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Giffoni, l’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone al Festival per ricordare le vittime di Capaci

La memoria della strage di Capaci entra nel cuore del Giffoni Film Festival. Al centro del villaggio della 56ª edizione è stata esposta la teca contenente i resti della Quarto Savona 15, l’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone distrutta nell’attentato del 23 maggio 1992. L’iniziativa, promossa dall’Associazione DonatoriNati della Polizia di Stato nell’ambito del progetto “Dal sangue versato al sangue donato”, unisce il ricordo delle vittime della mafia alla promozione della cultura della donazione del sangue.

Per l’intera giornata, giovani, famiglie e visitatori hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino uno dei simboli più significativi della lotta alla criminalità organizzata, rendendo omaggio agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, uccisi insieme al giudice Giovanni Falcone e a Francesca Morvillo nella strage di Capaci.

L’esposizione si inserisce nel progetto “Dal sangue versato al sangue donato”, che affianca alla memoria delle vittime un messaggio di solidarietà e di impegno civile attraverso la sensibilizzazione alla donazione del sangue.

Al momento istituzionale dello svelamento della teca hanno preso parte il prefetto di Salerno, Francesco Esposito, il questore Giancarlo Conticchio, il comandante provinciale dei Carabinieri Filippo Melchiorre, il presidente del Consiglio comunale di Giffoni Valle Piana Luigi Bernabò, il direttore del Giffoni Film Festival Jacopo Gubitosi, il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience Piero Rinaldi, il responsabile delle relazioni istituzionali del Festival Davide Russo, il presidente regionale dell’Associazione DonatoriNati della Polizia di Stato Tommaso Delli Paoli, il direttore generale eventi Antonio Pagano e la presidente della Fondazione della Comunità Salernitana ETS Antonia Autuori.

La presenza della teca al Festival ha rappresentato un momento di riflessione rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con una delle pagine più drammatiche della storia del Paese attraverso un simbolo che continua a testimoniare il valore della legalità, della memoria e della responsabilità civile.

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