il tema delle truffe porta a porta ai danni dei cittadini è ricorrente anche nel Vallo di Diano. Negli ultimi tempi, infatti, diverse amministrazioni comunali del territorio hanno utilizzato i propri canali istituzionali e social per mettere in guardia la popolazione dalla presenza di persone che, con modalità differenti, cercano di ottenere la fiducia dei cittadini per entrare nelle abitazioni o raccogliere informazioni.
Un caso recente è stato segnalato anche dal Comune di Sala Consilina, che ha invitato i residenti a prestare attenzione per evitare di cadere nella rete dei malintenzionati. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da altre amministrazioni del Vallo di Diano.
La storia di Enzo Mattina aggiunge ora un ulteriore elemento a un problema che riguarda soprattutto le modalità con cui alcune vendite vengono presentate ai cittadini nelle loro abitazioni. Nel caso raccontato dalla famiglia, la questione è diventata anche una richiesta di trasparenza sulla documentazione utilizzata per formalizzare i contratti e sulla possibilità di ricostruire con precisione quanto accaduto.


