I borghi della Campania sono sempre più destinazione turistica. Un cambio di passo importante ha trasformato e rigenerato borghi abbandonati, anche grazie alle risorse del PNRR. Lo hanno confermato gli Stati generali dei borghi promossi dal Ministero della Cultura a Roma.
Per UNCEM, i borghi sono da vivere, non da mettere sotto campane di vetro. Ora che questa visione si è consolidata nell’opinione pubblica e nelle scelte politiche nazionali, è tempo di evidenziare i risultati dei piccoli comuni, soprattutto nel territorio salernitano, capaci di usare al meglio le risorse del PNRR.
Nella provincia di Salerno, per la Linea A dell’intervento 2.1 “Attrattività dei Borghi”, si è concretizzato il Progetto Pilota del Comune di Sanza, unico in Campania selezionato, con 20 milioni di euro per la rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo. Per la Linea B, i progetti locali di rigenerazione culturale e sociale hanno riguardato Atena Lucana, Caselle in Pittari, Contursi Terme insieme a Valva, Oliveto Citra, Pisciotta, Pollica insieme a Serramezzana e San Mauro Cilento, Sessa Cilento, Tortorella e Tramonti, in Costiera Amalfitana.
Ora però bisogna discutere del futuro. Il futuro dei piccoli borghi dopo il PNRR si sposta dai cantieri di spesa a una fase di consolidamento strutturale.

Stiamo lavorando da tempo ad una visione condivisa sul futuro dei borghi; da sempre affermiamo che vi è necessità di nuove competenze, di reti territoriali, di assistenza alle imprese, che in modo coordinato vadano a rafforzare la cooperazione tra Comuni dobbiamo ora fornire gli strumenti giusti per nuovi modelli gestionali capaci di coniugare cultura, abitare, servizi, lavoro, innovazione e sostenibilità ambientale. Questa è la sfida.
VINCENZO LUCIANO, presidente UNCEM Campania

centro informazioni turistiche “Borgo Accoglienza”


