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Casalbuono celebra Angelo “Coel” Barone: arte, parole e musica raccontano la sua metamorfosi

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Serata d’onore per Angelo Barone, in arte Coel, nella “sua” Casalbuono. Per celebrare l’artista, la locale Pro Loco ha messo in scena, nell’Auditorium Massimo Troisi, lo spettacolo “Materia6”, tratto da “Il mondo di Coel”. Nel corso della serata è stato proposto un condensato della figura umana e artistica di Coel attraverso proiezioni dei suoi dipinti, letture dei suoi pensieri e di recensioni critiche dei suoi lavori, accompagnate da musiche intimamente connesse ai vari momenti della rappresentazione. Protagonisti della serata Francesca Di Santi (lettura dei pensieri di Coel), Antonella Cavallo (donna che guarda i dipinti), Aldo D’Angiò (lettura delle recensioni critiche e musiche strumentali originali), Claudio Lolli e Gianmaria Testa (canzoni), Umberto Sole (ideazione grafica e montaggio) e Raffaele Giuliano (mixer e luci), per la regia dello stesso Angelo Barone.

Questa l’opinione di Aldo D’Angiò, raccolta al termine dello spettacolo: “È stata una serata intensa ed emozionante. Oltre al valore intrinseco dell’opera pittorica di Angelo (Coel), in questa serata è emersa con particolare forza la sua determinazione a servirsi di altre forme espressive, come la parola e la musica, per sopperire alla sopravvenuta impossibilità a dipingere, mantenendo viva così la sua spinta alla dialettica e al confronto culturale. Questo è un grande insegnamento per ciascuno di noi alla perseveranza rispetto a ciò in cui si crede nonostante le difficoltà che la vita ci pone innanzi. L’altro aspetto della serata che mi è parso particolarmente significativo è stata la modalità stessa della rappresentazione voluta da Angelo, con dei tempi sospesi e dilatati che creavano quasi una condizione contemplativa, sempre più rara nella nostra società, dal grande potere simbolico ed evocativo. È stata insomma un’occasione preziosa per immergersi in una dimensione altra, distante dal fragore della contemporaneità e però intimamente connessa agli strati più profondi della nostra umanità”.

Nato a Casalbuono, estremo lembo della provincia di Salerno, Angelo Barone si è dedicato alla ricerca pittorica fin da giovanissimo, esponendo i suoi lavori in mostre personali e collettive allestite, tra le altre, in Piemonte, dove ha vissuto molti anni della gioventù, alle Gallerie Floriana, Il Soqquadro e L’Esagono, in provincia di Biella; a Villa Marazza, in provincia di Novara; alla Certosa di Padula; al Museo Macro e alle Sale del Bramante in piazza del Popolo a Roma; alla Galleria Centro Storico in piazza Santa Maria Novella a Firenze; e alla mostra italo-giapponese a Gubbio nel 2014. Alcune sue opere sono esposte nella sede della BCC Monte Pruno a Sant’Arsenio. Ha ottenuto il primo premio della “Biennale d’Arte Internazionale di Roma 2012”; è stato insignito del “Premio d’Arte Contemporanea ‘Adrenalina’ 2013”, si è classificato terzo alla Biennale di Arezzo 2014 ed è stato nominato “Personaggio dell’anno 2014” nell’ambito della mostra collettiva “Personaggi in primo piano”, organizzata dalla Galleria Centro Storico di Firenze. Della sua pittura si sono occupati, con recensioni e presentazioni, scrittori e critici di chiara fama, tra i quali Bruno Pozzato, il pittore e critico d’arte Gilberto Carpo, il disegnatore e scenografo Antonio Petti e lo storico dell’arte Luigina Furlan. Sono numerose le testate giornalistiche nazionali e locali ad aver recensito le sue opere, esposte in numerose e importanti collezioni pubbliche e private.

Dopo 40 anni dedicati alla pittura, Angelo “Coel” Barone, a causa dei problemi visivi, si è indirizzato verso la scrittura per chiudere il cerchio dei suoi pensieri di uomo e di artista. Proprio partendo da una situazione di negatività ha iniziato a riflettere su se stesso, sul percorso della vita e sull’evoluzione della società, mettendo in risalto i dati positivi senza tralasciare quelli negativi e non disdegnando l’uso dell’ironia. In pochi mesi ha dato alle stampe due libri, “Pensieri in divieto di sosta” e “Ritratto di un folle”, inseriti in una collana che ha definito “Dalla penna di Coel”.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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