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Lezioni ucraine all’Europa – di Carmine Pinto

L’Ucraina resiste. Si tratta del più importante conflitto armato del Secolo. A quattro anni dall’invasione russa, la guerra offre elementi per l’Europa e il mondo. Innanzitutto, perché Zelensky e l’Ucraina decisero di combattere, mentre parte degli alleati e l’opinione pubblica mondiale lo giudicavano impossibile. Invece, affermando principi di indipendenza e di democrazia come base politica e morale della resistenza, gli ucraini hanno posto premesse che oggi sono lezioni per tutti.

L’Europa ne ha preso atto. L’Unione era nata come una federazione di stati per il benessere, producendo una civilizzazione mai vista prima. La guerra ha mostrato che non basta, senza forza militare-nucleare, strumenti istituzionali efficaci, capacità tecnologiche e industriali. L’Europa è stata decisa a fianco dell’Ucraina, ma senza la propria auto-riforma rischia molto nello scacchiere globale.

Gli USA ne sono una prova. Sono concentrati nella competizione con i cinesi, la presenza nelle Americhe, gli equilibri nella regione islamica. Trump considera la guerra un regalo alla Cina e l’Europa una realtà in declino. Non è la fine dell’alleanza occidentale, ma pone il problema di un suo radicale rinnovamento nei rapporti di forza militari, energetici, tecnologici e ideologici.

Le autocrazie invece sono più deboli. Putin ha militarizzato brutalmente il suo paese, ma con la battuta d’arresto ucraina è un attore minore. I regimi alleati, venuta meno la sua protezione, hanno negoziato con gli USA (Siria e Venezuela), tentato strade repressive (Iran) o autarchiche (Cuba). Le autocrazie non sono scomparse, ma prosperano solo se i loro avversari sono disponibili e indecisi.

La Cina invece è sullo sfondo. XI ha utilizzato pandemia e guerra per stingere la morsa repressiva su Hong Kong, juguri, dissidenti ed epurare esercito e a partito, moltiplicare corsa agli armamenti e aggressività economica-finanziaria. Nonostante questo, il suo sostegno a Putin non ha modificato l’equilibrio della guerra, mostrando limiti e fragilità cinesi nella sfida del secolo.

Tutti fanno i conti con la nuova guerra. L’Ucraina ha confermato che, se satelliti o intelligenza artificiale rappresentano le frontiere del potere militare, le narrazioni legittimano o stravolgono il potere. Le autocrazie russa, cinese, islamiche investono nella disinformazione del mondo libero. Se le democrazie resistono, non hanno ancora prodotto una controffensiva analoga ed efficace.

Tutto ci porta al problema della democrazia e dell’Europa. Gli ucraini hanno difeso la propria; oggi del resto i democratici venezuelani, iraniani, cubani, hongkonghesi sono lo spauracchio di ogni autocrate (e di salotti e talk show europei). Mostrano che, chi conosce la democrazia-liberale, quanto di meglio si è prodotto tra le controverse esperienze dell’Occidente contemporaneo, non vuole più perderla. La lezione finale dell’Ucraina è questa: democrazia e liberalismo possono vincere o esistere, ma solo se è disposti a lottare e combattere per questi principi.

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