
“Il Caporalato: una storia antica”. Questo il tema dell’incontro-dibattito che si terrà venerdì 10 aprile (inizio ore 18:30) presso l’Auditorium “San Bartolomeo” di Eboli (Viale Giovanni Amendola, 81) per iniziativa del Rotary Club di Eboli in Interclub con Paestum Centenario, Campagna-Valle del Sele e Tuscianum 1929 di Battipaglia. Dopo l’introduzione del presidente del Club organizzatore, Elio Rocco, sarà proiettato il filmato “Il Caporalato: una storia antica”, una videoinchiesta realizzata dal giornalista Vito Pompeo Pindozzi, già caporedattore di Radio Rai per la redazione Sanità.

Per il contributo offerto alla divulgazione scientifica e alla comunicazione medica, il noto giornalista ebolitano nel 2013 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Repubblica Italiana; nel 2017 della Laurea Honoris Causa in Medicina e Chirurgia dall’Università di Bari “Aldo Moro” e nel 2025 del Premio Berardino Zinno indetto dal Rotary Club di Eboli. Discuteranno con l’Autore il giornalista Geppino D’Amico e il Segretario Generale Flai-CGIL di Salerno, Alferio Bottiglieri.

“Questo appuntamento -afferma il presidente del Club organizzatore Elio Rocco– rappresenta per il Rotary Club di Eboli, ma anche per il territorio della Piana del Sele, un momento di particolare responsabilità e profondità civile. Affronteremo un tema antico e insieme drammaticamente attuale: il caporalato, intrecciato alle questioni dell’immigrazione e dell’integrazione. Non solo come fenomeno da denunciare, ma come realtà da comprendere e trasformare. L’incontro può e deve essere qualcosa di più di un convegno. C’è spazio, e direi anche il dovere, per costruire un discorso che non si limiti alla constatazione del problema, ma che indichi strade possibili. Questo incontro può diventare un’occasione per restituire complessità al tema, ma anche speranza”.
Infatti, il dibattito si propone di offrire un contributo su alcuni punti fondamentali: valorizzare le buone pratiche già esistenti nel mondo agricolo, dove integrazione e lavoro dignitoso non sono utopia, ma esperienza concreta; raccontare storie di riscatto, perché ogni volto restituito alla legalità è una narrazione che cambia lo sguardo; dare voce alle imprese etiche, che rappresentano un modello di sviluppo sano e replicabile; riconoscere nell’integrazione una risorsa, capace di generare valore sociale ed economico; ribadire il primato della legalità, non come vincolo, ma come condizione stessa della crescita.


