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Sant’Arsenio, lunedì in piazza proiezione della commedia di Peppino Amabile “Rusina ‘a zengara”.

L’Associazione Culturale Luigi Pica ricorda Peppino Amabile proponendo lunedì 10 agosto (ore 21:00 nella Villa Comunale) la proiezione della commedia “Rusina ‘a zengara”.

La commedia è stata proposta al pubblico con notevole successo nel dicembre scorso nel Palazzetto dello sport di Sant’Arsenio per iniziativa dell’Associazione Culturale “Luigi Pica”, presieduta da Aldo Rescinito, con l’Alto Patrocinio del Comune di Sant’Arsenio e la collaborazione della Fondazione Monte Pruno, del Coro Polifonico “Amici della Musica”, dell’Associazione Culturale “Sant’Arsenio – Ieri, oggi e domani” e del locale Gruppo Folk. Splendida la scenografia disegnata e realizzata dall’architetto Enrico Coiro che già in passato aveva collaborato con l’Autore anche per altre opere. Direzione artistica di Luigi Biscotti e Franco Antonazzo; riprese realizzate daVolcei Press di Quintino Di Vona.

Rusina ‘a zengara” è la commedia più nota tra le numerose opere di Peppino Amabile che per anni è stato anche l’animatore del locale Gruppo Folk. Scritta nella seconda metà del ‘900, fu pubblicata nel 1999 nel volume “Tra realtà e fantasia”, curato da Giuseppe D’Amico, edito da Carlone Car per l’Associazione Culturale “Luigi Pica”. In questa commedia l’Autore, scomparso nel 2004, affronta il problema sempre attuale del difficile inserimento delle minoranze etniche. È una commedia brillante che si segnala sia per la bellezza dei testi sia perché in essa vi è la summa dell’impegno culturale di Giuseppe Amabile: canzoni, versi, musiche, proverbi e folklore tanto che per la messa in scena è necessaria la presenza di un intero gruppo folk.

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Nato a Sant’Arsenio nel 1921, Peppino Amabile fin da giovane coltivò la passione per tutto ciò che poteva riguardare il dialetto, gli usi, i costumi e le tradizioni del suo paese, dedicando per lunghi decenni la sua cura amorevole ed attenta al gruppo folkloristico di Sant’Arsenio per il quale ha scritto bozzetti e canzoni. Sensibile anche alle rappresentazioni teatrali curò negli anni ’50 la messa in scena de “La Nemica” di Dario Niccodemi; ma la sua attenzione al dialetto, unita a quella del teatro, si concretizzò già in quegli anni con un piccolo atto unico «Quanno marzo vòle fa’», che, non andato in scena per vari motivi, fu riposto in un cassetto e temporaneamente dimenticato.

Ben presto, prima di dedicarsi alla straordinaria produzione in teatro vernacolare, la sua attenzione si riversò sulla ricerca di antichi stornelli, poesie e detti popolari fino alla importantissima pubblicazione di «Proverbi e canti popolari santarsenesi» del 1982, pietra miliare per la salvaguardia del dialetto santarsenese, con prefazione del famoso linguista e lessicografo Tullio De Mauro. In questa agile raccolta, ricca di termini e modi di dire, Peppino Amabile non inserì però il glossario, che invece fu allegato in una successiva opera del 1991 ”Tre commedie santarsenesi” con prefazione dello scrittore e poeta Elio Pecora. Tale raccolta comprendeva, oltre al bozzetto già citato, l’atto unico “ ‘A cammesòla” e la commedia in tre atti “ ’A fattura”. Tali opere erano già state rappresentate ancor prima della pubblicazione, sempre con grande consenso di pubblico, nel paese di origine sia successivamente negli Stati Uniti, dove una nutrita rappresentanza di santarsenesi del New Jersey attendeva da tempo e con impazienza l’evento.

La successiva raccolta del 1999, intitolata ”Tra realtà e fantasia” resta ancor oggi l’opera più importante, comprendendo le sue commedie più famose: “Rusina a zéngara”,” ‘U Scarognato” del 1992, oltre ad un precedente bozzetto in versi: «Chi avìho fuoco campào» del 1983, un duetto in prosa “I iuorni passano e…” del 1998 e la poesia ”Serrone” del 1986.

Quasi un testamento spirituale, videro la luce nel 2000 un atto unico: ” ‘Nparaviso nne verìmo” e una poesia: ” ‘ A Grazia”, di ambientazione surreale. Ma esistono ancora versi e bozzetti che non sono stati mai pubblicati, tra i quali una commedia in due atti: ”Suocere e nuore”, di fine anni ’80, che lo stesso Peppino, dopo la rappresentazione, non ritenne opportuno divulgare. A dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2004, il Comune di Sant’Arsenio ha intitolato il teatro civico alla sua memoria; l’Associazione Culturale «”Luigi Pica”, in quell’occasione ha voluto ricordare Peppino con un busto realizzato dallo scultore Francesco Scialpi. Nell’occasione fu proposto un allestimento scenico in forma ridotta della commedia “Rusina a zéngara”, un musical progettato per essere eseguito con attori, cantanti, coro, musicisti e danzatori.

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