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Polla, conferenza del prof. Riccaboni sull’innovazione agroalimentare: “Il futuro dell’Italia e dell’Europa si giocherà in Africa”

di GIUSEPPE D’AMICO

Innovazione e sostenibilità sono le uniche leve per il futuro dell’Italia e dell’Europa. In un periodo in cui stanno emergendo forti criticità che possono essere fronteggiate con l’innovazione colturale, tecnologica e organizzativa i sistemi agroalimentari sono fondamentali per il nostro benessere fisico, ambientale, sociale ed economico, è necessario rivolgere sempre maggior attenzione a modelli utili per portare i risultati dell’innovazione a vantaggio della competitività e della sostenibilità di imprese e comunità”. Si può sintetizzare così l’intervento del prof. Angelo Riccaboni, professore di Economia Aziendale, già Magnifico Rettore dell’Università di Siena, Presidente del Santa Chiara Lab della città toscana, al termine della conferenza su sul tema “L’innovazione agroalimentare per la prosperità e la salute dei nostri territori” a Polla, nell’ambito delle “Conferenze Estate 2026” organizzate dall’Associazione Palazzo Albirosa, presieduta dal prof. Antonio Federico, professore emerito di Neurologia dell’Università di Siena, che ha introdotto l’illustre ospite. L’argomento ha suscitato l’interesse dei presenti che, al termine, hanno rivolto numerose domande al relatore.

ANGELO RICCABONI

Dopo avere illustrato la situazione e le problematiche che interessano la Toscana e, in particolare, la provincia di Siena dove vive e lavora, il prof. Riccaboni ha evidenziato un dato molto importante: le problematiche, specialmente quelle dei piccoli centri, sono comuni: “Abbiamo il problema dell’obesità, al contrario di chi ha problemi di fame; le nostre produzioni di qualità non possono fare molto per risolvere il problema della fame nel mondo. In quest’ottica il cibo aiuta a stare meglio perché ha impatto su molte problematiche: sullo studio, sul lavoro, sull’ambiente e sul cervello. La produzione incide su tutto al punto che da 15 anni il cibo è al centro del dibattito e la FAO, l’organizzazione che si occupa della fame nel mondo”.

ANTONIO FEDERICO ed ANGELO RICCABONI

Figura chiave nel campo degli studi dell’agroalimentare, l’illustre relatore ha sostenuto che l’obiettivo è quello di promuovere un approccio integrato ricerca-impresa che prenda in considerazione diversi aspetti, dall’uso delle risorse, all’intensificazione produttiva ecosostenibile, allo sviluppo di processi e prodotti innovativi, alle attività di formazione e trasferimento tecnologico per favorire lo scambio di conoscenze tra i diversi attori della filiera. La finalità comune e ultima è quella di offrire alla popolazione alimenti sicuri, di qualità e in quantità sufficiente, incrementando al contempo la competitività delle imprese nel rispetto dell’ambiente, delle comunità territoriali e della crescita sociale. Particolare rilievo assume la formazione, strumento indispensabile per portare innovazione dentro le imprese e avvicinare giovani, tecnici e operatori alle sfide dell’agroalimentare. E’ necessario riservare particolare attenzione a workshop pratici, corsi tematici tirocini e project work, eventi di confronto e percorsi su qualità e sensorialità.

Il problema interessa anche la Campania dove non mancano prodotto di eccellenza tra i quali il prof. Riccaboni ha citato gli IGP il cavolfiore e la rucola della Opiana del Sele, l’Olio Campania, ka ciliegia di Bracigliano, la castagna di Roccamonfina, il marrone di Serina e, tra i prodotti Dop, la colatura delle alici di Cetara. I presupposti per fare di più e meglio ci sono: siamo una superpotenza nel campo agroalimentare, le grandi aziende chiedono ai produttori sicurezza dei prodotti alimentari e la finanza sta dando una mano perché ha capito i problemi del futuro sul quale incombe il problema, molto importante, dei cambiamenti demografici che, a partire dallo spopolamento, avranno un grosso impatto sul futuro. Quindi è necessario dare spazio alla innovazione colturale, alla tecnologica digitale, alla educazione e alla consapevolezza che possono essere acquisite con politiche e investimenti pubblici in infrastrutture -digitali, idriche, trasporto inserendo la centralità degli agricoltori. Un fatto è certo: è necessario portare avanti il Piano Mattei per l’Africa prestando attenzione anche alla cooperazione internazionale: “L’Africa -ha concluso il prof. Riccaboni– è un continente estremamente giovane dove ci sono milioni persone in età produttiva. Quindi, il futuro dell’Italia e dell’Europa si giocherà in Africa. Se non ci occupiamo dell’Africa , sarà l’Africa ad occuparsi di noi”.

Il prossimo appuntamento con la “Conferenze 2026 di Palazzo Albirosa, è per venerdì 28 agosto (ore 17,30) con l’ingegnere Simone Marchetti, Business Development Director, Oracle, che illustrerà il tema “Applicazione dell’Intelligenza artificiale nella gestione delle catene di approvvigionamento per la competitività del sistema industriale”.

PALAZZO ALBIROSAPOLLA
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