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Caro vita e diritti, nel Vallo di Diano nasce un comitato per dare voce a donne e famiglie [Video]

di Elia Rinaldi

Donne, uomini, giovani e rappresentanti di diverse realtà associative del Vallo di Diano si sono riuniti spontaneamente questa sera presso lo svincolo autostradale Padula-Buonabitacolo, nello spazio che fino a pochi giorni fa ha ospitato il presidio degli autotrasportatori e degli agricoltori. Un luogo che, per una sera, è diventato occasione di confronto sui problemi quotidiani delle famiglie, sulle difficoltà economiche e sui diritti delle donne.

L’incontro è nato dalla volontà di condividere esperienze, preoccupazioni e proposte, partendo da una questione che attraversa la vita di molte famiglie: il costo crescente della vita e la difficoltà di far fronte alle spese quotidiane. Si è parlato del ruolo delle donne e delle madri, delle responsabilità familiari, della politica e delle risposte che le istituzioni dovrebbero garantire a chi vive situazioni di disagio.

A spiegare il senso dell’iniziativa è stata Carmen Tedesco, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà affrontate quotidianamente da donne e famiglie: «A causa del caro vita, ogni giorno ci troviamo davanti a una scelta: fare gasolio o mangiare, comprare i libri e il materiale scolastico oppure il latte per i nostri figli». Parole che restituiscono la misura di un disagio quotidiano, vissuto anche da famiglie che faticano a conciliare redditi, spese essenziali e bisogni dei figli. È da questa quotidianità che le organizzatrici intendono partire per dare voce alle richieste del territorio.

Il comitato, nelle intenzioni delle promotrici, nasce proprio con questo obiettivo: portare all’attenzione pubblica le esigenze delle donne e delle famiglie del Vallo di Diano, creando uno spazio di partecipazione e confronto. L’appello emerso dall’incontro è rivolto tanto alle istituzioni nazionali quanto a quelle locali, chiamate a confrontarsi con problemi che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’agricoltura, alla zootecnia e al valore degli acquisti a chilometro zero. Alcuni rappresentanti del settore hanno sottolineato la necessità di sostenere la filiera locale, affinché gli allevatori del territorio non siano penalizzati dai meccanismi della grande distribuzione.

Il tema del caro vita ha portato il confronto anche sulla solidarietà e sulle forme di sostegno alle persone più fragili. Alcune partecipanti hanno proposto di costruire una rete di mutuo aiuto, capace di intercettare i bisogni di chi si trova in difficoltà ma, per vergogna o timore, non riesce a chiedere assistenza. Una condizione che spesso rende il disagio meno visibile, senza per questo renderlo meno concreto. Tra i presenti anche il parroco di Montesano Scalo, don Donato Ciro Varuzza.

Nel corso della discussione è emersa, tuttavia, anche la necessità di distinguere tra solidarietà spontanea e diritti da garantire attraverso i servizi pubblici. Alcune donne hanno ricordato che esistono già istituzioni e strumenti destinati a sostenere le famiglie e le donne in difficoltà. Arianna Marchesano, dell’Anpi Vallo di Diano, ha sottolineato che le leggi esistono e che il problema è soprattutto farle applicare. Una posizione condivisa da Michelina De Paola, dell’associazione Fidapa, e Luciana Di Mieri, del Centro Antiviolenza Aretusa. Il punto, secondo quanto emerso dal confronto, non è invocare nuove forme di assistenzialismo, ma rivendicare diritti già riconosciuti e chiedere che trovino concreta attuazione nella vita delle persone.

La riunione si è conclusa con una richiesta precisa: che le difficoltà raccontate non restino soltanto testimonianze individuali e che il confronto possa tradursi in attenzione, risposte e iniziative concrete.

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