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Il vescovo Antonio De Luca e don Enzo Rispi raccontano San Gerardo Maiella nel volume “Il coraggio della santità”

A trecento anni dalla nascita di San Gerardo Maiella, la Diocesi di Teggiano-Policastro dedica al santo redentorista un nuovo volume dal titolo San Gerardo Maiella. Il coraggio della santità, scritto dal vescovo Antonio De Luca e da don Enzo Rispi. L’opera nasce come tributo spirituale e culturale a una delle figure più amate della devozione popolare, particolarmente vicina alle famiglie, alle mamme e ai bambini, ma si propone anche come occasione per rileggere l’attualità della sua testimonianza cristiana.

Il libro si presenta come un ritratto spirituale più che come una biografia tradizionale. Pur richiamando ampiamente le fonti storiche e gli studi dedicati al santo, tra cui gli scritti di padre Gaspare Caione, l’opera sceglie di soffermarsi soprattutto sull’esperienza interiore di Gerardo Maiella, mettendo in luce il legame tra la sua vicenda personale e il Vangelo vissuto nella quotidianità.

Dalle pagine emerge il profilo di un giovane segnato dalla povertà e dalla fatica, nato a Muro Lucano nel 1726 e cresciuto in una famiglia semplice. La morte prematura del padre e il lavoro affrontato sin dall’infanzia accompagnano il cammino di un ragazzo fragile nel fisico, ma animato da un desiderio radicale: piacere a Dio e compierne la volontà. Dopo diversi tentativi falliti di entrare tra i Cappuccini, Gerardo trova infine la propria strada nella Congregazione del Santissimo Redentore, dove matura una spiritualità fondata sulla carità e sul dono di sé.

Uno degli aspetti centrali del volume è il modo in cui viene raccontata la santità di Gerardo, mai distante dalla vita reale. Il santo appare vicino ai poveri, agli ammalati, alle famiglie ferite, alle madri in difficoltà e ai sacerdoti provati. La sua esperienza spirituale non si traduce in un distacco dal mondo, ma in una presenza concreta accanto alle fragilità umane. La carità, in questa prospettiva, diventa la forma più autentica dell’annuncio cristiano.

Particolare attenzione viene riservata anche al rapporto di Gerardo con Cristo crocifisso e con l’Eucaristia, elementi che costituiscono il centro della sua esperienza di fede. L’immagine del santo con il Crocifisso tra le braccia non viene interpretata come semplice simbolo devozionale, ma come sintesi di una vita interamente consegnata all’amore di Cristo, vissuto nella disponibilità al sacrificio, nella compassione e nell’accoglienza della sofferenza.

Il libro affronta inoltre una delle pagine più dolorose della vicenda di San Gerardo: la calunnia subita e sopportata nel silenzio. Gli autori leggono questa prova non come esaltazione della sofferenza, ma come testimonianza di una fede capace di non trasformare l’ingiustizia in rancore. È qui che emerge con forza il tema centrale dell’opera: l’abbandono fiducioso alla volontà di Dio, definita dallo stesso Gerardo “unica sostanza dell’anime nostre”.

Accanto alla dimensione spirituale, trovano spazio anche i racconti dei segni prodigiosi legati alla vita del santo, letti come espressione della compassione divina verso i più deboli. Da qui nasce e si consolida anche la devozione popolare che vede in San Gerardo il protettore delle gestanti, delle mamme e della vita nascente, una figura che continua ancora oggi a essere particolarmente cara al popolo di Dio.

Nelle conclusioni, il volume restituisce l’immagine di un santo vicino, non relegato alla memoria del passato ma capace di accompagnare il cammino quotidiano dei credenti. La santità di Gerardo Maiella viene proposta come esperienza possibile, fatta di semplicità, fedeltà e amore concreto.

San Gerardo Maiella. Il coraggio della santità si propone così come un testo sobrio e spiritualmente intenso, pensato per il terzo centenario della nascita del santo e destinato a quanti desiderano riscoprire nella santità non un ideale lontano, ma una forma autentica e pienamente umana dell’esistenza cristiana.

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