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Addio a Michele Pinto, il Vallo di Diano piange il senatore ed ex ministro originario di Teggiano

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Michele Pinto

Profondo cordoglio nel Vallo di Diano e nell’entroterra della provincia di Salerno per la scomparsa del senatore avvocato Michele Pinto. Amorevolmente assistito dai figli Rocco, Etta e Alessandra, si è spento ieri sera a Sangineto, nella casa dove da sempre trascorreva le vacanze e dove incontrava gli amici. La Santa Messa esequiale sarà celebrata domani, 21 agosto, alle ore 16:30, nella Chiesa del Sacro Cuore a Salerno, la città in cui ha vissuto e dove sarà sepolto.

Nato a Teggiano il 2 gennaio 1931, conseguita la laurea in Giurisprudenza si trasferì a Salerno, dove ha esercitato la sua lunga attività di avvocato penalista. Iscritto da giovane alla Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale a Salerno, quindi consigliere provinciale, consigliere regionale e più volte assessore dal 1970 al 1983, anno in cui fu eletto al Senato, dove rimase fino al 2001, dalla IX alla XIII Legislatura. A Palazzo Madama ha ricoperto diversi incarichi di prestigio: presidente della Commissione Giustizia, vicepresidente del Senato dal 1994 al 1996 e ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel Governo presieduto da Romano Prodi dal 18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998.

Da presidente della Commissione Giustizia è stato promotore della legge che porta il suo nome sull’equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l’irragionevole durata di un processo (legge 24 marzo 2001, n. 89). In base alla legge Pinto, e successive modifiche, qualora il procedimento superi una durata di tempo ragionevole – stimata dal legislatore in 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo e 1 anno per la Cassazione – a prescindere dall’esito della lite (e/o in caso di conciliazione della lite), si ha diritto a una somma di denaro per ogni anno di eccessiva durata del processo. Durante il mandato parlamentare per cinque anni fu anche consigliere comunale di Teggiano, la città che lo aveva visto nascere e alla quale è stato particolarmente legato. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo aveva insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

Nella DC aveva fatto parte del gruppo moroteo ed era particolarmente legato all’on. Ciriaco De Mita e al Presidente del Senato Nicola Mancino. Merita di essere ricordato un aneddoto relativo alla sua nomina a ministro, che gli fu comunicata nell’aula delle udienze del Tribunale di Sala Consilina durante un processo nel quale era impegnato come avvocato: quando l’allora Presidente della Comunità Montana, Corrado Pandolfo (suo amico), gli comunicò la notizia della nomina a ministro, con il garbo istituzionale che lo ha sempre contraddistinto, il senatore Pinto chiese la parola per comunicare al Presidente del Tribunale che, per garbo istituzionale, lasciava l’incarico di difensore, per cui chiedeva il rinvio del processo. Ne seguì un lungo applauso.

Mi sia consentito concludere con un ricordo personale. Ho avuto il piacere di intervistarlo più volte, sia per la Tv che per la carta stampata, e ha sempre risposto con garbo alle domande. Sempre riusciva ad anticiparmi per gli auguri in occasione delle festività più importanti. Soprattutto mi piace ricordare il suo intervento a Salerno, il 14 settembre 2015, presso la Camera di Commercio, per il convegno organizzato dal Rotary e dall’avvocato Paolo Carbone in occasione del trentesimo anniversario della morte del grande giurista Alfredo De Marsico, durante il quale fu presentato il mio libro “Alfredo De Marsico, il mago della parola”.

Il senatore Pinto, che aveva ben conosciuto De Marsico, tenne una relazione sul tema “Salerno e la natia Sala Consilina nel cuore”. In quella occasione ebbe parole di vivo elogio per il mio libro. Mi piace concludere con le parole iniziali del suo intervento dedicate al grande Maestro del Diritto: Michele Pinto: Alfredo De Marsico non cessò mai di amare profondamente Sala Consilina, città dove nacque, visse la sua fanciullezza nel rigore morale e nell’affetto dei suoi splendidi genitori e colse i primi segni di una società talvolta ingiusta…”, per poi ricordare il rapporto con Salerno: “…Del pari, ha amato profondamente Salerno, che definì ‘emporio di luce e abisso che ingoia ed assimila il grande astro che distribuisce la sua grazia al mondo’”. Parole condivisibili che oggi valgono anche per il senatore Michele Pinto, che non ha mai dimenticato la “sua” Teggiano e ha riservato lo stesso amore per la città di Salerno, dove si è svolta la sua lunga e proficua carriera di avvocato e politico.

Giuseppe D’Amico

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