Un italiano su tre non usa mai il telefono mentre guida, ma solo il 41,9% lo impiega correttamente con vivavoce o assistente vocale. È quanto emerge dalla quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas, società del Gruppo FS, e condotta da GR Global Research su un campione di oltre 4mila intervistati e 5mila osservazioni dirette lungo 12 strade Anas.
Il quadro che ne deriva mostra comportamenti ancora molto diffusi e pericolosi. Il 14,6% degli intervistati digita il numero prima di attivare il vivavoce, mentre l’8,9% guida con lo smartphone in mano. Oltre il 75% degli italiani considera comunque pericoloso l’uso del telefono alla guida e l’86% approva le norme introdotte dal nuovo Codice della Strada. I soggetti più indisciplinati risultano essere i guidatori di veicoli a noleggio, i meno esperti e i motociclisti.

amministratore delegato ANAS
“I numeri della Ricerca Anas sugli Stili di Guida” ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme “sottolineano con chiarezza quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tutti. I dati confermano che investire in consapevolezza, formazione ed educazione stradale non è solo necessario, ma rappresenta una leva concreta per ridurre i rischi e salvare vite“.
Anas lavora per un impegno continuo e condiviso sui temi della sicurezza: dalle istituzioni, in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’Ordine, alle imprese con cui collaboriamo, passando per le associazioni fino ai singoli cittadini.
CLAUDIO ANDREA GEMME, amministratore delegato ANAS
“Promuovere una cultura della guida responsabile significa agire in modo strutturale, intervenendo non solo sulle infrastrutture e sulla tecnologia, ma soprattutto sulle persone. È questa la direzione giusta per avvicinarci a un obiettivo ambizioso e imprescindibile: la Vision Zero voluta dall’Unione Europea entro il 2050. Un traguardo che richiede determinazione, collaborazione e una visione chiara, che oggi più che mai siamo chiamati a perseguire con coerenza e responsabilità”, ha concluso Gemme.
La ricerca di Anas conferma quindi un divario significativo tra la percezione del rischio e i comportamenti reali. Nonostante la maggioranza degli italiani riconosca la pericolosità dello smartphone alla guida e appoggi le sanzioni previste dal nuovo Codice della Strada, ancora troppi automobilisti continuano a utilizzare il dispositivo in modo scorretto. Un dato che spinge l’azienda del Gruppo FS a insistere sulla strada della formazione e della responsabilizzazione individuale, accanto agli interventi su infrastrutture e tecnologia, per ridurre gli incidenti e avvicinarsi all’obiettivo europeo di azzerare le vittime della strada entro il 2050.



