Ampia partecipazione per la presentazione del catalogo “Collezionare la bellezza” che si è svolta lo scorso 5 agosto a Palazzo Gerbasio a Montesano Sulla Marcellana alla presenza di un folto pubblico.
Il catalogo “Collezionare la bellezza” ricostruisce il percorso scientifico attraverso cui la collezione privata dell’avvocato Antonio Mazziotti Di Celso è diventata patrimonio pubblico sancendo, così, la nascita anche della sezione ART del MuMont Sistema Museale Montesano, inaugurato lo scorso 30 maggio.

L’incontro, moderato dalla Dott.ssa Annalisa Guida, si è aperto con i saluti del Sindaco di Montesano sulla Marcellana, Prof. Giuseppe Rinaldi, che ha ribadito la sensibilità dell’Amministrazione comunale verso un progetto culturale di ampio respiro, frutto anche del lavoro congiunto degli uffici comunali e dei volontari che negli anni hanno affiancato la direzione museale nella catalogazione e nella tutela del lascito.
Alla presentazione è intervenuto in qualità di collezionista il Prof. Nunziante (Nando) Capaldo, già Dirigente Scolastico, che ha portato la propria esperienza di collezionista sul tema del rapporto personale con l’arte raccolta nel tempo. Il cuore della presentazione è stato il dialogo con gli autori del catalogo, presenti in sala: l’archeologa Filomena Papaleo che ha presentato il lungo e faticoso ma avvincente lavoro svolto sui pezzi archeologici ed in particolare sul repertorio numismatico della collezione Mazziotti-Di Celso.
Le indagini condotte sui materiali antichi della raccolta hanno restituito un quadro di grande interesse. Accanto a una sezione archeologica composta prevalentemente da frammenti ceramici, ricordi di viaggio e riproduzioni d’autore — testimonianza della sincera passione per l’antico del collezionista — emerge un nucleo numismatico di notevole pregio: 136 monete antiche, di cui 22 in argento, che coprono un arco cronologico compreso tra il V secolo a.C. e l’età moderna.

La raccolta comprende esemplari greci e magnogreci, con le monete di Siracusa e di Taranto e un bronzo proveniente da Cuma d’Eolide; denari d’argento della Roma repubblicana, nei quali i magistrati monetari celebravano le imprese delle proprie famiglie; e soprattutto un consistente gruppo di 64 monete di età costantiniana, battute nelle zecche di Roma, Costantinopoli, Antiochia, Tessalonica ed Eraclea. Tra queste si segnala un follis coniato tra il 330 e il 333 d.C. per celebrare la fondazione di Costantinopoli, e un esemplare con la raffigurazione del Sol invictus, prezioso documento del passaggio dal mondo pagano a quello cristiano.
Chiudono la serie due folles bizantini, monete del Regno di Sicilia e un esemplare della Repubblica di Venezia del XVII secolo. La marcata concentrazione di monete costantiniane lascia ipotizzare un gusto preciso del collezionista, restituendo — accanto al valore storico e documentario dei pezzi — un profilo umano della raccolta e di chi l’ha composta. Il valore di questo patrimonio, oggi bene della collettività montesanese, non è soltanto storico ed economico: esso rappresenta un’occasione concreta di crescita culturale per la comunità e per i visitatori, e uno strumento di sensibilizzazione verso la tutela dei beni archeologici. La Papaleo nel lavoro d’indagine e di schedatura è stata affiancata dalla collega archeologa, dott.ssa Silvia Mossuto.
Tra i dipinti, invece, spiccano quelli afferenti alle Rotte Fiamminghe a la Scuola dell’Aja come sottolineato dalla storica dell’arte, la prof.ssa Alessandra Aufiero anch’essa avvalsasi della collaborazione e dell’esperienza dello storico dell’arte, prof. Antonio Viale. I quadri esposti possono essere considerati come unnucleo interessante della collezione Mazziotti attribuibile a scuole e a maestri dell’Ottocento nordeuropeo e in particolare all’ambito belga e olandese. In questo gruppo è possibile riscontrare una certa omogeneità stilistica al punto da emergere la presenza di dipinti provenienti dalla cosiddetta “scuola dell’Aja”, scuola di realismo olandese sviluppatasi intorno alla metà del XIX secolo. All’ambito belga riporta un nucleo di ritratti privati firmati da Francois Halkett (1856-1921), pittore belga molto stimato e conosciuto per i suoi ritratti. Nelle sue opere presenti in sala, come la coppia di ritrattimaschile e femminile emerge un forte realismo psicologico che trasforma il ritratto borghese in un’immagine carica di calore domestico e verità umana.

La Scuola dell’Aja rappresenta un capitolo molto interessante nella storia dell’arte olandese del XIX secolo, caratterizzandosi per il suo stile realistico e introspettivo. Tra le opere di maggior spicco e importanza presenti nell’esposizione museale vi sono: un Interno con suora opera riconducibile all’ambito di Johannes Bosboom (1817-1891). Bosboom fu un maestro nel catturare la solennità degli spazi chiusi, utilizzando la luce per infondere un senso di spiritualità e contemplazione alle architetture.
La quiete della natura olandese rivive in vedute come il paesaggio con greggi al pascolo , che richiama l’opera di protagonisti come Anton Mauve (1838-1888) o Willem Maris (1844-1910), capaci di rendere con pennellate veloci l’umidità dell’aria e la transitorietà della luce sui campi. La collezione tocca vertici di intensa umanità con opere come i mendicanti o il ritratto di anziana. In questi dipinti, il rifiuto di ogni abbellimento estetico si traduce in uno sguardo onesto sulle difficoltà delle classi lavoratrici, in linea con la poetica di Jozef Israëls (1824-1911), che per primo portò nel gruppo la celebrazione della nobiltà insita nella fatica quotidiana.
Infine il direttore dei Musei Civici, prof Giuseppe Aromando ha sottolineato l’importanza della collezione Mazziotti quale volano di sviluppo sia locale sia dell’intero territorio. Il patrimonio culturale che fa capo al MuMont è sicuramente un ottimo momento di spinta culturale e turistica che richiede ora più che mai un forte approfondimento e una sostanziale attività di lavoro che porti ad una spinta propulsiva atta alla valorizzazione e alla conoscenza. Infatti, molto è stato fatto ma tantissimo resta ancora da fare per un pieno decollo del Sistema Museale Montesano. L’intervento di Aromando ha approfondito il metodo di catalogazione scientifica seguito per i diversi nuclei della collezione di Mazziotti Di Celso, tra reperti archeologici, numismatica, pittura, orologi e tanto altro, e le implicazioni gestionali dell’adesione di MuMont al Sistema Museale Nazionale, offrendo spunti che si sono rivelati un forte stimolo per l’avvio di nuovi progetti futuri legati alla valorizzazione del patrimonio del territorio. La presentazione si è chiusa con un caloroso invito al pubblico a visitare MuMont ART negli spazi di Palazzo Gerbasio, nel centro storico di Montesano sulla Marcellana e ha farsi portavoce di questa grandiosa esperienza museale e turistico culturale che solo Montesano attualmente offre all’interno del suo variegato paniere turistico.



