Sono trascorsi sedici anni da quella notte del 5 settembre 2010, quando Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica, venne brutalmente assassinato. Da 16 anni la famiglia e la comunità di Pollica attendono di avere giustizia per Angelo Vassallo. In prima fila tra coloro che sperano che i colpevoli di tale omicidio vengano assicurati alla giustizia e che da 16 anni portano avanti la propria battaglia per la verità e la giustizia c’è il figlio di Angelo Vassallo, Antonio Vassallo, che proprio oggi rompe il silenzio su un progetto che porta avanti da tempo.

“Ci sono storie che non scegli di raccontare. Sono loro che, a un certo punto, chiedono di essere raccontate e per me è stato anche un modo per provare, dopo tanti anni, a placare quella rabbia che avevo e ho ancora dentro – scrive Antonio Vassallo. Vengo dalla barca, dalle uscite a pesca. Non sono uno scrittore. Ma avevo bisogno di trovare un modo di dover raccontare.. Dopo una prima scrittura, rimasta lì per anni, sono riuscito a riprenderla nel 2022, quando finalmente abbiamo avuto la possibilità di conoscere la ricostruzione della Procura, che ancora oggi ritengo chiara e attendibile. Ci sono stati momenti in cui ho pensato che stavo buttando via tempo e lavoro. Oggi, invece, posso dire che Feltrinelli ha scelto di pubblicare la storia di Angelo Vassallo: l’uomo, il padre, il sindaco, il pescatore. Il suo amore per Acciaroli e per quella terra che aveva difeso fino all’ultimo. Purtroppo – sottolinea con amarezza Antonio Vassallo – manca ancora qualcosa: il finale.

Quello che avevo immaginato è un finale di speranza, che possa dare finalmente quel senso di giustizia che in questo Paese, troppe volte, è mancato. Ho scelto di non scriverlo prima del 12 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della Procura riguardo Cagnazzo. Non so quale sarà quella decisione. So soltanto che, qualunque essa sia, cambierà ancora una volta il significato di tante pagine che ho scritto.Io continuo a sperare. Lo faccio per papà, per la mia famiglia e per tutti quelli che, in questi anni, hanno continuato a credere che la verità meriti di essere cercata fino in fondo.Perché mio padre non è soltanto il ricordo di quella notte e del 5 settembre ma tutto ciò che è stato prima di quella notte. E finché avrò voce, termina Antonio – continuerò a raccontarlo”.


