
A trent’anni dall’inaugurazione del primo Sentiero Frassati d’Italia, l’Azione Cattolica della Diocesi di Teggiano-Policastro promuove un momento di riflessione dedicato alla vita e alla testimonianza di San Pier Giorgio Frassati.
L’appuntamento, dal titolo “Verso l’ALT(r)O”, è in programma sabato 5 settembre, a partire dalle ore 19:00, presso il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte. Ospite dell’incontro sarà Roberto Falciola, vicepostulatore della Causa di canonizzazione del Santo torinese. Interverranno anche Antonello Sica, ideatore dei Sentieri Frassati, e Lella Tardio, presidente diocesana dell’Azione Cattolica.
La serata consentirà di rileggere la breve ma intensa esistenza di Pier Giorgio Frassati e di approfondire l’attualità del suo messaggio, fondato sulla fede, sull’amicizia, sull’amore per la montagna, sull’impegno sociale e sulla vicinanza concreta alle persone più fragili. L’iniziativa rappresenterà inoltre l’occasione per far partire simbolicamente dal Battistero anche il primo Sentiero europeo, secondo quanto annunciato dagli organizzatori.
Dal Battistero di San Giovanni in Fonte partì il primo Sentiero Frassati

Il Sentiero Frassati della Campania, conosciuto anche come Sentiero Frassati di Sala Consilina, occupa un posto particolare nella storia della rete escursionistica dedicata al giovane Santo.
Fu infatti il primo a essere inaugurato in Italia, il 23 giugno 1996, su proposta del salese Antonello Sica e grazie all’impegno della Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano.
Il cammino prese simbolicamente il via dal Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, situato al confine tra Sala Consilina e Padula e, in base alla cartografia militare, recentemente attribuito al Comune di Padula.

Dal Battistero il percorso si sviluppa prevalentemente sui monti salesi, conduce al Santuario di San Michele Arcangelo e raggiunge la Cappella della Madonna di Sito Alto, posta a 1.467 metri di altitudine, dopo aver affrontato un dislivello di circa mille metri.
L’itinerario, lungo complessivamente circa 12 chilometri, attraversa luoghi di grande interesse naturalistico, storico, antropologico e religioso.
La scheda tecnica lo classifica come un percorso per escursionisti esperti, caratterizzato da boschi, radure, antiche vie di collegamento e straordinari punti panoramici sul Vallo di Diano e sui rilievi circostanti.
Da quella prima esperienza nacque una rete nazionale composta da 22 Sentieri Frassati, uno per ogni regione e provincia autonoma italiana, oltre al Sentiero internazionale dell’Italia inaugurato a Pollone. Il progetto nazionale, sviluppato con il coinvolgimento del CAI, della Giovane Montagna, dell’Azione Cattolica, della FUCI e del mondo scout, fu completato nel 2012 con l’inaugurazione del Sentiero Frassati dell’Alto Adige.
La breve e intensa vita di Pier Giorgio Frassati

Nato a Torino il 6 aprile 1901, Pier Giorgio Frassati era figlio di Alfredo Frassati, fondatore del quotidiano La Stampa, e della pittrice Adelaide Ametis. Studente di Ingegneria mineraria al Politecnico di Torino, scelse questo percorso con il desiderio di poter lavorare accanto ai minatori, considerati tra le categorie più esposte alle difficoltà e alle ingiustizie sociali.
Alla passione per la montagna e lo sport affiancò una profonda vita spirituale e un instancabile impegno a favore dei poveri. Fu attivo nell’Azione Cattolica, nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana, nelle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli e nel Terz’Ordine domenicano. Visitava le famiglie bisognose di Torino, portando cibo, medicinali e aiuti economici, spesso rinunciando a ciò che possedeva.
Morì il 4 luglio 1925, a soli 24 anni, colpito da una forma fulminante di poliomielite. Soltanto in occasione dei funerali la sua famiglia comprese pienamente la vastità della sua opera di carità, vedendo arrivare migliaia di persone, soprattutto poveri e lavoratori, che Pier Giorgio aveva aiutato lontano da ogni forma di ostentazione.
Dalla beatificazione alla canonizzazione

La causa di beatificazione fu avviata dall’Arcidiocesi di Torino il 2 luglio 1932, sette anni dopo la sua morte. Dopo una lunga fase di approfondimento e una temporanea sospensione, l’iter riprese nel 1977, anche grazie all’impegno della sorella Luciana Frassati e dell’Azione Cattolica Italiana. Il 23 ottobre 1987 furono riconosciute le sue virtù eroiche, mentre il 21 dicembre 1989 venne riconosciuta come miracolosa la guarigione di Domenico Sellan, affetto dal morbo di Pott, attribuita all’intercessione di Frassati. Il 20 maggio 1990, in piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II proclamò Pier Giorgio Frassati Beato, presentandolo alla Chiesa come una straordinaria testimonianza di santità vissuta nella quotidianità e indicandolo come l’“uomo delle otto Beatitudini”. Un secondo miracolo attribuito alla sua intercessione aprì successivamente la strada alla canonizzazione. Il relativo decreto fu approvato da Papa Francesco nel novembre del 2024. Pier Giorgio Frassati è stato infine proclamato Santo da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, insieme a Carlo Acutis.
Chi è Roberto Falciola

La presenza di Roberto Falciola offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino il percorso umano e spirituale del giovane torinese e i passaggi che hanno condotto al riconoscimento ufficiale della sua santità. Redattore editoriale e scrittore, Falciola vive a Carignano, in provincia di Torino, e lavora presso Effatà Editrice come responsabile dell’Ufficio stampa e delle relazioni esterne. Presiede inoltre l’Opera diocesana Pier Giorgio Frassati di Torino e, all’inizio degli anni Novanta, è stato vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il Settore Giovani.
Nel 2010 è stato nominato vicepostulatore della Causa di canonizzazione da Silvia Correale, postulatrice scelta dall’Azione Cattolica Italiana. In questo ruolo ha seguito da vicino l’ultima parte dell’iter che ha portato Pier Giorgio Frassati alla canonizzazione, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione della sua testimonianza in Italia e all’estero. L’appuntamento del 5 settembre unirà così memoria, spiritualità e territorio, riportando nel luogo dal quale prese avvio la storia dei Sentieri Frassati il racconto di un giovane che seppe orientare tutta la propria esistenza “verso l’Alto”, trasformando la fede in amicizia, servizio e attenzione concreta verso gli altri.


