
Si è conclusa la quinta edizione del concorso “Siamo Pari – La parità di genere si impara a scuola”, iniziativa nata per sensibilizzare gli studenti sul tema della parità di genere e del superamento degli stereotipi, coinvolgendoli in un percorso di riflessione e creatività. Il progetto è stato promosso dal Comitato Femminile Plurale, dal Gruppo Giovani Imprenditori e dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno, con il contributo e il patrocinio della Camera di Commercio di Salerno, il patrocinio della Provincia di Salerno e la collaborazione della Fondazione della Comunità Salernitana ETS (Ente del Terzo Settore). A conquistare il primo posto ex aequo sono state la classe 1ª B dell’Istituto Comprensivo Vietri sul Mare e la classe 3ª A dell’Istituto Comprensivo Sant’Alfonso Maria De’ Liguori di Pagani, premiate per la qualità dei lavori realizzati e per la capacità di interpretare con sensibilità il tema della parità.

“Per noi del Comitato Femminile Plurale, che ogni giorno lavoriamo per aumentare la presenza femminile nei luoghi decisionali dell’industria -ha spiegato Elena Salzano– questo progetto è strategico . La disparità salariale, il soffitto di cristallo e la scarsa rappresentanza nei ruoli STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) nascono molto prima dell’ingresso in azienda. Nascono sui banchi, nei libri, nei messaggi impliciti che la società trasmette. Questa iniziativa ha il merito di portare un messaggio chiaro dentro le classi: le aspirazioni non hanno genere. Significa offrire a bambine e bambini gli stessi strumenti, gli stessi modelli e la stessa libertà di immaginarsi nel mondo del lavoro di domani, perché la parità non è una concessione, è un moltiplicatore di sviluppo”.
Anche il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno, Vincenzo Iennaco, ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa. “Investire oggi sull’educazione al rispetto e alle pari opportunità -ha sottolineato Vincenzo Iennaco– significa costruire la classe dirigente e la forza lavoro di domani. Le aule scolastiche sono il primo luogo in cui si formano competenze, ambizioni e modelli di leadership. Se vogliamo un tessuto imprenditoriale più competitivo e innovativo, dobbiamo partire dal superamento degli stereotipi che ancora oggi allontanano ragazze e ragazzi da interi settori professionali. Questa iniziativa ha il merito di agire in modo concreto: porta strumenti, esempi e linguaggi nuovi direttamente agli studenti, così diamo il nostro contributo alla crescita del territorio che, prima ancora che economica, deve essere culturale e sociale”.

Sulla stessa linea il presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno, Marco Gambardella. “Per noi imprenditori -ha evidenziato Gambardella- la parità di genere non è un tema ideologico, è un tema di crescita . I dati lo dimostrano: i team misti prendono decisioni migliori, le aziende inclusive sono più produttive e più capaci di attrarre talenti. Le piccole e medie imprese rappresentano il 92% del tessuto produttivo italiano e sono da sempre fucina di competenze e di capitale umano. Sappiamo bene che il futuro delle nostre imprese si gioca sulla capacità di attrarre talenti, senza sprechi e senza barriere culturali. Iniziare dalle scuole significa intervenire alla radice: educare al rispetto, al merito e alla libertà di scelta professionale vuol dire garantire che tra dieci anni avremo più tecnici, più imprenditrici e più innovatori”.
La giornata si è conclusa con la presentazione degli elaborati creativi realizzati dalle classi partecipanti e con la masterclass dal titolo “Dalla storia allo schermo: come nasce un film”, tenuta dall’autrice Anella Mastalia e dal line producer Dario Renda, che hanno accompagnato gli studenti alla scoperta del percorso creativo e produttivo dell’opera cinematografica “Trotula e il sentiero nel vento”. La giuria ha quindi assegnato il primo posto ex aequo alle due classi vincitrici, riconoscendo la qualità dei progetti presentati e il loro contributo nel promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e delle pari opportunità, confermando come l’educazione alla parità rappresenti uno strumento fondamentale per costruire una società più consapevole e un futuro libero dagli stereotipi.


