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Regione Campania, proposta di legge Cascone, Petracca e Volpe per le Aree Interne

di Giuseppe D’Amico

Un proposta di legge regionale recante “Disposizioni per la coesione, lo sviluppo e la rigenerazione dei Comuni delle aree interne della Campania” è stata presentata nei giorni scorsi dai consiglieri regionali Luca Cascone, presidente della Commissione Permanente Urbanistica e Trasporti; Andrea Volpe, capogruppo di Avanti Campania – PSI e Maurizio Petracca, capogruppo del Partito Democratico.

Per i promotori Investire nelle aree interne significa investire in equilibrio demografico, presidio ambientale, identità culturale e stabilità sociale. È una scelta di responsabilità politica e di visione”. Per Luca Cascone, primo firmatario della proposta, “Si tratta di un atto concreto per salvaguardare i nostri piccoli Comuni montani e delle aree interne, contrastare lo spopolamento e restituire dignità ai territori troppo spesso dimenticati. Le aree interne non devono essere considerate periferia, ma sono una parte fondamentale dell’economia regionale e nazionale, oltre a essere identità, tradizione, presidio ambientale e comunità. Con questa legge vogliamo sostenere i servizi essenziali (sanità, scuola, trasporti); incentivare natalità e nuova residenzialità; aiutare le imprese locali; rafforzare la connettività digitale; garantire un contributo regionale di equità ai Comuni che rischiano di restare esclusi dai benefici della legge nazionale sulla montagna attualmente in discussione in sede Stato-Regioni. La proposta istituisce un Fondo regionale dedicato da 10 milioni di Euro per fornire, non solo dichiarazioni di principio, ma strumenti concreti e accessibili. La Campania cresce solo se cresce insieme e coesa. Nessun territorio deve restare indietro”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni del consigliere Maurizio Petracca, eletto nella Circoscrizione di Avellino: “Le Aree interne non sono un problema da gestire, ma una risorsa strategica su cui investire. Con questa proposta di legge scegliamo di affermare un principio chiaro: la Campania non può crescere lasciando indietro il suo entroterra. Non va dimenticato che negli ultimi dieci anni molti Comuni delle aree interne hanno perso oltre il 10% della popolazione. Dietro questi numeri ci sono scuole che chiudono, servizi che si riducono, attività economiche che scompaiono, giovani che partono e non tornano. Lo spopolamento non è un destino inevitabile: è spesso la conseguenza della mancanza di opportunità. E noi vogliamo intervenire proprio su questo”, sostiene Petracca. La proposta supera la sola classificazione altimetrica dei Comuni montani e introduce una lettura multidimensionale della fragilità territoriale, basata su indicatori demografici, infrastrutturali e di accessibilità ai servizi.

La nuova legge si propone di superare la sola classificazione altimetrica dei Comuni montani e introduce una lettura multidimensionale della fragilità territoriale, basata su indicatori demografici, infrastrutturali e di accessibilità ai servizi. Prevede una strategia strutturale di riequilibrio, condizione indispensabile per garantire pari dignità ai cittadini che vivono nei piccoli Comuni e per rafforzare l’intero sistema regionale in modo da non lasciare fuori territori che vivono condizioni di marginalità solo perché non rientrano formalmente nella categoria dei Comuni montani inseriti nel recente Decreto del Governo proposto da Calderoli che ha declassato 637 comuni . Come anticipato da vallopiù.it in Campania sono 63 i comuni declassati, 38 dei quali sono nella provincia di Salerno, mentre sono più contenuti i numeri nelle province di Caserta (15), Napoli (6) e Benevento (4). Nessun declassamento in provincia di Avellino. Per i promotori della legge si tratta di un’assunzione di responsabilità politica e di visione e non di misure assistenziali. Prima di approdare in aula per la discussione e l’approvazione la proposta dovrà ricevere il via libera delle Commissioni Affari Istituzionali (Presidente: Ciro Buonajuto) e Bilancio e Finanza (Presidente: Corrado Matera).

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