Fervono i preparativi per l’imminente esposizione della Tomba 10188 e dei reperti provenienti dalle altre sepolture rinvenute nei recenti scavi di archeologia preventiva a Pontecagnano Faiano. I vasi sono stati sottoposti a delicati interventi di pulitura e consolidamento eseguiti nei laboratori messi a disposizione dal Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di Frontiera” (MAP). Sul cratere figurato della T. 10188 è stato effettuato anche un trattamento di impacco per l’estrazione dei sali minerali solubili dalla superficie. Questo intervento, non invasivo, elimina sostanze che nel tempo rischiano di generare fenomeni di disgregazione, garantendo la stabilità strutturale del reperto e la conservazione della superficie decorata.

Completato il restauro, l’intero contesto di scavo verrà esposto a breve al MAP, restituendo così alla comunità un ulteriore fondamentale tassello della storia antica di Pontecagnano. I restauri sono stati eseguiti, sotto la sorveglianza della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, dalle esperte professioniste del Centro Restauro Vassallo per conto di Samoa Restauri S.r.l., che ha eseguito le indagini archeologiche.

Nel cuore del tessuto urbano moderno di Pontecagnano Faiano, nei mesi scorsi, indagini archeologiche preventive alla realizzazione di un complesso edilizio privato, avevano riportato alla luce un ulteriore lembo della necropoli occidentale della città antica, restituendo un contesto funerario di notevole rilevanza. Nel settore meridionale del lotto era stato individuato un gruppo di quattro sepolture databili alla prima metà del VI secolo a.C., purtroppo in parte distrutte da un impianto fognario moderno.

Tra queste si distingueva, per eccezionalità, la Tomba 10188 costituita da un cratere figurato – prodotto a Corinto – che ospitava le ossa combuste del defunto. Il vaso era protetto da una struttura parallelepipeda in travertino, sigillata da una lastra di copertura. Si tratta di una tipologia di tomba, denominata “a cubo”, diffusa nella Campania settentrionale, ma molto rara a Pontecagnano: fino ad ora ne erano note solo altre due, la T. 1840 e la T. 9954 e, entrambe esposte al Museo di Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di frontiera” (MAP).

Numerosi elementi indicano che la sepoltura appartenesse a un personaggio di rango elevato nell’ambito della comunità dell’antico centro etrusco: la particolare tipologia della struttura della tomba, l’uso come cinerario del cratere, elemento centrale del simposio destinato alla mescita del vino, il rituale funerario dell’incinerazione nonché la decorazione figurata del vaso importato direttamente dalla Grecia. I reperti sono attualmente conservati presso il MAP per le prime operazioni di studio e restauro e saranno presto esposti al pubblico


