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Comuni montani, in Campania scoppia la protesta. Nel Salernitano restano 97 Comuni, tutti confermati i 15 del Vallo di Diano

Di Giuseppe Geppino D’Amico

È entrato in vigore ieri, 22 luglio, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 121/2026 che, in attuazione della Legge 131/2025, ha aggiornato la mappa dell’Italia montana. Il provvedimento classifica 3.715 Comuni montani basandosi su parametri oggettivi, come l’altitudine e la pendenza del territorio. L’inserimento in questo elenco è fondamentale perché sblocca benefici fiscali, incentivi per le aziende agricole, deroghe sui servizi scolastici e sanitari e l’accesso ai fondi nazionali per la montagna. La nuova normativa, tuttavia, ha escluso alcune centinaia di comuni precedentemente considerati montani, scatenando proteste e mobilitazioni da parte di diversi sindaci. Come in altre regioni, anche in Campania il decreto ha suscitato contrarietà e malumori. Il riconoscimento ufficiale di un Comune montano non è soltanto un’etichetta, visto che da questa classificazione dipende il bilancio economico del territorio. Essere compresi nell’elenco significa, infatti, ricevere i fondi dello Stato dedicati alla montagna, poter prevedere sconti e agevolazioni sulle tasse per cittadini e imprese e ottenere finanziamenti regionali per i servizi essenziali come strade, istruzione, trasporti e sanità. L’elenco dei Comuni montani, quindi, stabilisce quanti Comuni si potranno spartire le risorse previste per la montagna.

Enzo Luciano

Portavoce del dissenso della nostra regione è il presidente UNCEM Campania, Enzo Luciano, il quale si oppone fermamente alla nuova classificazione dei comuni montani introdotta dalla Legge 131/2025 e denuncia che i nuovi criteri escludono oltre 40 comuni storici delle Comunità Montane campane (di cui 20 nel Salernitano, 14 nel Casertano, 5 nel Beneventano e 1 nella Città Metropolitana di Napoli), mentre ne includono 52 che, secondo l’associazione, non rispettano i criteri di montanità.

A tal fine l’UNCEM Campania ha consegnato un dossier al Governatore della Campania, Roberto Fico, e all’Assessora Maria Carmela Serluca, chiedendo un impegno immediato per modificare l’elenco e mantenere tutti i comuni già classificati, denunciando come la riforma divida il Paese invece di promuovere coesione.

Le principali critiche dell’UNCEM riguardano:

  • Frammentazione territoriale: il rischio di creare una divisione tra territori di serie A e di serie B, con la creazione di un “secondo elenco” basato su parametri socioeconomici che potrebbe escludere ulteriori comuni dagli incentivi.
  • Mancanza di risorse: il Fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) è stanziato a circa 110-120 milioni di euro, una cifra ritenuta insufficiente per sostenere le politiche di coesione. L’UNCEM chiede un aumento fino a 1 miliardo di euro annui.
  • Esclusione dal processo decisionale: l’associazione segnala di non essere stata coinvolta nella stesura del decreto, definendo la manovra un errore che ignora le specificità delle aree interne e appenniniche.

Per l’UNCEM, “Vivere e fare impresa in un Comune montano è molto più difficile perché sono presenti molti più limiti e tutele ambientali da rispettare (circa il 23% del territorio rappresenta area protetta, contro il 9% di altre zone). Inoltre chi vive o fa impresa in montagna deve fare i conti con i pericoli maggiori che il territorio montano comporta: il 13,5% del territorio montano è a rischio frana (contro il 4,6% del resto del Paese)”.

Per quanto riguarda il territorio salernitano, il nuovo elenco ufficiale comprende 97 Comuni, distribuiti tra il Vallo di Diano, il Tanagro, gli Alburni, il Cilento, i Monti Picentini, la Valle dell’Irno e altre aree interne della provincia. L’elenco allegato al decreto comprende numerosi centri storicamente appartenenti alle aree montane del Salernitano e rappresenta il nuovo riferimento ufficiale per l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa nazionale. In particolare, per quanto riguarda la Comunità Montana Vallo di Diano, nell’elenco dei comuni classificati montani figurano tutti i 15 Comuni che fanno parte dell’Ente, compreso il Comune di Pertosa, che in un primo momento sembrava a rischio esclusione.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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