Di Antonio Sica
In un momento storico in cui spesso si parla della sanità pubblica soprattutto mettendone in evidenza criticità, carenze e difficoltà, da Casalbuono arriva una testimonianza che va in direzione opposta. Una lettera di ringraziamento, intensa e carica di emozione, racconta infatti un’esperienza di cura, umanità e attenzione vissuta presso l’U.O.S.D. Cure Palliative e Hospice di Sant’Arsenio. Un messaggio che non è solo personale, ma che diventa anche un segnale importante per il territorio: esistono strutture e professionisti capaci di fare la differenza, anche nei momenti più delicati della vita.

La famiglia Cannas ha voluto condividere pubblicamente il proprio sentimento di gratitudine dopo aver vissuto da vicino l’assistenza al proprio caro, sottolineando non solo la qualità delle cure, ma soprattutto il valore umano ricevuto. “Con il presente messaggio intendiamo esprimere la nostra più profonda gratitudine per l’eccellente professionalità e la straordinaria umanità che abbiamo incontrato presso il reparto U.O.S.D. Cure Palliative e Hospice di Sant’Arsenio”, scrive la famiglia. Parole che raccontano molto più di un semplice servizio sanitario: raccontano una relazione, un accompagnamento fatto di rispetto, sensibilità e vicinanza.
E ancora, un passaggio particolarmente significativo evidenzia il senso più profondo dell’esperienza vissuta: “Grazie soprattutto per aver trasformato un momento difficile della nostra esistenza in un percorso di speranza, di amore e di carità”. Un concetto che merita di essere sottolineato: la sanità non è fatta solo di cure, ma anche di umanità, soprattutto nei reparti dove il rapporto con i pazienti e le famiglie diventa ancora più delicato.

La lettera assume ancora più valore se si considera il confronto con una percezione diffusa, spesso negativa, del sistema sanitario: “Troppo spesso ci lamentiamo delle tante strutture pubbliche, in modo particolare quelle sanitarie, che sono fatiscenti, carenti di adeguata professionalità e soprattutto incapaci di accompagnare ed assistere sia il paziente che i familiari”. Ed è proprio qui che emerge il senso più forte della testimonianza: non una critica, ma il racconto concreto di un’esperienza diversa, positiva, che merita di essere evidenziata.
La famiglia Cannas sottolinea come all’interno dell’Hospice di Sant’Arsenio abbia trovato professionisti e persone straordinarie, capaci di rendere meno doloroso un momento difficile. Un ringraziamento che si fa anche personale, con il riconoscimento diretto a chi opera quotidianamente nella struttura: “Abbiamo incontrato delle persone e professionisti meravigliosi che vogliamo ringraziare a partire dal Dirigente responsabile Dott. Antonio Mignone, il Coordinatore della struttura Dott. Clemente Brigante e tutto il personale medico, infermieristico e socio sanitario, per aver reso la presenza del nostro caro papà Salvatore meno sofferta, con rara e preziosa sensibilità umana”.
Parole che restituiscono il senso più autentico del lavoro sanitario: non solo competenza, ma anche empatia, ascolto e accompagnamento. A chiudere la lettera, un augurio che suona quasi come un riconoscimento collettivo: “Grazie ancora infinitamente tanto, vi auguriamo dal profondo del cuore buon lavoro e siamo sicuri che in futuro farete sempre meglio”. Una testimonianza che, al di là della vicenda personale, diventa un messaggio forte per tutto il territorio: la buona sanità esiste, e quando funziona va raccontata.


