
La prevenzione non va in vacanza. È questo il messaggio che arriva dalla professoressa Maddalena Casale, originaria di Teggiano e Responsabile Scientifico del progetto EMOCAMP, che invita i cittadini a partecipare allo screening gratuito per la diagnosi precoce delle emoglobinopatie e, allo stesso tempo, a promuovere la cultura della donazione del sangue. Per tutto il mese di agosto prosegue infatti a Napoli la campagna EMOCAMP, lo screening regionale integrato gratuito sviluppato dal Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’AOU e Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce delle malattie del sangue. Ogni giovedì del mese di agosto 2026, dalle 14 alle 16, presso il Laboratorio di Ematologia ed Oncologia Pediatrica della Clinica Pediatrica di via Luigi De Crecchio a Napoli, adulti e bambini di tutte le età potranno sottoporsi allo screening gratuito, senza necessità di prenotazione.

“Da tempo il nostro Dipartimento -sottolinea Silverio Perrotta, Direttore del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica- è in prima linea per diffondere la cultura della prevenzione sanitaria e la conoscenza delle malattie del sangue: medici e ricercatori sono impegnati nel promuovere il diritto alla diagnosi, ad una corretta informazione, alla cura e alla salute dei cittadini della Campania. Il Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli, afferente alla rete europea delle malattie ematologiche rare (ERN EuroBloodNet), è centro di riferimento per le emoglobinopatie, impegnato a garantire un accesso equo alle cure, un livello di assistenza uniforme ed elevati standard a tutti i pazienti”. Le emoglobinopatie sono malattie ereditarie del sangue molto diffuse nel mondo e sono causate da un difetto dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue. Queste patologie si trasmettono ai figli quando entrambi i genitori biologici sono portatori del difetto genetico. “Il progetto pilota di screening EMOCAMP -evidenzia Saverio Scianguetta, biologo genetista e responsabile della parte analitica laboratoristica del progetto- è fondamentale per prevenire complicanze gravi e garantire un migliore controllo della malattia nel tempo. Consiste in un test semplice, rapido e indolore effettuato con la tecnica HPLC, prelevando una goccia di sangue con pungidito: analizzando il profilo emoglobinico è possibile individuare le più comuni emoglobinopatie, oltre a distinguere tra portatori sani del disordine dell’emoglobina e condizioni patologiche.

Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è la professoressa Maddalena Casale, teggianese, oggi Responsabile Scientifico del progetto EMOCAMP, impegnata quotidianamente nella ricerca e nella promozione della prevenzione delle malattie del sangue. “L’approccio innovativo utilizzato nei nostri laboratori -spiega Maddalena Casale– si traduce in applicazioni pratiche con un effetto concreto sulla vita delle persone. Offre un nuovo orizzonte di speranza, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti. Il tema fondamentale del progetto, che è la cultura della prevenzione, è strettamente legato ad un altro tema altrettanto importante: la cultura della donazione.

Spesso chi presenta disordini dell’emoglobina è costretto a trasfusioni di sangue ed è importante ricordare che neanche le malattie vanno in vacanza. Il sangue è uno dei farmaci salvavita che non può essere prodotto in laboratorio ma che è disponibile solo grazie ad un’azione concreta di ognuno di noi. Diventare donatori periodici di sangue significa compiere un gesto semplice, sicuro e di straordinario valore sociale. Donare -conclude la professoressa Casale- non vuol dire soltanto contribuire a salvare vite umane nelle situazioni di emergenza, ma anche garantire ogni giorno la continuità delle cure per migliaia di persone affette da malattie croniche, ematologiche, oncologiche o sottoposte a interventi chirurgici complessi”.


