Di Salvatore Gasparro

Nella notte tra il 17 e il 18 agosto, a causa di un infarto fulminante, all’età di 31 anni, è venuto a mancare il trottatore più forte di tutti i tempi, Varenne, conosciuto anche come “Il Capitano”. Dopo il ritiro dalle corse, che lo hanno visto trionfare nelle competizioni internazionali più importanti, ha affrontato una meravigliosa carriera anche come stallone, vantando una discendenza di oltre 2.500 figli, tra i quali brillano per i loro risultati Vernissage Grif, Lana del Rio, Nadir Kronos, Olona Ok, Pascià Lest, Testimonial Ok, Lisa America, Napoleon Bar, Twister Bi, Tony Gio, Princess Grif, Zarenne Fas e Arazi Boko.
Dopo le glorie degli ippodromi più importanti, nel marzo 2025 Varenne viene trasferito ad Eboli, alle amorevoli cure dell’allevamento L J di Dario De Angelis, dove può godere di ogni comfort e, soprattutto, dell’amore di persone meravigliose. Il mondo dell’ippica oggi si è svegliato profondamente rattristato da questa notizia. Varenne non è amato solo dagli addetti del settore: si è conquistato, con le sue imprese epiche, il titolo di eroe nazionale, una leggenda.
Cavallo dal carisma unico, intelligentissimo e dotato di una forza smisurata da atleta puro: tutto questo ha contribuito a farne una leggenda. Principale interprete delle sue doti atletiche in questa fantastica storia è stato il suo driver, Giampaolo Minnucci: un binomio che resterà indelebile nella storia non solo del trotto, ma dell’ippica tutta. Quando si parla di Varenne, un pensiero immancabile viene rivolto al suo proprietario, Enzo Giordano, venuto a mancare all’età di 71 anni nel 2025. A lui il merito e l’intuizione della leggenda Varenne. È stato lui, Enzo Giordano, a scegliere Varenne tra i 4.500 trottatori nati in Italia nel 1995.

Enzo Giordano nel 1998 ha 44 anni e decide di entrare nel mondo dell’ippica. È nato a San Giuseppe Vesuviano, ha un solo hobby: le corse al trotto. Perché a Napoli questa disciplina vuol dire Lotteria, il terzo Gran Premio europeo per importanza dopo l’Amérique di Parigi e l’Elitlopp di Stoccolma. Giordano sente che è arrivato il momento di comprare un cavallo. E qui si entra nella leggenda: chi lo conosce afferma che Enzo è in grado di vedere in anticipo il futuro, addirittura i risultati delle corse. Così, il frutto delle ingenti vincite e parte dei risparmi accumulati sono pronti per l’acquisto del cavallo tanto desiderato. Si orienta su un trottatore di tre anni, già pronto per le corse, non sul classico puledro di un anno e mezzo da introdurre alle gare dopo la doma e la prova di qualifica.
Moggi — Ci aveva messo gli occhi addosso Luciano Moggi, uno che dall’ippica ha già avuto la soddisfazione più grande per un proprietario: vincere nel 1992 il Derby dei 3 anni con Offen Lb. Ci sono altri due soggetti interessanti in allenamento a Bolgheri, nei pressi di Livorno, e Jean Pierre Dubois li ha messi in vendita. Si chiamano Voyant e Varenne. Moggi sceglierà Voyant. Giordano affida la trattativa all’allenatore finlandese Jori Turja, in attività in Italia, che chiama il driver Giampaolo Minnucci: “Prendi la macchina e vai, non c’è tempo da perdere”.

Fiducia — Ci sono anche Volvox e Vampire che promettono, che meritano almeno uno sguardo. Eppure si va dritti su Varenne, anche se al debutto a Bologna rompe e viene squalificato. Ma fa un recupero mostruoso che non sfugge a Giordano lì, davanti alla tv, a guardare quella corsa di un anonimo convegno all’Arcoveggio. E poi gli piace il nome che fa fatica a ricordare. Varenne è l’unico del quartetto che non saluta i visitatori. L’artiere dice che è già stato venduto, forse a Giancarlo Baldi: “Va forte, ma ha un chip”. Il chip è un piccolo frammento osseo che può creare problemi e questo consola parzialmente Giordano. Ma dopo qualche giorno Minnucci chiama: “Enzo, se vuoi quel cavallo puoi farcela. Il compratore non si è ancora presentato coi soldi. Dubois mi ha detto che se li portiamo prima noi, Varenne è nostro”.
Affare fatto — Il prezzo fissato è di 180 milioni di lire, circa 90mila euro. Ma resta da valutare quel frammento di ossicino che vaga nella gamba. Minnucci fa un altro viaggio e stavolta va deciso su Varenne. La porta del box si apre e quel cavallo, che al primo incontro era stato freddo, osserva Giampaolo negli occhi e gli appoggia la testa sulla spalla. Il veterinario Pio Iannarelli studia le lastre. “Quel chip resterà dov’è. Non darà fastidio al cavallo. Per me è ok”. La favola di Varenne atleta può iniziare. La sua carriera di trottatore, con i colori della Scuderia Dany di Enzo Giordano, lo porterà a correre e vincere anche in America. I suoi trionfi sono preparati in un centro ippico a Tor San Lorenzo, vicino a Roma, dove trascorre tutta la sua vita agonistica.
L’ultimo periodo della sua vita lo ha trascorso ad Eboli, con le amorevoli cure dell’allevamento L J (LEGGI L’ARTICOLO)
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Al di là degli acciacchi dell’età -racconta all’ANSA Dario De Angelis, proprietario dell’allevamento ebolitano L J– stava discretamente bene. Era insieme a Giovanni, un nostro collaboratore che si occupava di lui, quando si è improvvisamente accasciato. Era da poco rientrato da una passeggiata nel parco, d’estate era facile che uscisse di notte. Noi lo abbiamo coccolato in ogni modo e siamo onorati di averlo avuto con noi”. Varenne nella Piana del Sele aveva trovato il suo buen ritiro dove poter trascorrere in serenità e relax le giornate. “Era arrivato da noi quasi due anni fa per volere di Enzo Giordano (proprietario del cavallo, ndr) – ricorda De Angelis – Avevamo un rapporto molto stretto, apprezzava il nostro allevamento e ci teneva che venisse da me. Devo ringraziarlo per avermi concesso questo onore”. Nell’allevamento LJ, struttura che ha curato nei minimi particolari l’assistenza del ‘Capitano’, la leggenda del trotto viveva in un box di 30 metri quadri, dotato di due ingressi e tre ventilatori. Era seguito da due veterinari e un nutrizionista e mangiava pasti differenti cinque volte al giorno. Durante la giornata usciva spesso a passeggiare nel parco, accudito da Giovanni e Sara. “Poter vivere con Varenne – confessa De Angelis – mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale, aveva un’intelligenza quasi umana e lo si vedeva dalle piccole cose. Qui da noi si è subito ambientato, aveva il suo mondo. Noi lo curavamo come un cavallo anziano, poi veniva il campione e per noi era un’emozione in più. Ma avremmo seguito così qualsiasi altro cavallo anziano”.
Varenne ha corso in carriera 72 gare vincendone 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi (primato assoluto davanti alla statunitense Moni Maker). Diventando riproduttore, ha generato oltre duemila figli.
Il ricordo di Varenne resterà per sempre nel cuore di chi lo ha amato e seguito. Resterà immortale, come solo le leggende sono capaci di fare. Alla famiglia Giordano, a Giampaolo Minnucci, a Dario De Angelis e a tutto l’allevamento L J vanno i più affettuosi abbracci e il ringraziamento per i sogni che, grazie a loro e a Varenne, è stato possibile vivere.
VARENNE – N. 19-05-95 M.18-08-26
Salvatore Gasparro


