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Giro di Campania, l’uruguaiano Fagundez vince la corsa delle meraviglie

È l’uruguaiano Eric Antonio Fagundez a scrivere il primo capitolo della nuova storia del Giro della Campania. Il corridore della Burgos Burpellet BH ha vinto la 64ª edizione della storica classica, tornata sulle strade della regione dopo 25 anni di assenza, superando al fotofinish il francese Alexandre Delettre. Sul terzo gradino del podio è salito l’ucraino Andrii Ponomar, mentre il colombiano Einer Rubio ha chiuso quarto.

È stato un arrivo deciso all’ultimo centimetro quello andato in scena in piazza del Plebiscito, a Napoli. La volata tra Fagundez e Delettre ha richiesto anche l’esame della direzione di corsa prima di ufficializzare il vincitore. Alle loro spalle Ponomar e Rubio, protagonisti insieme agli altri due della fuga decisiva, hanno completato il gruppo che si è giocato la vittoria dopo lo strappo di Agerola.

Il ritorno del Giro della Campania ha avuto come punto di partenza la Reggia di Caserta e come traguardo il cuore di Napoli. Un percorso di 189,5 chilometri che ha attraversato tutte e cinque le province della regione, mettendo in fila alcuni dei luoghi più rappresentativi della Campania. Dall’ellisse vanvitelliana di piazza Carlo di Borbone la corsa è passata per Maddaloni e l’Acquedotto Carolino, il Sannio e Benevento, l’Irpinia, Cava de’ Tirreni e la Costiera amalfitana, prima di affrontare Agerola e la discesa verso il Vesuvio e l’area archeologica vesuviana, fino all’arrivo napoletano.

Il Giro tornava così a occupare uno spazio importante nella storia del ciclismo regionale. La corsa si era fermata il 6 marzo 2001, proprio davanti alla Reggia di Caserta, quando il russo Dmitrij Konyšev aveva tagliato per ultimo il traguardo con le braccia alzate. Prima di quella lunga interruzione, sulle strade campane avevano lasciato la loro firma campioni come Learco Guerra, Gino Bartali, Fausto Coppi, Francesco Moser e Giuseppe Saronni.

La giornata ha avuto anche una dimensione internazionale, grazie alla trasmissione televisiva della corsa attraverso diversi broadcaster. Il percorso ha offerto una vetrina per un territorio nel quale convivono patrimonio storico, paesaggio e tradizioni. Dai monumenti di Caserta e Benevento alla Costiera amalfitana, passando per Pompei, Ercolano, Stabiae, il Miglio d’Oro e il Vesuvio, la corsa ha attraversato alcuni dei luoghi più conosciuti della regione.

Agerola è stato il punto decisivo dal punto di vista sportivo. Dopo una prima fuga partita intorno al quarantesimo chilometro, con Matteo Ambrosini, Andrii Ponomar, George Wood, Thomas Rigamonti e Luca Colnaghi, il gruppo dei battistrada ha progressivamente perso elementi fino a essere raggiunto sulla salita di Agerola, a 54 chilometri dall’arrivo.

Proprio sulla salita ha attaccato Einer Rubio, scalatore colombiano della Movistar, che ha conquistato anche il Gran Premio della Montagna. Dopo il passaggio dei corridori, il sindaco di Agerola Tommaso Naclerio, accompagnato da due agenti in alta uniforme, ha deposto una corona d’alloro alla stele dedicata a Fausto Coppi. È un luogo legato a una delle imprese più ricordate del Campionissimo, che nel 1955 proprio su queste strade aveva firmato una delle pagine memorabili della sua carriera.

Nella discesa verso Napoli Rubio è stato raggiunto prima da Fagundez e poi da Delettre e Ponomar. I quattro hanno così affrontato insieme gli ultimi chilometri, mentre alle loro spalle il gruppo non è più riuscito a ricucire.

Rubio ha provato ad anticipare gli avversari prima del curvone finale sul pavé, ma il suo tentativo non ha avuto successo. Delettre ha lanciato la volata ai 200 metri dal traguardo, prendendo l’iniziativa. Fagundez è però riuscito a rimontarlo proprio sulla linea, conquistando una vittoria che ha avuto bisogno del fotofinish per essere assegnata. Ponomar ha chiuso terzo, mentre Rubio si è dovuto accontentare della quarta posizione.

Quinto è arrivato Gorka Corres, autore della migliore volata tra gli inseguitori. Alessandro Fancellu e Andrea Vendrame sono stati invece i migliori italiani. Tra i tre corridori campani al via, il piazzamento migliore è stato quello di Michele Pascarella, 31° a 3’48” dal vincitore.

Per Fagundez, 28 anni, si tratta della prima vittoria stagionale e della sesta in carriera. Il successo arriva al termine del suo quadriennio con la Burgos Burpellet BH, prima del passaggio alla Caja Rural, altra formazione Professional spagnola. Al traguardo l’uruguaiano ha spiegato di aver affrontato la corsa senza considerarsi il più forte e di aver dovuto gestire con attenzione le proprie energie e le proprie possibilità.

«Ci tenevo a chiudere questo bel quadriennio in Burgos con almeno una vittoria», ha dichiarato Fagundez, dedicando il successo alla squadra, alla famiglia e all’Uruguay, Paese che, nelle sue parole, sta vivendo una fase di crescita nel ciclismo.

La rinascita del Giro è stata accompagnata dalla soddisfazione delle istituzioni che hanno sostenuto il progetto. L’assessora allo Sport della Regione Campania, Fiorella Zabatta, ha sottolineato il significato del ritorno della competizione dopo un quarto di secolo, ricordando il percorso compiuto dalla Reggia di Caserta a piazza del Plebiscito e il ruolo dello sport nella valorizzazione del territorio. Zabatta ha inoltre evidenziato la presenza in gara di due giovani ciclisti originari di Maddaloni, Pascarella e Toselli, indicandoli come un legame concreto tra il ciclismo regionale e questa nuova fase della corsa.

Per la Città Metropolitana di Napoli, che ha sostenuto il ritorno dell’appuntamento insieme alla Regione e a Santa Lucia, il consigliere delegato alla Promozione del territorio Vincenzo Cirillo ha posto l’accento sulla dimensione promozionale dell’evento. Il Giro, ha spiegato, non è soltanto una competizione sportiva, ma anche uno strumento attraverso il quale raccontare all’esterno Napoli e la Campania, dopo gli investimenti degli ultimi anni legati anche alle tappe del Giro d’Italia.

Cirillo ha ricordato in particolare il passaggio dei corridori davanti alla stele di Coppi ad Agerola. Un’immagine che, secondo il consigliere metropolitano, riassume il legame tra la storia del ciclismo e il ritorno della competizione sulle strade campane.

Anche il Comune di Napoli ha sottolineato il valore della giornata. L’assessora allo Sport Emanuela Ferrante ha inserito il Giro della Campania in un calendario di grandi appuntamenti sportivi che stanno coinvolgendo la città, ricordando la gara inaugurale degli Europei di volley e l’avvicinamento alla settimana delle pre-regate dell’America’s Cup.

Alla cerimonia di premiazione era presente anche il comandante del Comando Territoriale Sud dell’Esercito Italiano, il generale di Corpo d’Armata Andrea Di Stasio.

La partenza dalla Reggia di Caserta aveva già dato alla giornata una cornice particolare. Il direttore ad interim del complesso vanvitelliano, Antonio Tarasco, ha definito l’evento un’occasione per avvicinare nuovi pubblici alla Reggia e al patrimonio del territorio regionale, auspicando nuove collaborazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Sono partiti in 118, in rappresentanza di 18 squadre. Sono arrivati a Napoli dopo quasi 190 chilometri, attraversando una Campania raccontata attraverso le sue strade, i suoi centri abitati e i suoi paesaggi. Al termine, il nome scritto sull’albo d’oro della rinata corsa è quello di Eric Fagundez, deciso da una volata di pochi centimetri.

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