
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare. Alle 3 di domenica le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, fino alle 2. Si dormirà, almeno in teoria, un’ora in più; da domenica mattina, però, ci sarà più luce nelle prime ore del giorno e il buio arriverà prima nel pomeriggio. Smartphone, computer e molti orologi collegati alla rete si aggiorneranno automaticamente. Andrà invece controllata l’ora degli orologi analogici e degli apparecchi da regolare manualmente. Il passaggio chiude i sette mesi di ora legale, entrata in vigore lo scorso 29 marzo. L’obiettivo è sfruttare meglio la luce naturale nelle ore serali, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale. Secondo i dati diffusi da Terna, nel 2026 il periodo di ora legale ha permesso di consumare circa 300 milioni di kilowattora in meno, una quantità paragonabile al fabbisogno medio annuo di circa 115mila famiglie. Il risparmio economico stimato supera i 90 milioni di euro, mentre le emissioni di anidride carbonica si sono ridotte di circa 140mila tonnellate. Sono cifre riferite al sistema energetico nazionale: non corrispondono a un risparmio uguale e diretto sulla bolletta di ogni famiglia. Il bilancio di lungo periodo, però, dà la misura dell’impatto: dal 2004 al 2026, secondo Terna, il minor consumo di energia elettrica attribuito all’ora legale ha superato 12,3 miliardi di kilowattora, per un risparmio complessivo stimato in circa 2,4 miliardi di euro.
L’ora in più e i ritmi del corpo

Il cambio autunnale regala un’ora sull’orologio, ma non significa necessariamente che tutti dormiranno meglio. Il nostro organismo segue anche il ciclo naturale di luce e buio: lo spostamento può modificare temporaneamente le abitudini del sonno e gli orari in cui ci si sente stanchi o attivi. Gli effetti variano da persona a persona; il tema è particolarmente discusso per chi ha orari di lavoro irregolari e per i più giovani. Anche sul piano scientifico la questione non si riduce a un’unica conclusione. Nel documento conclusivo approvato dalla Commissione Attività produttive della Camera, il superamento dei due cambi annuali è indicato come una possibile direzione, ma non emerge una posizione unanime su quale orario mantenere tutto l’anno. Una parte della comunità medico-scientifica considera l’ora solare più coerente con i ritmi circadiani; altri auditi hanno sottolineato i possibili benefici delle ore di luce in più nel tardo pomeriggio.
La discussione è tornata in Parlamento
Il confronto non è soltanto teorico. Il 1° ottobre la Commissione della Camera ha approvato all’unanimità il documento conclusivo di un’indagine sull’ipotesi di ora legale permanente. Tra le possibilità indicate ci sono una sperimentazione monitorata e l’adozione stabile dell’ora legale o di quella solare. Il documento raccomanda di superare il doppio cambio stagionale, ma non stabilisce che l’Italia passerà subito a un nuovo regime: propone anche di coordinare ogni iniziativa con gli altri Paesi europei. A livello europeo, una proposta per abolire il cambio semestrale è stata presentata nel 2018 e il Parlamento europeo l’ha sostenuta nel 2019. Il Consiglio dell’Unione europea, però, non ha ancora raggiunto un accordo: per ora resta in vigore il sistema attuale. Una curiosità: nella notte del cambio, tra le 2 e le 3, l’ora indicata dagli orologi si ripeterà. Chi sarà sveglio in quella fascia potrà vedere le lancette tornare indietro e segnare di nuovo le 2.


