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Ebola, nuova emergenza in Africa: nel 2014 il primo paziente italiano fu curato dal prof. Giuseppe Ippolito di Sant’Arsenio

Di Giuseppe Geppino D’Amico

La notizia è stata diffusa oggi anche in Italia dalla RAI e dall’ANSA: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Il primo caso è stato individuato nella città di Goma. Secondo l’ultimo bilancio dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, sono stati registrati 88 decessi probabilmente legati al virus su 336 casi sospetti. La stessa OMS ha stabilito che “Non è una pandemia, ma la nuova epidemia del virus Ebola che ha già ucciso decine di persone in Africa centrale è una emergenza sanitaria globale”. I sintomi iniziali sono febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamento. Due casi sono stati confermati anche in Uganda, dove giovedì è morto un 59enne positivo al test. L’OMS ha espresso grande preoccupazione per il diffondersi della malattia, sostenendo che si tratta del secondo livello di allerta più alto, superato solo da quello di “pandemia”. Ma la portata dell’epidemia resta incerta: “Esistono notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica”.

Giuseppe Ippolito

Tra il 2014 e l’inizio del 2016 il virus contagiò oltre 28mila persone, con più di 11mila decessi, e dall’Africa occidentale l’epidemia arrivò in Europa, compresa l’Italia, e negli Stati Uniti, portata da chi era stato nei Paesi a rischio per motivi di lavoro. I primi contagiati furono gli operatori sanitari. Il primo italiano ad essere contagiato, nel novembre 2014, fu il medico catanese Fabrizio Pulvirenti, che allora si trovava in Sierra Leone come volontario di Emergency, insieme all’infermiere sardo Stefano Marongiu, anche lui volontario nella stessa area con la medesima ONG. Entrambi guarirono. Fabrizio Pulvirenti fu curato in Italia presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, centro di eccellenza per la cura delle malattie infettive diretto dal professor Giuseppe Ippolito, che guidò la task force medica che prese in cura il paziente zero italiano. Pulvirenti fu trasportato in Italia con un volo biocontenuto dell’Aeronautica Militare e ricoverato d’urgenza allo Spallanzani il 25 novembre 2014. Sotto la supervisione di Ippolito e del suo team, il paziente venne trattato con protocolli d’avanguardia e farmaci sperimentali avanzati. Dopo settimane di terapia intensiva e momenti molto critici, il 2 gennaio 2015 Pulvirenti venne ufficialmente dichiarato completamente guarito e dimesso dall’ospedale. Fu un successo medico straordinario che dimostrò l’eccellenza della sanità italiana nella gestione delle massime emergenze infettivologiche a livello mondiale.

Il prof. Giuseppe Ippolito è stato in prima linea anche negli anni del Covid. Va ricordato che è originario di Sant’Arsenio, dove è nato nel 1954. Dopo aver frequentato il Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” di Sala Consilina, si laurea in Medicina e si specializza in Infettivologia e Dermatologia presso l’Università Sapienza. Successivamente consegue un master in Organizzazione e gestione delle istituzioni sanitarie presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e del Centro di collaborazione dell’OMS per l’assistenza clinica, la diagnosi, la risposta e la formazione sulle malattie altamente infettive. Nel 2020, insieme a Salvatore Curiale, pubblica il volume “Cosa sarà. Come cambierà la nostra vita dopo la grande pandemia”.

È fellow del Royal College of Physicians of England e professore straordinario di Malattie Infettive e Salute Internazionale presso la Saint Camillus International University of Health Sciences di Roma. Al suo attivo ha più di 600 articoli scientifici, con oltre 15mila citazioni, su temi riguardanti malattie infettive, epidemiologia, sanità pubblica ed etica. Durante la pandemia da Covid-19 ha fatto parte del Comitato tecnico-scientifico istituito presso la Protezione Civile per supportare l’attività di risposta sanitaria all’emergenza epidemica. Inoltre, a seguito di uno studio del Monitor Expert Track condotto da Noto Sondaggi e da My Pr, Giuseppe Ippolito venne definito “l’esperto scientifico che gli italiani giudicano più credibile in questo momento di emergenza Covid-19”. A seguire la virologa Ilaria Capua e l’epidemiologo Giovanni Rezza.

Nel 2015 viene insignito dal Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano della Paul Harris Fellow, massima onorificenza rotariana.

Successivamente, durante gli anni del Covid, gli sono state conferite la Cittadinanza Onoraria della Città di Sala Consilina, la nomina di Cittadino Benemerito del Comune di Sant’Arsenio e quella di Socio Onorario dell’Associazione Culturale “Luigi Pica”.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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