Il prossimo 5 agosto sarà presentato al pubblico “Collezionare la bellezza”, il catalogo che ricostruisce il percorso scientifico e culturale attraverso cui la collezione privata dell’avvocato Antonio Mazziotti di Celso è diventata una realtà museale strutturata: il MuMont ART, inaugurato lo scorso 30 maggio a Palazzo Gerbasio, nel centro storico di Montesano sulla Marcellana (Salerno).

Il catalogo, curato da Giuseppe Aromando, guida scientifico-culturale del sistema museale MuMont, e scritto insieme ad Alessandra Aufiero e Filomena Papaleo, restituisce il lavoro di studio e catalogazione che ha accompagnato il passaggio di oltre 5 mila opere e manufatti da raccolta privata a patrimonio pubblico. Un lascito che l’avvocato Mazziotti di Celso, legato al territorio attraverso le origini materne, ha voluto destinare alla comunità di Montesano.
Il patrimonio raccolto nel MuMont ART si distingue per varietà e valore storico-artistico: comprende reperti archeologici, un’importante collezione numismatica, porcellane, ceramiche, sculture, orologi, icone sacre, tessili di pregio e un insieme di materiali lapidei riconducibili al Castello di Montesano. A questo si affianca un nucleo pittorico che comprende opere di Giacinto Gigante, Domenico Morelli, dei fratelli Palizzi e di Francesco De Mura, tra cui una “Cena in Emmaus” attribuita a quest’ultimo, oltre all’“Adorazione dei Pastori” di Francesco Solimena e al “Santissimo Nome di Gesù” di Jacopo Cestaro.
Il museo si inserisce nel sistema museale comunale MuMont, affiancandosi al MuMont DEA, il museo demo-etno-antropologico già attivo: da un lato la memoria e le tradizioni popolari del territorio, dall’altro una raccolta d’arte e di collezionismo di rilievo.
Il progetto nasce dalla volontà del Comune di Montesano sulla Marcellana di riunire sotto un’unica identità i luoghi della cultura cittadina. Il sindaco Giuseppe Rinaldi ha sottolineato il lavoro congiunto della direzione museale, degli uffici comunali e dell’Amministrazione, definendo l’apertura di MuMont ART «un passaggio importante per la valorizzazione culturale di Montesano e del Vallo di Diano». Per l’Amministrazione comunale, l’operazione segna, nelle parole del primo cittadino, «un passaggio di mano, dalla collezione privata alla memoria della comunità».
Prima dell’apertura, l’Amministrazione ha seguito un percorso di catalogazione scientifica del lascito e di acquisizione dei pareri delle autorità competenti in materia di tutela. Il sindaco Rinaldi ha definito l’apertura del museo «un momento storico e di alto valore culturale per Montesano», esprimendo riconoscenza all’avvocato Mazziotti di Celso per un gesto legato al rapporto personale con il territorio d’origine.
Il MuMont – Musei Civici Montesano, con le sue due sezioni, DEA (Demo-Etno-Antropologico) e ART, è entrato a far parte del Sistema Museale Nazionale, la rete promossa dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura che riunisce i musei italiani per migliorarne fruizione, accessibilità e gestione. Un riconoscimento che il sindaco Rinaldi ha definito «un’opportunità di crescita e di miglioramento della proposta culturale e turistica» per il territorio e che l’Amministrazione comunale, proprietaria dei musei cittadini, indica come il risultato di un lavoro costruito nel tempo.
Anche la scelta della sede non è casuale: Palazzo Gerbasio, storico palazzo baronale nel cuore del centro storico, è stato scelto perché la collezione potesse entrare in dialogo con la storia architettonica e civile del paese.
A questo lavoro si affianca l’apporto costante dei volontari che, insieme alla direzione museale e agli uffici comunali, hanno contribuito negli anni al percorso che ha portato all’apertura di MuMont ART.


