Sarà presentato venerdì a Sala Consilina, nell’Aula Magna delle Scuole Elementari di Via Matteotti (inizio ore 18,30) il volume “Aldo Moro, le idee, il metodo, l’eredità” di Tino Iannuzzi, realizzato insieme ad Alberto Losacco, con la prefazione di Pier Ferdinando Casini e pubblicato da Baldini+Castoldi nella collana “Gli Scarabei”. L’incontro, organizzato dal Forum dei Giovani di Sala Consilina si avvale del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sala Consilina. L’appuntamento rappresenterà un’importante occasione di riflessione sulla figura di Aldo Moro, sul suo pensiero politico e sul patrimonio di idee e valori che ha lasciato alla storia della Repubblica. Nel corso dell’incontro, coordinato dal giornalista Giuseppe D’Amico, sono previsti gli interventi di Mons. Antonio De Luca (Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro), Corrado Matera (Consigliere Regionale Campania), Domenico Cartolano (Sindaco di Sala Consilina), Rosa Mega (Delegata alle Politiche Giovanili), Alessandro Germano Carrozza (Delegato Provinciale Forum Giovani).

Il volume propone una rilettura della vicenda politica e umana di Aldo Moro, concentrandosi non soltanto sulla sua esperienza istituzionale, ma anche sulle idee, sul metodo del confronto e della mediazione e sull’eredità politica e culturale che continua a interrogare il presente. Aldo Moro, figura centrale della storia repubblicana, attraversò da protagonista le grandi stagioni politiche italiane: costituente rigoroso e determinante, cattolico democratico, leader della DC, meridionalista lucido e statista di respiro internazionale.

Guidato da una profonda ispirazione cristiana, vissuta nel rispetto della laicità, e da una raffinata cultura giuridica e filosofica, Moro univa ascolto, mediazione e straordinaria capacità di leggere in profondità la realtà. Artefice del centro-sinistra e poi della solidarietà nazionale, lavorò coerentemente sempre per allargare l’area democratica nel governo del Paese, consapevole della fragilità del sistema italiano. Fedele all’Europa, all’Alleanza atlantica e all’apertura verso Mediterraneo e Paesi emergenti, concepiva la mediazione come strumento di progresso e coesione. La sua lezione, oggi più che mai, offre un metodo: politica come comunità, responsabilità, umanità e ricerca di sintesi alte.


