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Edili: dissesto non è calamità ma colpa di ritardi e burocrazia

Il dissesto idrogeologico non è una calamità naturale, ma il risultato di anni di ritardi e burocrazia“. È la denuncia lanciata da Federcepicostruzioni, che lancia un allarme chiaro: continuare a spendere miliardi per riparare i danni, invece di investire nella prevenzione, non è più sostenibile.

I dati parlano chiaro. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, la superficie italiana a rischio frana è passata da 55.400 kmq nel 2021 a 69.500 nel 2024, arrivando a coprire il 23% del territorio. Il 94,5% dei comuni è esposto a pericoli come frane e alluvioni, con oltre 5,7 milioni di cittadini che vivono in aree vulnerabili. Numeri che in regioni come la Campania si traducono in cronaca quotidiana: strade chiuse per mesi, fango che invade centri abitati e un allarme sociale in crescita.

VALLO DI DIANO
allagamenti ed esondazioni del fiume Tanagro nel 2022

Sul fronte delle risorse, lo Stato non è rimasto fermo. Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato circa 1,08 miliardi per il 2024, a cui si aggiungono 262 milioni per 119 progetti immediatamente cantierabili. A questi si sommano i fondi del Pnrr dedicati alla transizione ecologica e alla mitigazione del rischio. Il problema, denuncia Federcepicostruzioni, è la capacità di spesa: i cantieri restano bloccati da una governance farraginosa, autorizzazioni lente e una burocrazia asfissiante che penalizza imprese e territori.

«Le risorse da sole non bastano» spiega il presidente nazionale Antonio Lombardi «occorre semplificare le procedure e accelerare i processi. La difesa del suolo non può più essere affrontata in emergenza». Per questo l’associazione lancia un appello alla politica: snellire i passaggi tra enti locali e centrali, garantire continuità ai finanziamenti e promuovere una vera cultura della prevenzione, sostenuta da tecnologie avanzate di monitoraggio. Con l’obiettivo di trasformare la lotta al dissesto in un progetto strutturale e condiviso, dove istituzioni e imprese possano lavorare insieme per rendere il territorio più sicuro e resiliente.

ANTONIO LOMBARDI
presidente Federcepicostruzioni
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