Non solo diagnosi e terapie, ma anche emozioni, timori e difficoltà che accompagnano chi affronta una malattia oncologica. È partendo dall’esperienza diretta dei pazienti che si è sviluppato l’incontro “Oncologia narrativa – Patient Journey”, ospitato nei giorni scorsi nell’Aula Magna del Presidio Ospedaliero San Luca di Vallo della Lucania. Un momento di ascolto e condivisione, pensato per dare voce a chi vive la malattia e raccogliere elementi utili a migliorare i percorsi di cura.

L’iniziativa, organizzata da Laura Pesce, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia dell’ospedale, rientra nell’ambito delle attività dedicate alla prevenzione del tumore della mammella e, più in generale, delle patologie oncologiche, con particolare attenzione alla prevenzione del tumore al seno.

All’incontro hanno preso parte il direttore amministrativo dell’ospedale Andrea Giannattasio, i direttori sanitari Vincenzo De Paola e Gaetano Aprea, la direttrice sanitaria del Distretto sanitario 70 Marilina Aloia, Pietro Masullo, già responsabile dell’Oncologia di Vallo della Lucania, e l’oncologo Tommaso Pellegrino.

Protagonisti della giornata sono stati soprattutto i pazienti, invitati a condividere le proprie esperienze e a raccontare il percorso affrontato dalla diagnosi alle diverse fasi del trattamento. Le loro testimonianze hanno dato spazio agli aspetti meno visibili della malattia: le paure, le incertezze, le difficoltà quotidiane e i bisogni che accompagnano chi si trova ad affrontare un percorso oncologico.

Accanto alle voci dei pazienti, anche quelle dei caregiver, degli infermieri e del personale sanitario, che ogni giorno affiancano le persone durante le cure. Un confronto arricchito dalla presenza di psico-oncologi e associazioni di volontariato, in una giornata che ha registrato una folta partecipazione di pazienti, familiari e operatori.

L’incontro ha rappresentato un’occasione per mettere in relazione esperienze e professionalità diverse, riconoscendo il valore dell’ascolto nella presa in carico della persona. Attraverso il racconto delle storie individuali è stato possibile portare all’attenzione non soltanto la dimensione clinica della patologia, ma anche quella umana e psicologica, che incide sul modo in cui ciascuno affronta la malattia.

La condivisione delle esperienze può contribuire, infatti, a individuare esigenze e difficoltà e a fornire indicazioni utili per migliorare l’organizzazione e la qualità dei percorsi assistenziali. L’oncologia narrativa diventa così uno strumento di dialogo tra pazienti e professionisti, capace di valorizzare il vissuto personale e di favorire una maggiore attenzione ai bisogni di chi è in cura.

Nel corso della giornata è stato richiamato anche il tema della prevenzione, con particolare riferimento all’importanza di aderire agli screening oncologici promossi dall’Azienda. La diagnosi precoce e la partecipazione ai programmi di screening rappresentano strumenti fondamentali nella lotta contro i tumori.


