
Basta un momento di distrazione per cadere nella rete di truffatori sempre più abili e organizzati. Le truffe online sono ormai estremamente diffuse e utilizzano sistemi sempre più sofisticati e credibili per carpire dati e informazioni personali e sottrarre denaro alle vittime.
Ma c’è un aspetto del fenomeno del quale si parla probabilmente meno: quello che accade dopo la truffa. Perché recuperare le somme sottratte non è semplice e, in alcuni casi, può trasformarsi in un percorso lungo e complesso. Lo dimostra la vicenda di un giovane di Sala Consilina, che ha scelto di raccontare a Vallo Più la propria esperienza. Una storia iniziata nel maggio del 2021 e arrivata soltanto da poco, a distanza di oltre cinque anni, a un epilogo positivo.

A maggio 2021 il cittadino salese è rimasto vittima di una truffa online ai danni del proprio conto postale, dal quale sono state sottratte diverse migliaia di euro. Una somma importante per chiunque, e particolarmente pesante per un giovane. Da quel momento, però, alla preoccupazione per il denaro sottratto si è aggiunto un secondo problema: tentare di recuperarlo. E da questo punto di vista l’iter non è stato dei più semplici. A raccontarlo lo stesso giovane: “Subito dopo i fatti ho presentato un primo reclamo a Poste, che è stato respinto. Seguì un secondo reclamo, che non ricevette riscontro”. A questo punto, assistito dall’avvocato Giangaetano Rosciano, il giovane ha deciso di proseguire nel tentativo di far valere le proprie ragioni, presentando ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Una scelta che si è rivelata vincente, con le vicissitudini della vittima della truffa che hanno imboccato finalmente la (lunga) strada verso la loro conclusione. “Dopo il deposito del ricorso, secondo la procedura prevista -racconta ancora il giovane salese- la Segreteria dell’Arbitro Bancario Finanziario lo ha notificato all’intermediario. Poste ha quindi provveduto al rimborso della somma, comunicando alla Segreteria dell’ABF l’avvenuto adempimento. A seguito del rimborso, il Presidente del Collegio ABF di Napoli ha dichiarato la cessazione della materia del contendere”.
Un epilogo positivo, dunque. Ma arrivato cinque anni dopo la truffa. Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali la vicenda invita a riflettere. Le procedure previste dagli intermediari finanziari rispondono naturalmente a regole e verifiche che devono essere rispettate, e ogni caso presenta caratteristiche proprie. Dal punto di vista di chi subisce una frode, tuttavia, affrontare reclami, documentazione e procedure per un periodo così lungo può rappresentare un ulteriore peso, non soltanto economico ma anche psicologico. Alla perdita del denaro possono infatti aggiungersi il senso di vulnerabilità derivante dall’essere stati ingannati, la preoccupazione di non riuscire a recuperare quanto sottratto e la necessità di continuare, anche a distanza di anni, a seguire il proprio caso.

La vicenda del giovane di Sala Consilina lascia quindi due messaggi importanti. Il primo riguarda la prevenzione. Le truffe online possono assumere forme molto diverse e sfruttare SMS, e-mail, telefonate, falsi siti internet e comunicazioni che possono apparire autentiche. Per questo è fondamentale prestare la massima attenzione e non comunicare credenziali, PIN, password o codici OTP, soprattutto quando vengono richiesti attraverso messaggi, link o contatti non verificati. In presenza di comunicazioni sospette è sempre preferibile non utilizzare eventuali collegamenti ricevuti, ma accedere autonomamente all’applicazione o al sito ufficiale dell’istituto interessato e verificare attraverso i canali ufficiali l’eventuale esistenza del problema segnalato. Poste Italiane, nelle proprie indicazioni dedicate alla sicurezza informatica, ricorda che Poste e Postepay non chiedono attraverso SMS, e-mail o telefonate credenziali di accesso, codici delle carte o codici necessari ad autorizzare operazioni.
Il secondo messaggio riguarda invece chi una truffa l’ha già subita. La storia arrivata a Vallo Più dimostra che un primo esito negativo non significa necessariamente che ogni possibilità sia esaurita. Naturalmente ogni vicenda deve essere valutata sulla base delle proprie specifiche circostanze e non esiste alcuna garanzia che casi differenti abbiano lo stesso risultato. Ma conoscere gli strumenti disponibili e, quando necessario, rivolgersi a professionisti competenti, può essere determinante.
Per questo il giovane di Sala Consilina ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza, pur mantenendo riservata la propria identità: mettere in guardia gli altri prima che sia troppo tardi e, allo stesso tempo, invitare chi è già rimasto vittima di una truffa a non scoraggiarsi. Nel suo caso sono serviti cinque anni. Alla fine, però, le somme sottratte sono state rimborsate.


