Di Geppino D’Amico
Manifestazione conclusiva a Roccagloriosa per il progetto “Siste viator” realizzato dal Rotary E-Club Film&Friends del Golfo di Policastro nel corso dell’anno rotariano 2025/26 per iniziativa del presidente Giuseppe Carlo Balbi. Nel corso della serata è stato presentato al pubblico il volume “Siste Viator, Antologia di contributi sulla storia locale e sul messaggio di pace del canonico Lombardi” pubblicato da DuminucoEditore. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Rotary Foundation e si è avvalso del patrocinio del Distretto Rotary 2101 Campania, dei comuni di Roccagloriosa e Tortorella, del Parco Nazionale Cilento-Vallo di Diano-Alburni, del Gal Casacastra e della Fondazione Pietro De Luca. Nel corso del convegno, moderato dal giornalista Francesco Lombardi, sono intervenuti: Angelo Di Rienzo (Governatore del Distretto Rotary 2101- Campania nell’Anno Rotariano 2025/26); Massimo Cerquaglia (Presidente E-Club Film e Friends A.R. 2026/27); Roberto Cavalieri (Sindaco del Comune di Roccagloriosa); Giuseppe Carlo Balbi (Presidente E-Club Film & Friends A.R. 2025/26).
Hanno illustrato i contenuti del volume Carmine Pinto (Direttore del Dipartimento Studi Umanistici Università di Salerno) e Mario Panarello (Docente Accademia Belle Arti di Lecce). “Siste viator” è scritto a più mani e contiene saggi di storia e di arte. Di notevole pregio i saggi contenuti nel volume: Annamaria Tripari (L’influenza di Sibari sul Golfo di Policastro); Francesco Gerundo (Dinamiche insediative, sistemi difensivi e reti viarie nel Cilento); Silvano Saccone (La cappella della “Gloriosa); Francesco Abbate (Due saggi: La congiura dei baroni; Incursione del pirata Dragut; Gianluca Berardi (La Croce lapidea di San Giacomo a Tortorella); Antonio Mondillo – Enzo Troiano (Fumetto Fratelli di libertà – I martiri di Roccagloriosa); Francesco Biasi (Roccagloriosa 1806.Soldati e briganti nella tempesta napoleonica). Nel corso del convegno è stata presentata al pubblico la ristampa (in latino e in italiano) del testo fatto incidere su pietra dal Canonico Gerardo Lombardi il 12 giugno del 1842 per ricordare i più importanti episodi della storia di Roccagloriosa, dalla fondazione fino al 3 agosto 1806 quando “I Francesi, entrando in questa terra con 6.000 fanti, per inaspettata aggressione ad essi opposta da stranieri (briganti), diedero il paese in preda alle fiamme”.
Proprio questa storia incisa a caratteri indelebili “nella roccia di Roccaegloriosae” ha spinto Giuseppe Carlo Balbi a dare vita al progetto: “Il canonico Lombardi invita il viaggiatore a fermarsi, ad ascoltare, a percorrere insieme questo viaggio nel tempo, a ricordare, a condividere la sofferenza di questo popolo e di tutti i popoli colpiti dalle guerre e dalle devastazioni. È questo il significato più profondo dell’iscrizione: un invito ad un viaggio nel tempo, un invito alla memoria, alla riflessione e alla ricerca di una comunità che viva in pace. L’intero progetto si inserisce nella via d’azione che il Rotary International dedica alla Promozione della Pace e mira a porre l’attenzione sul messaggio di pace che il Canonico Gerardo Lombardi ha voluto lasciare in eredità ai suoi amatissimi concittadini”. Nel suo intervento Angelo Di Rienzo, dopo avere ricordato “l’impegno del Rotary International per promuovere la Pace, intesa non semplicemente come assenza di conflitti, ma come costruzione quotidiana di dialogo, comprensione, cooperazione e solidarietà tra le comunità”, ha affermato che “l’iniziativa promossa dal Rotary e-Club Film & Friends si inserisce in questo solco con pieno merito.
Il progetto ha il pregio di recuperare e valorizzare una testimonianza storica di straordinario valore civile che esortava i cittadini di Roccagloriosa a evitare la guerra, definita senza mezzi termini un male detestabile. Un messaggio nato dall’esperienza delle sofferenze del passato che, a distanza di quasi due secoli, conserva una sorprendente attualità e continua a richiamare ciascuno di noi alla responsabilità della convivenza pacifica e del rispetto reciproco. Esprimo, quindi, vivo apprezzamento per un’opera che incarna perfettamente lo spirito di servizio del Rotary: unire le competenze e la sensibilità dei Soci per lasciare un segno tangibile di crescita culturale e sociale nella comunità in cui si vive, in linea con il messaggio del Presidente Francesco Arezzo, “Uniti per fare del bene”, unica strada per il perseguimento del bene supremo della Pace”.
Come evidenziato da Carmine Pinto e da Mario Panarello, la raccolta richiama alcuni momenti storici accoppiati ad elementi d’arte evocati dalla lapide e da altri contributi che, in qualche modo, da essa traggono spunto. Tra questi vi è il periodo dello scontro tra Sibari e Crotone, importanti città della Magna Grecia, la cui sfera d’influenza si estese dallo Ionio fino alle sponde del Tirreno. Viene inoltre ricordato il sistema difensivo e di comunicazione ideato per proteggere le popolazioni del Golfo di Policastro e dell’entroterra costiero. Un altro tema affrontato è la conseguenza che la Congiura dei Baroni del 1485 ha avuto nei cambiamenti feudali della zona.
Gli eventi descritti nella lapide sono proposti anche attraverso una forma d’arte moderna quale il fumetto, quasi a rendere omaggio a quanti hanno considerato centrale questa espressione artistica fin dall’infanzia. La raccolta ricorda inoltre la tragica data dell’11 luglio 1552, quando le truppe di Dragut Bassa sbarcarono nel Golfo di Policastro. Non mancano alcuni importanti riferimenti ai rapporti tra Roccagloriosa e il Golfo di Policastro da un lato e il Vallo di Diano dall’altro. Non potendo riportarli tutti ne segnaliamo due, rinvenuti rispettivamente nel saggio di Francesco Abbate sulla “Congiura dei baroni” (fine ‘400) e nel saggio di Francesco Biasi (Università di Salerno) dedicato alle vicende della prima metà dell’800. La “Congiura dei Baroni” contro re Ferrante d’Aragona ordita da Antonello Sanseverino nel castello di Diano, comportò cambiamenti nell’assetto della contea di Policastro (alla quale fu nel 1501 aggregata anche Roccagloriosa) la cui titolarità fu concessa dal re Ferrante ad Andrea Carafa, conte di Santa Severina. Altri importanti anelli di congiunzione con il Vallo di Diano il prof. Abbate li ha individuati in un affresco del 1487, “L’Andata al Calvario”, nell’ex convento della SS. Pietà di Teggiano.
L’autore ipotizza che Antonello Sanseverino prima di darsi alla fuga e riparare in Francia commissionando quella tela volle lasciare la testimonianza della sua inclinazione filo angioina da un lato, e dall’altro della vocazione alla crudeltà della casa aragonese regnante”. Altro elemento di congiunzione tra i due territori lo troviamo negli avvenimenti, analizzati da Francesco Biasi, di cui si resero protagonisti borbonici, repubblicani, francesi e inglesi fin dalla proclamazione della Repubblica napoletana del 1799, passando per la restaurazione e i moti liberali del XIX secolo quando il Cilento, il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro furono teatro di episodi di efferata violenza. In questo contesto, il confine tra guerra, repressione e brigantaggio divenne sempre più labile. La mobilitazione politica trasformò le comunità locali in un campo di battaglia, dove la violenza si affermò come strumento ordinario tanto dell’insurrezione quanto della repressione. Due le figure di spicco: il brigante Rocco Stoduti di Roccagloriosa e il capomassa Gerardo Curcio (detto Sciarpa) di Polla che combatterono per riportate Ferdinando IV di Borbone sul trono sia nel 1799 che nel successivo Decennio Francese”.













