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Sanza, il Comune a Roma per la sfida dei borghi PNRR

Sanza

Il Comune di Sanza partecipa a Roma agli Stati Generali dei Borghi PNRR Cultura, in programma dal 16 al 18 settembre 2026 negli studi di Cinecittà. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura, riunisce rappresentanti delle istituzioni, degli enti territoriali e dei Comuni coinvolti nell’Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi. Obiettivo: fare il punto sui progetti di rigenerazione realizzati e sulle prospettive di sviluppo dei piccoli centri.

La provincia di Salerno è protagonista con dodici Comuni coinvolti nelle due linee dell’Investimento. Per la Linea A, Progetto Pilota, il Comune di Sanza è l’unico della Campania selezionato, con un finanziamento di 20 milioni di euro per un ampio progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo. Per la Linea B, Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale, sono presenti Atena Lucana, Caselle in Pittari, Contursi Terme insieme a Valva, Oliveto Citra, Pisciotta, Pollica insieme a Serramezzana e San Mauro Cilento, Sessa Cilento, Tortorella e Tramonti, in Costiera Amalfitana.

Nella giornata di oggi, 17 settembre, il Comune di Sanza è rappresentato dal vicesindaco Antonio Lettieri, che interviene nella sessione dedicata ai tavoli di lavoro partecipativi. I temi riguardano cultura, imprese e nuove economie locali; attrattività, vivibilità e sostenibilità; comunità e rigenerazione territoriale; governance e capacità amministrativa.

La conclusione degli investimenti apre la fase più delicata: la gestione delle attività e dei servizi realizzati e la loro sostenibilità nel tempo. È una questione complessa, che richiede di capire quali risorse possano garantire continuità, quali competenze siano state consolidate sui territori, quali assetti organizzativi e collaborazioni partenariali possano essere attivati e quali soggetti siano più idonei ad assicurare una gestione efficiente e duratura di servizi, attività culturali e infrastrutture.

Il Bando Borghi ha introdotto un’innovazione forte rispetto ai tradizionali strumenti di finanziamento. Ai Comuni non è stato chiesto soltanto cosa realizzare, ma anche come assicurarne la gestione futura, con quali soggetti e attraverso quali forme organizzative e giuridiche. Per molti piccoli enti è stata la prima occasione per affrontare in modo strutturato la governance di lungo periodo del proprio patrimonio culturale e delle funzioni collegate.

Le esperienze emerse restituiscono un quadro articolato. In alcuni territori il vincolo della sostenibilità si è trasformato in un’opportunità di innovazione istituzionale e organizzativa, con fondazioni di partecipazione, partenariati speciali pubblico-privati, cooperative di comunità e organismi di gestione dedicati. In altri casi, nonostante interventi di qualità e risultati significativi sul piano progettuale, resta aperta la domanda fondamentale: chi garantirà la continuità gestionale una volta conclusa la fase degli investimenti straordinari del PNRR?

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