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Castagneti degli Alburni, verso il Presidio Slow Food

Oggi pomeriggio a Roccadaspide si terrà un incontro sul valore economico, culturale e ambientale della castanicoltura. Uncem parteciperà con il presidente della Campania, Vincenzo Luciano, e il presidente nazionale Marco Bussone. Sarà presente anche Barbara Nappini, presidente nazionale di Slow Food, che a Terra Madre a Torino, a fine mese, lancerà il Presidio della Castanicoltura.

Il percorso verso il Presidio Slow Food dei castagneti di Alpi e Appennini si intreccia con il Protocollo firmato da poco da Uncem con l’associazione nazionale Città del Castagno, a dieci anni dal lancio del Masterplan sul Castagno con l’Università di Torino e il Centro nazionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio. Anche PEFC Italia, guidata da Bussone, lavora sui castagneti e sulla certificazione di quelli da frutto, richiamando lo standard della Gestione Forestale Sostenibile per la gestione dei castagneti da frutto in attualità di coltura o oggetto di ripristino colturale.

L’iniziativa, dalle 18, vedrà la partecipazione dei sindaci del territorio, a partire dal sindaco di Roccadaspide Gabriele Iuliano, dei presidenti delle Comunità montane del Calore e degli Alburni, Carmine Casella e Vincenzo Rosolia, del presidente del Consorzio di tutela IGP del Marrone di Roccadaspide, Mario Miano, e del presidente dell’area interna Cilento, Girolamo Auricchio, insieme a operatori del settore e lavoratori castanicoli. Sono previsti anche i contributi tecnici e promozionali dell’agrichef Bianca Mucciolo, in rappresentanza della rete dei castanicoltori Slow Food, e di Roberta Cataldo, agronoma impegnata nel progetto Castanea.

Uncem attende da tempo il Piano nazionale sulla castanicoltura, che Roma, al MASAF, sembra non voler produrre. Nonostante questa mancanza, Uncem prosegue nell’impegno su frutto, legno e servizi ecosistemici. Un’azione di rilancio complessiva dell’intero comparto è ormai ineludibile, anche con risorse economiche appropriate, affinché le estese aree castanicole montane campane e italiane vengano sottratte all’abbandono. Il protrarsi dell’abbandono potrebbe avere conseguenze imprevedibili sulla stabilità dei versanti e sull’assetto idrogeologico. Il lavoro del Centro di Castanicoltura di Chiusa di Pesio, eccellenza nazionale che Uncem ha sempre valorizzato, rappresenta un trampolino per nuove azioni condivise con Regioni, Comunità montane e Unioni montane di Comuni, GAL e imprese. La filiera del castagno è determinante per gli Appennini e per tutta la montagna italiana. Non esistono altre filiere così complete e ricche. A Roccadaspide il punto e il rilancio della filiera con Slow Food e Uncem.

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