La danza contemporanea ha incontrato la memoria dei luoghi e le nuove possibilità offerte dal digitale nell’ultimo appuntamento di “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio”, la rassegna che giovedì 29 ottobre 2026 ha fatto tappa a Sala Consilina, con una serata articolata tra il Museo Archeologico Nazionale e l’Auditorium Comunale “Santa Maria degli Angeli”.

Un percorso che ha utilizzato il linguaggio del corpo per rileggere il patrimonio storico e culturale, mettendo in relazione gli spazi museali con forme espressive contemporanee. L’obiettivo del progetto è stato quello di restituire ai luoghi della cultura nuove occasioni di incontro e fruizione, attraverso la ricerca artistica e le tecnologie immersive.

La rassegna, promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e finanziata dalla Direzione generale Spettacolo nell’ambito del programma del Ministero della Cultura per il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura, ha avuto la direzione artistica di Claudio Malangone ed è stata realizzata in collaborazione con il Circuito Campano della Danza. Al progetto hanno contribuito anche il Comune di Padula, il Comune di Pontecagnano Faiano, il Comune di Sala Consilina e la Comunità Montana Vallo di Diano.

Tre i luoghi coinvolti nel percorso: la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina e il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, insieme al suo Parco archeologico. Spazi diversi, accomunati da una storia che racconta il territorio, i suoi passaggi e le relazioni culturali sviluppatesi nel tempo. In particolare, il museo di Sala Consilina custodisce le testimonianze di un’area che, per la sua posizione geografica, ha rappresentato storicamente un punto di collegamento tra il Tirreno e lo Ionio.

La serata conclusiva si è aperta proprio nelle sale del Museo Archeologico Nazionale con “Sotto lo stesso cielo di ocra”, produzione della compagnia Borderlinedanza, ideata e coreografata da Claudio Malangone. In scena Adriana Cristiano, interprete della parte danzata, accompagnata dal violoncello dal vivo di Marco Di Palo. Il movimento e la musica hanno costruito un dialogo con le testimonianze archeologiche, mettendo in relazione la presenza fisica dei performer con le tracce di un passato custodito nelle collezioni museali.

A seguire, spazio a “Cotida”, lavoro di e con Cristiana Maffei, realizzato nell’ambito di Crea.Re – Campania Residenze Coreografiche. Una ricerca sul corpo e sullo spazio che ha arricchito il percorso performativo, portando la danza all’interno dell’ambiente museale e facendo dello spazio stesso una parte della narrazione artistica.

All’incontro era presente anche l’assessora alla Cultura del Comune di Sala Consilina, Josefhmari Biscotti, che ha colto l’occasione per richiamare l’attenzione su una questione che riguarda direttamente il rapporto tra la città e il suo patrimonio storico. Con una nota di amarezza, l’assessora ha sottolineato come il Museo Archeologico sia ancora poco conosciuto dagli stessi cittadini di Sala Consilina.
«Abbiamo reperti custoditi in diversi musei, a Parigi, a Berlino, a Roma e a Napoli, che contribuiscono a far conoscere la nostra storia. Eppure, noi stessi spesso ignoriamo le bellezze che abbiamo sul nostro territorio», ha dichiarato Biscotti, evidenziando il divario tra il riconoscimento che le testimonianze archeologiche locali trovano anche fuori dai confini del territorio e la scarsa familiarità della comunità con il proprio patrimonio.
Da qui la volontà dell’Amministrazione comunale di lavorare per una maggiore valorizzazione del museo, un luogo che custodisce testimonianze di grande antichità, risalenti persino al 3500 a.C. Un patrimonio che ha bisogno di essere riscoperto innanzitutto da chi vive quotidianamente il territorio, affinché la conoscenza della propria storia diventi parte della consapevolezza collettiva.
La seconda parte dell’iniziativa si è spostata all’Auditorium Comunale “Santa Maria degli Angeli”, dove il programma ha proposto un momento di approfondimento dedicato alla storia della danza italiana. Al centro, la presentazione editoriale del volume “Oltre la tradizione: Jia Ruskaja tra visione, rito e innovazione nella danza italiana”, a cura di Gianluca Bocchino. Un’occasione per ripercorrere la figura di Jia Ruskaja, pioniera della danza moderna in Italia e fondatrice dell’Accademia Nazionale di Danza.
La conclusione è stata affidata ai giovani interpreti della scuola Lu DanSe di Lucia Senese, protagonisti dell’esibizione “Experience / The Great Escape / Lovely”. Tre quadri coreografici attraverso i quali gli allievi hanno portato sul palco il proprio lavoro, inserendo anche la partecipazione delle realtà formative locali nel programma della rassegna.
Con l’appuntamento di Sala Consilina si è concluso il progetto “L’Oltre”, che ha attraversato luoghi di interesse storico e archeologico proponendo un confronto tra patrimonio culturale e linguaggi artistici contemporanei. Un’esperienza che ha messo al centro non soltanto i monumenti e le collezioni, ma anche le possibilità di renderli spazi vissuti, capaci di dialogare con il presente e con le comunità del territorio.


