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Polla, a “Note d’estate” grande successo per i giovanissimi “Tamburellisti di Otranto”

Di Geppino D’Amico

Anche quest’anno è stata organizzata a Polla “Note d’Estate”, la manifestazione voluta dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Massimo Loviso. Nella prima serata “I Tamburellisti di Otranto” , diretti dal Maestro Massimo Panarese hanno proposto il concerto “Cuore e Anima Salentina”. Ospite gradita l’Assessora alla Gentilezza del Comune di Otranto Stefania Temis, nata a Polla dove ha vissuto gli anni dell’infanzia. L’esibizione del gruppo è stata accompagnata dai continui applausi del folto pubblico presente che ha dimostrato di gradire la musica autenticamente popolare.

“I Tamburellisti di Otranto” sono un gruppo di musica popolare salentina fondato nel 2009 dal musicista e docente Massimo Panarese. Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere e tramandare la tradizione musicale del Salento, in particolare la pizzica e l’uso del tamburello, coinvolgendo soprattutto bambini e giovani musicisti. Il gruppo nasce all’interno dell’associazione culturale “Music…ando”, fondata dallo stesso Panarese, con finalità educative e artistiche. Fin dalla sua creazione, l’iniziativa si è distinta per la partecipazione di giovanissimi musicisti, alcuni dei quali hanno iniziato il percorso musicale in età molto precoce. Attraverso attività didattiche, laboratori musicali e spettacoli, i membri del gruppo apprendono i ritmi tradizionali del tamburello, i canti popolari salentini e la danza della pizzica, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio culturale locale. Nel corso degli anni “I Tamburellisti di Otranto” hanno partecipato a numerosi festival folkloristici, Nazionali e Internazionali, eventi culturali e manifestazioni popolari in diverse regioni italiane. Il gruppo ha inoltre preso parte a varie trasmissioni televisive nazionali, tra cui: Notte della Taranta, Folkest, Sereno Variabile (Rai 2), A Sua Immagine (Rai 1), Mezzogiorno in Famiglia (Rai 2).

Si sono esibiti durante un’Udienza con Papa Francesco in Vaticano, con Massimo Ranieri a Sogno son Desto su Rai 1 e con Renzo Arbore e in occasione della Inaugurazione Anno scolastico con il Presidente della Repubblica. Hanno effettuato numerosi Tour europei (l’ultimo nel mese di Luglio  a LONDRA e BIRMIGHAN). Il prossimo 12 Agosto 2026 si esibiranno alla Notte della Taranta con i Tamburellisti Junior. Le esibizioni del gruppo combinano musica dal vivo, canto e danza tradizionale, offrendo spettacoli che raccontano la cultura e le tradizioni del Salento. Oltre all’attività artistica, il progetto si caratterizza per una forte dimensione educativa, con l’intento di avvicinare le nuove generazioni alla musica popolare e di preservare la tradizione musicale salentina. “I Tamburellisti di Otranto” rappresentano oggi una realtà impegnata nella diffusione e valorizzazione della Pizzica e della cultura musicale del Salento.

La pizzica fa parte della famiglia delle “tarantelle” che, intorno al 1400, si diffusero in tutto il sud Italia dove ogni paese ha le sue musiche che ne fanno un ballo autenticamente popolare. In Puglia è conosciuta con nomi differenti nei dialetti locali delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, aree in cui si sparse questo rito. Esistono diverse teorie che sostengono l’origine di questa antica danza popolare: la prima ipotesi sostiene che giunga dalla Grecia come rito legato al culto di Dioniso (Bacco) per il quale ci si dovesse abbandonare a festeggiamenti sfrenati danzando senza sosta. Una seconda ipotesi vuole che la pizzica, anche detta “taranta”, fosse una danza-antidoto contro il morso della tarantola e che musicisti esperti accompagnati da tamburelli e altri strumenti, suonassero fino a far svanire l’effetto del veleno. Durante il lavoro nella campagne non di rado capitava che si venisse morsi da ragni velenosi che causavano uno stato di trance, curabile solo dal ballo. A questo evento si assisteva e si partecipava in collettività, sospendendo i lavori e ogni regola di moralità e ci si abbandonava alla danza in una sorta di momento liberatorio. Nei secoli la danza è cambiata ed è cambiata anche la sua ambientazione: inizialmente, quando questa era considerata un antidoto, il rito si svolgeva con lo scopo di curare, fra le mura domestiche. Successivamente con la diffusione del Cristianesimo, si accostò la figura di San Paolo con le sue qualità curative alla pizzica. Così, quando qualcuno necessitava del rito per disintossicarsi dal veleno del ragno, ci si recava presso la Cappella di San Paolo a Galatina dove fu eretto in suo onore un pozzo di acqua benedetta e li avveniva il rito di esorcizzazione.

Oggi si svolge all’aperto e in pubblico, come divertimento, spesso in coppia. Fortunatamente la pizzica non vive solamente attraverso i ricordi dei più anziani, ma continua a far parte della cultura salentina, animando feste private e grandi eventi, come momento sacro di aggregazione e di espressione per ballerini, musicisti e tutti gli abitanti che tengono palpitante questa tradizione. La pizzica può essere ballata in coppia come in un corteggiamento o da soli, con passi decisi o lenti, con sguardi fissi, muovendo il corpo con movimenti circolati, rotando i polsi e lasciando oscillare le mani. Le donne esprimono tutta la loro sensualità e femminilità, agitando in alto il foulard rosso e la gonna lunga che indossano, mentre i capelli sciolti danzano insieme al corpo. La scelta del foulard rosso non è casuale: esso è simbolo d’amore e passione, viene sventolato dalla donna che attraverso di esso invita l’uomo a seguirla nella danza. La “pizzica scherma” avviene fra soli uomini in una sorta di combattimento ballato attraverso movimenti di agilità in cui si mostra la propria abilità e creatività nella danza, un po’ come avviene per certe specie animali che sfoggiano la loro dote migliore per corteggiare la femmina. Anche a Polla i giovani musicisti con tamburelli e voci hanno creato un ritmo battente, energico e incessante che coinvolge tutti i presenti a ballare. Lo strumento musicale principale è il tamburello leccese, spesso accompagnato da violino, fisarmonica, chitarra o mandolino, che accompagnano la voce mentre, in dialetto salentino, vengono cantate poesie che narrano l’amore sorto nel contesto della vita contadina. Oggi questa danza vive attraverso l’abilità dei ballerini e dei musicisti che hanno ripreso le note della pizzica e riadattato le melodie ed è stata resa nota fuori i confini regionali e nazionali grazie ad eventi come “La notte della Taranta”, alle varie sagre di paese e ai concerti.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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