di Elia Rinaldi
Le imprese della provincia di Salerno continuano a esprimere una domanda di lavoro in crescita. Per il mese di luglio 2026 sono programmate 16.510 nuove entrate, 970 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel trimestre luglio-settembre le assunzioni previste raggiungono quota 33.770. I dati emergono dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno, elaborata sulla base del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A sostenere la domanda di lavoro è soprattutto il settore dei servizi, che concentra il 52% delle assunzioni previste nel mese, pari a 8.510 ingressi. A trainare il comparto sono in particolare le attività legate all’alloggio, alla ristorazione e ai servizi turistici, che da sole programmano 3.030 nuove entrate, confermando il peso della stagione estiva sull’economia provinciale.

Anche l’industria registra un andamento positivo, con 6.770 assunzioni previste. Il contributo più significativo arriva dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, che programmano 5.230 ingressi. Il settore primario si attesta a 1.240 nuove entrate, mentre le costruzioni prevedono 770 assunzioni.
Dal punto di vista delle caratteristiche della domanda di lavoro, oltre la metà dei contratti sarà offerta da imprese con meno di 50 dipendenti, che rappresentano il 55% del totale delle assunzioni programmate. Le imprese continuano inoltre a rivolgere una parte consistente della ricerca di personale ai giovani under 30, destinatari del 27% delle opportunità, mentre il 22% della domanda è indirizzato ai lavoratori immigrati.

Per quanto riguarda i requisiti richiesti, nel 60% dei casi le aziende cercano candidati con una precedente esperienza professionale specifica. Sul fronte della formazione, la quota maggiore delle assunzioni riguarda candidati in possesso di qualifiche o diplomi professionali, che rappresentano il 50% del totale, seguiti dai diplomati di scuola superiore con il 18%, mentre ai laureati è destinato il 5% delle opportunità.
Resta presente il fenomeno del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, anche se i dati mostrano un miglioramento rispetto allo scorso anno. A luglio 2026 le imprese della provincia dichiarano difficoltà nel reperire i profili richiesti in 33 casi su 100, contro i 41 registrati nello stesso mese del 2025. Un dato che resta comunque inferiore alla media nazionale, dove la difficoltà di reperimento si attesta al 42,6%.


