
A Salvitelle, piccolo centro delle aree interne con circa 500 abitanti, da tempo ha chiuso l’ultimo negozio di generi alimentari. Un segnale preoccupante che nelle scorse settimane ha riacceso i riflettori sul tema dei servizi essenziali nei borghi e sul rischio sempre più concreto di spopolamento. Da qui la scelta del sindaco Maria Antonietta Scelza di scrivere ai principali gruppi della Grande Distribuzione organizzata presenti in Italia, lanciando un appello che va oltre la semplice richiesta commerciale e tocca il cuore della questione sociale. “Mi rivolgo a voi -scrive Maria Antonietta Scelza- in qualità di Sindaco del Comune di Salvitelle, piccolo borgo della provincia di Salerno di circa 500 abitanti, che oggi vive una condizione comune a molti centri delle aree interne: la progressiva riduzione dei servizi essenziali e il rischio concreto di spopolamento”. Il primo cittadino evidenzia una situazione che pesa sulla quotidianità dei cittadini: “Attualmente il nostro paese è privo di punti vendita di generi alimentari e beni di prima necessità. Una situazione che incide profondamente sulla quotidianità dei cittadini, in particolare delle persone anziane, ma che riguarda anche i giovani e le famiglie che scelgono di restare e investire nel proprio territorio, mantenendo viva la comunità”.

Non solo denuncia, però, ma anche proposta. Nella lettera si legge infatti: “Crediamo che questa realtà possa trasformarsi in una sfida positiva e in un’opportunità. Per questo desideriamo rivolgere un invito alla grande distribuzione organizzata: guardare ai piccoli comuni non solo in termini di mercato, ma come presìdi sociali e territoriali, luoghi in cui una presenza commerciale può rappresentare molto più di un’attività economica, diventando un segnale concreto di attenzione, innovazione e responsabilità verso il Paese reale. Crediamo che oggi la sfida non sia semplicemente economica, legata al profitto, ma culturale e sociale: riportare servizi dove i servizi scompaiono”. Il Comune, inoltre, si dice pronto a fare la propria parte: “Il Comune è disponibile a collaborare in ogni modo utile per individuare soluzioni sostenibili, anche sperimentali, che possano favorire una presenza sul territorio e garantire servizi essenziali alla popolazione”, conclude il sindaco.
Sull’iniziativa interviene anche il presidente di ANCI Campania, Francesco Morra, che ne riconosce il valore politico e strategico: “Ho sentito il sindaco e mi pare una utile provocazione. Senza un ruolo diverso e più attivo dei privati, la strategia per le aree interne resta monca: non basta l’impegno delle istituzioni. Servono alleanze nuove tra pubblico e privato, capaci di coniugare sostenibilità economica e responsabilità sociale. La grande distribuzione può diventare un presidio fondamentale non solo dal punto di vista commerciale, ma anche sociale, contribuendo a garantire servizi essenziali e qualità della vita nei piccoli comuni. È necessario sperimentare modelli innovativi, anche flessibili, che tengano conto delle specificità dei territori e delle loro dimensioni. Le aree interne -conclude Morra- non chiedono assistenza, ma opportunità e visione. In questo senso l’iniziativa del sindaco di Salvitelle va sostenuta e valorizzata”.
Un caso che riapre il dibattito sul futuro dei piccoli comuni e sul ruolo che anche il settore privato può assumere nella tenuta sociale dei territori più fragili, dove la presenza di un negozio non è soltanto economia, ma spesso l’ultimo presidio di comunità.


