Dopo 25 anni il Giro di Campania torna sulle strade della regione. La corsa ripartirà domenica 20 settembre dalla Reggia di Caserta, lo stesso luogo che nel 2001 aveva ospitato l’arrivo dell’ultima edizione, e si concluderà a Napoli, in Piazza del Plebiscito. In mezzo, 193,1 chilometri attraverso tutte e cinque le province campane, tra città, aree interne, montagne, Costiera amalfitana e costa vesuviana.

È un ritorno che riporta nel calendario del ciclismo professionistico una competizione dalla storia lunga più di un secolo. L’ultima volta che il Giro di Campania si era disputato era il 6 marzo 2001: a vincere fu il russo Dmitrij Konyšev, che tagliò il traguardo davanti alla Reggia di Caserta. Da allora la corsa è rimasta ferma, soprattutto a causa delle difficoltà economiche che ne avevano accompagnato l’organizzazione negli anni precedenti.
Ora si riparte proprio da Caserta. Alle 10 è previsto il raduno nella grande Piazza Carlo di Borbone, davanti alla Reggia vanvitelliana. La partenza ufficiale sarà invece data a Maddaloni, intorno alle 10.23.
Da lì comincerà una gara destinata ad attraversare una parte significativa del territorio campano. Il gruppo passerà da Santa Maria a Vico e raggiungerà Benevento e il Sannio, per poi dirigersi verso Avellino e l’Irpinia. La corsa entrerà quindi nel Salernitano, attraversando l’Agro nocerino e Cava de’ Tirreni, prima di raggiungere la Costiera amalfitana.
Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Atrani e Amalfi saranno alcuni dei punti più riconoscibili del percorso. Dopo la costa arriverà la principale difficoltà altimetrica della giornata: la salita di Agerola, 14 chilometri con una pendenza media del 6 per cento. Qui è stato fissato il Gran Premio della Montagna, a 47 chilometri dal traguardo.
È anche il punto del percorso legato alla memoria di Fausto Coppi. Sulla salita di Agerola si trova infatti una stele dedicata al Campionissimo, protagonista nel 1955 di una delle sue imprese sulle strade campane. Al passaggio della corsa sarà deposta una corona d’alloro alla presenza del sindaco di Agerola, Tommaso Naclerio, e dei Vigili in alta uniforme.
Superata la salita, i corridori affronteranno la discesa verso Pimonte e Gragnano. Poi il percorso tornerà verso il mare, lungo la costa vesuviana, attraversando i territori di Stabiae, Pompei, del Miglio d’Oro, Ercolano e Portici. L’ultimo tratto sarà quello verso Napoli, con l’arrivo previsto in Piazza del Plebiscito.
Il percorso attraversa anche tre siti UNESCO e rappresenta uno degli elementi centrali della nuova edizione. La corsa è stata infatti sostenuta dalla Regione Campania e dalla Città Metropolitana di Napoli anche con l’obiettivo di collegare la dimensione sportiva alla promozione del territorio. Il ritorno del Giro arriva dopo cinque edizioni consecutive del Giro d’Italia in Campania e Napoli e si inserisce in una fase di particolare attenzione verso il ciclismo nella regione.
«Abbiamo voluto fortemente riportare il Giro sulle nostre strade dopo 25 anni», ha detto il presidente della Regione Campania Roberto Fico durante la presentazione della manifestazione. Secondo il presidente, la corsa rappresenta anche un’occasione per mettere in relazione le diverse comunità campane.
Sulla stessa linea il vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo, che ha collegato la rinascita della competizione al lavoro svolto negli ultimi anni per riportare il Giro d’Italia a Napoli e in Campania. Un percorso fatto di organizzazione, sicurezza, infrastrutture e promozione territoriale che ha contribuito, secondo Cirillo, a creare le condizioni per il ritorno della classica campana.
Per l’assessora regionale allo Sport Fiorella Zabatta, la nuova edizione rappresenta «motivo di grande orgoglio». Il progetto, ha spiegato, nasce con l’idea di attraversare tutte le cinque province e di riportare il ciclismo professionistico anche nelle aree interne. Ma c’è un altro aspetto che distingue la corsa: il pubblico potrà seguirla direttamente lungo le strade, senza biglietto, aspettando il passaggio della carovana.
La Reggia di Caserta sarà dunque il punto di partenza della nuova storia del Giro. Per il direttore ad interim Antonio Tarasco, il complesso vanvitelliano può rappresentare una cornice adatta anche per manifestazioni diverse dalla tradizionale fruizione museale, grazie agli spazi monumentali, al Parco e alla grande piazza antistante.
Sul piano sportivo, il Giro di Campania è una gara UCI 1.1 ed è inserito nel calendario della Coppa Italia delle Regioni. Al via ci saranno 18 squadre, tra cui la Jayco AlUla, formazione del World Tour, la massima categoria internazionale. La squadra può contare su corridori come Luke Plapp, Andrea Vendrame e Alessandro Covi, tutti vincitori di tappe al Giro d’Italia, oltre all’ex campione italiano Filippo Conca.
La formazione australiana sarà una delle squadre più attese, ma il campo dei partecipanti comprende anche la Movistar Academy, le Professional italiane Polti VisitMalta, Bardiani Csf 7 Saber e Solution Tech Nippo Rali, la MBH Bank Csb Telecom Fort, la francese Total Energies e le spagnole Burgos Burpellet, Caja Rural e Kern Pharma. A completare il gruppo ci saranno diverse formazioni Continental italiane.
Tra i corridori al via ci saranno anche tre atleti che potranno contare sul fattore casa. Ivan Toselli, della Technipes inEmiliaRomagna Caffè Borbone, e Michele Pascarella, della Solution Tech Nippo Rali, sono entrambi di Maddaloni. Toselli è stato campione italiano Allievi nel 2021, mentre Pascarella ha chiuso al terzo posto i campionati italiani Juniores del 2025. Per Caivano correrà invece Giuseppe Sciarra, compagno di squadra di Pascarella.
La gara sarà trasmessa dalle 13.30 su Rai Sport, sulle piattaforme HBO e Discovery e sul canale YouTube della Lega Ciclismo Professionistico. La corsa avrà inoltre una copertura internazionale. Gli aggiornamenti saranno pubblicati sui canali social del Giro di Campania, con l’hashtag ufficiale #girodicampania.
Il ritorno della corsa arriva al termine di una settimana dedicata al ciclismo professionistico nel Centro-Sud. Dopo il Trofeo Matteotti di Pescara e il Giro d’Abruzzo, il programma proseguirà con il Gran Premio del Lazio, il Giro Mediterraneo Rosa e la Coppa Caivano, prima dell’appuntamento con il Giro di Campania.
La ripartenza interessa anche il movimento ciclistico campano, che negli ultimi anni ha attraversato una fase difficile. Il presidente regionale della Federazione Ciclistica Italiana Umberto Perna ha sottolineato i segnali di crescita soprattutto nel settore giovanile, ma anche la necessità di creare maggiore continuità attraverso società, gare e strutture. In questo quadro rientra anche la recente riapertura al ciclismo del velodromo Albricci.
La storia del Giro di Campania comincia nel 1911, quando furono alcuni giornalisti del Mattino di Napoli a promuovere la prima edizione. Nei primi anni la gara ebbe una formula a tappe e una cadenza irregolare. Nel 1931 Gino Palumbo, giornalista di Cava de’ Tirreni e futuro direttore della Gazzetta dello Sport, contribuì a rilanciarla trasformandola in una classica di un giorno.
Da allora il suo albo d’oro ha raccolto alcuni dei nomi più importanti del ciclismo italiano. Learco Guerra è ancora oggi il recordman della manifestazione con tre vittorie consecutive. Due successi sono invece arrivati per Gino Bartali, Fausto Coppi, Franco Bitossi, Beppe Saronni e Francesco Moser. Quattro sono state complessivamente le vittorie straniere, tra cui quella di Rik Van Linden nel 1976 e quella di Dmitrij Konyšev nel 2001.
È da quell’ultima edizione che la corsa riparte. Venticinque anni dopo, il Giro di Campania torna a collegare Caserta e Napoli attraversando l’intera regione. Una gara professionistica, ma anche un percorso che in una sola giornata mette in fila alcuni dei luoghi più rappresentativi della Campania.


