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Aggiornamento del Registro Tumori: nel Vallo di Diano mortalità più bassa della media provinciale, ma preoccupa il colon-retto maschile

Nel Distretto Sanitario 72 dell’ASL Salerno, che comprende il Vallo di Diano, il Tanagro e parte degli Alburni, la mortalità oncologica risulta inferiore alla media provinciale, mentre l’incidenza complessiva dei tumori resta sostanzialmente in linea con quella dell’intera ASL Salerno.

Tra gli elementi che emergono con maggiore evidenza, però, c’è un dato che merita attenzione: negli uomini del territorio il tumore del colon-retto presenta valori superiori rispetto alla media provinciale.

Sono alcuni dei dati che emergono dall’analisi dell’aggiornamento del Registro Tumori della Regione Campania, relativo all’incidenza e alla mortalità oncologica, reso disponibile dalla Regione Campania con dati aggiornati fino al biennio 2020-2022 per l’incidenza e fino al periodo 2018-2022 per la mortalità.

Il Registro Tumori regionale rappresenta oggi uno degli strumenti principali per il monitoraggio epidemiologico e la programmazione sanitaria. La rete campana è composta da sette Registri Tumori territoriali, uno per ogni ASL, oltre al Registro Tumori Infantile dell’A.O.R.N. Santobono Pausilipon. I dati vengono elaborati per ASL e per distretti sanitari, consentendo anche una lettura territoriale più dettagliata.

Nel caso del Distretto 72, che comprende i comuni di Atena Lucana, Auletta, Buonabitacolo, Caggiano, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Petina, Polla, Sala Consilina, Salvitelle, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano e Teggiano, il quadro che emerge è articolato e, per certi aspetti, meno allarmante di quanto si potrebbe immaginare. Per quanto riguarda gli uomini, nel periodo 2020-2022 il tasso standardizzato complessivo di incidenza oncologica nel Distretto 72 è pari a 681,5 casi ogni 100mila abitanti, un dato molto vicino a quello dell’intera ASL Salerno, pari a 702,0. Nelle donne, invece, il dato del Distretto 72 è più basso rispetto alla media provinciale: 492,6 casi ogni 100mila abitanti contro i 534,0 dell’ASL Salerno.

Ad attirare l’attenzione, però, sono soprattutto alcuni tumori specifici. Tra gli uomini del Distretto 72 il tumore del colon-retto registra un’incidenza superiore rispetto alla media ASL: 81,4 contro 69,0 casi standardizzati ogni 100mila abitanti. Anche il tumore dello stomaco presenta valori più alti rispetto al dato provinciale. Restano invece sostanzialmente in linea con la media ASL i tumori del polmone e della prostata.

Tra le donne del Vallo di Diano e del Tanagro, invece, i dati risultano complessivamente più favorevoli rispetto alla media provinciale. In particolare, il tumore del polmone femminile presenta valori nettamente inferiori rispetto all’ASL Salerno, così come risultano inferiori i dati relativi a mammella e colon-retto.

Ma il dato forse più interessante riguarda la mortalità oncologica. Nel periodo 2018-2022, infatti, il Distretto 72 registra valori inferiori alla media ASL sia negli uomini sia nelle donne. Negli uomini il tasso standardizzato di mortalità è pari a 232,6 decessi ogni 100mila abitanti, contro i 266,6 dell’ASL Salerno. Nelle donne il dato è di 124,8, contro i 154,9 provinciali. Un elemento che suggerisce prudenza nelle interpretazioni più semplicistiche che associano automaticamente le aree interne a situazioni necessariamente peggiori o migliori dal punto di vista oncologico.

Gli esperti ricordano infatti che l’incidenza dei tumori non dipende soltanto dall’inquinamento urbano o industriale. A incidere sono anche fattori come:

  • l’invecchiamento della popolazione;
  • gli stili di vita;
  • il fumo;
  • l’alimentazione;
  • l’obesità;
  • la sedentarietà;
  • la predisposizione genetica;
  • l’adesione agli screening oncologici.

E proprio il Vallo di Diano è uno dei territori più anziani della provincia di Salerno, con un forte processo di spopolamento giovanile che inevitabilmente influisce anche sulla struttura epidemiologica della popolazione. Per questo motivo i dati del Registro Tumori non devono essere letti in chiave allarmistica, ma come uno strumento di conoscenza utile a rafforzare soprattutto le attività di prevenzione e di screening oncologico, in particolare per il tumore del colon-retto, della mammella e della cervice uterina. Come sottolineato dalla Regione Campania, il Registro Tumori rappresenta infatti uno strumento fondamentale per programmare interventi sanitari mirati, migliorare la presa in carico dei pazienti e orientare le politiche di prevenzione sul territorio.

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