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“Ritorno al futuro”: De Luca torna sindaco di Salerno per la quinta volta, e fa già lo sceriffo

di GIUSEPPE D’AMICO

“Ritorno al futuro” è un famoso film girato nel 1985 da Robert Zemeckis ma il titolo è la migliore testimonianza della vicenda politica di Vincenzo De Luca che a 33 anni dalla prima volta ritorna a Salerno per “fare” per la quinta volta il sindaco della città.

La sua carriera era iniziata prima come sindacalista e poi all’interno del PCI, Nel 1990 l’approdo in Consiglio Comunale a Salerno dove ricoprì per tre anni l’incarico di Assessore e di Vice Sindaco. Nel 1993 la candidatura a sindaco che si concretizza al ballottaggio. Da allora altre quattro elezioni (interrotte dal decennio in cui è stato presidente della Regione Campania) ottenute sempre al primo turno. Così come è avvenuto anche stavolta. Certo, i suoi sette antagonisti, pur prendendo atto della sconfitta, cercano di minimizzare la portata della vittoria del “caimano” (così lo chiamano i suoi denigratori) sostenendo che non ha superato il 60 per cento dei voti che gli avrebbe consentito di potenziare la sua maggioranza che, però, già così è numericamente forte.

L’interessato non sembra preoccuparsi più di tanto delle analisi degli avversari e continua per la sua strada. Da uomo del fare, prima ancora di andare a sedersi sulla poltrona di Palazzo Guerra, De Luca ha fatto un giro per la città per verificare l’andamento dei lavori di alcuni lavori, senza dimenticare di fare un giro nei pressi del vecchio stadio Vestuti e del mercatino rionale di Via Piave dove è tornato a fare lo “sceriffo”: è bastata la sua presenza perché un parcheggiatore abusivo lasciasse la “postazione” per allontanarsi velocemente. Del resto al primo posto del suo programma ha messo proprio la sicurezza della città.

VINCENZO DE LUCA

Finora De Luca non ha rilasciato commenti sul voto limitandosi a postare una dichiarazione sulla sua pagina Facebook poco dopo i sopralluoghi di stamattina. La riportiamo integralmente: “È scandaloso che siano fermi i lavori dei cantieri sul corso Vittorio Emanuele e le relative traverse, a cominciare da via Fieravecchia. Invito gli uffici comunali a convocare immediatamente i direttori dei lavori e le imprese per definire tempi rapidissimi e ultimativi per il completamento delle opere. In caso di ritardo scatterà la rescissione dei contratti e l’impegno di altre imprese per lavori di somma urgenza. Aperta la guerra ai parcheggiatori abusivi. Sopralluogo questa mattina nell’area dello stadio Vestuti, del mercato di via Piave e della clinica Tortorella. In fuga un parcheggiatore abusivo per evitare l’identificazione e la denuncia. Continueremo senza respiro la battaglia per la legalità e per l’allontanamento di soggetti che sono arrivati ormai a un livello di arroganza intollerabile, con vere e proprie forme di estorsione nei confronti degli automobilisti”.

La vittoria di Vincenzo De Luca è stata salutata con grande soddisfazione anche nel Vallo di Diano, il territorio nel quale (lo stesso De Luca lo ricorda sempre) ha condotto le sue prime battaglie come sindacalista a fianco dei contadini e con il quale ha sempre mantenuto un rapporto speciale. Ad esprimere la soddisfazione del PD per la rielezione di De Luca è il suo “vecchio” amico Vittorio Esposito, sindaco di Sanza e Presidente della Comunità Montana: “Siamo stracontenti” ha dichiarato Esposito a Vallopiù “perché De Luca era e rimane un punto di riferimento per il nostro territorio. Sarà per noi uno sprone a fare meglio e sono certo che la sua azione non si limiterà alla sola città di Salerno ma continuerà ad impegnarsi per l’intera provincia e, in particolare, per il Vallo di Diano”.

VINCENZO DE LUCA con VITTORIO ESPOSITO

Vittorio Esposito non aggiunge altro ma il suo sorriso sornione lascia intendere che nel futuro prossimo non si possono escludere ulteriori sorprese. Che De Luca stia pensando a dare la scalata alla segreteria nazionale del PD? Per molti dei suoi sostenitori non è fantapolitica anche perché De Luca non dimentica. Soprattutto ricorda l’ostilità della Schlein in occasione dell’approvazione della legge che gli avrebbe consentito la terza candidatura alla presidenza della Campania. Certo, la legge fu bocciata dalla Consulta ma i vertici nazionali del PD (da lui più volte definiti “anime morte”) non gli offrirono nemmeno uno straccio di solidarietà. Del resto, essere un “caimano” significa perseguire i propri scopi senza guardare in faccia a nessuno, travolgendo ogni cosa. Soprattutto la Schlein.

SALERNO, I PRIMI “BLITZ” IN STRADA DI VINCENZO DE LUCA

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