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Polla, conferenza del prof. Pasquale Persico sulla Terza Ecologia a Palazzo Albirosa

Di Geppino D’Amico

“Terza ecologia: la situazione addizionante  e la città del quarto paesaggio”: questo il tema della conferenza tenuta da Pasquale Persico, già Professore di Economia presso l’Università di Salerno, a Polla nell’ambito del programma delle Conferenze estive organizzate dall’Associazione Palazzo Albirosa, presieduta dal prof. Antonio Federico che anche quest’anno ha messo insieme una serie di incontri su vari aspetti e tematiche cha hanno suscitato molto interesse. Nel corso del suo intervento l’illustre relatore si è intrattenuto sul Piano strategico del Parco nazionale del Cilento approvato nel 2001 che ebbe una sua fase storica di creatività ecologica spinta. La nascita della Città del Parco come Cosmopolis durò la stagione di approvazione delle risorse del PIT Parco da fare arrivare al territorio.

L’ipotesi di manutenzione della città del quarto paesaggio è stata, poi, messa in discussione dalla voglia di moltiplicare il tema del turismo come settore principale dello sviluppo. Sin dalla fase di studio è emersa tutta la fragilità del territorio in termini di consapevolezza del patrimonio potenziale, e, nonostante i quattro riconoscimenti Unesco, oggi è molto bassa la misura dell’essere creativi per il mondo in metamorfosi regressiva; la maggior parte dei comuni ha preferito fare la manutenzione dei temi dell’Assenza e riprodurre milieu malinconici. La perdita di popolazione è la variabile proxy sintesi di questa generale regressione. Anche i comuni medio grandi e di costa, hanno, oggi, le caratteristiche statistiche di aree interne. Il lavoro interdisciplinare ed interconnesso che era stato alla base del lavoro di elaborazione del Piano è stato sostituito dalla visione dei singoli comuni, basta fare l’elenco del tipo di finanziamento catturato e spesso non ancora speso. La creatività dell’ingegnere, dell’operatore sociale, dell’urbanista, degli  architetti, del geologo utopista, dello specialista degli eventi di comunicazione, di quello della nuova edilizia abitativa, dell’esperto di intelligenza artificiale, dell’esperto di scienze naturali e di clima, dell’ambientalista e dell’artista, ma soprattutto della gente comune che lavora per il proprio territorio, non è entrata in campo, in maniera da costituire la massa critica della metamorfosi opportuna e necessaria. A partire dalla pandemia, l’annuncio di una transizione ecologica ed energetica si è sovrapposta ai temi della globalizzazione in crisi di risultati.

GUARDA L’INTERVISTA AL PROF. PASQUALE PERSICO

Da più continenti è emerso nuovamente il problema di una ripartenza; questa volta si parla di terza Ecologia, cioè di un impegno al quadrato sulla biodiversità da moltiplicare allontanandosi dal terzo paesaggio della città metropolitana in crisi di urbanità. Dobbiamo riprendere la lezione della città del Parco? Dobbiamo pensare, nuovamente, sia orizzontalmente, sia verticalmente, per vedere in simultaneità, strategie e dettagli? Uno sviluppo capace di restaurare  e ripristinare l’ambiente del buon vivere deve farsi largo. Ripartire dai luoghi dell’assenza, e/o dai non luoghi e tentare di innestare processi di milieu creativi, potrebbe essere una strategia? Caggiano, Polla e S. Arsenio, nella loro storia recente, pur sapendo che la creatività non è sempre una ricetta salva territori, possono vantare la nascita di nuovi laboratori a creatività flessibile. Caggiano ha attratto in tre palazzi prestigiosi alcuni archivi del contemporaneo della Fondazione Morra di assoluto valore mondiale, e nella sua area artigianale alcune imprese si segnalano per una creatività spinta verso l’innovazione (vedi Albero in cemento che assorbe CO2 ed il Furgone per l‘agricoltura a quattro ruote motrici a trazione elettrica). Polla e il suo nuovo Palazzo, Palazzo Albirosa, accoglie un centro studi dedicato alle neuroscienze a spettro di conoscenza largo, e si candida a rivoluzionare la Medicina di Comunità. Infine, S. Arsenio, con  il suo Progetto di Summer School dedicata alle Fabbriche Creative per ricalibrare  la nuova formazione dei giovani,  si affida all’ IRIS-CNR per riorientare l’offerta di lavoro utile.. Un rottura dei confini diventa, pertanto,  il presupposto per parlare di Milieu creativi a geografia variabile;  i tre comuni , insieme,  parlano di nuovi arcipelaghi di urbanità e terza  ecologia, da mettere in rete lungo l’Appennino verso il Pollino.

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