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La Diocesi Teggiano Policastro ospita 50 bambini ucraini con il progetto “È più bello insieme”

La solidarietà delle Chiese della Campania si rinnova anche quest’estate con un gesto concreto di prossimità verso i bambini segnati dalla guerra. Sono quattro le diocesi campane – Aversa, Capua, Teggiano-Policastro e Nocera Inferiore-Sarno – a ospitare, nel mese di luglio, circa 250 tra minori ucraini e accompagnatori nell’ambito della quinta edizione di “È più bello insieme”, il progetto promosso da Caritas Italiana con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana. Nato nel 2022, all’indomani dello scoppio del conflitto in Ucraina, il progetto rappresenta uno dei segni più significativi e duraturi della vicinanza della Chiesa italiana alla popolazione ucraina. L’iniziativa offre ai bambini, che da anni convivono con il dramma della guerra, due settimane di serenità, relazioni, gioco e condivisione, lontano dalle sirene e dalla paura, permettendo loro di riscoprire, almeno per un tempo, la normalità dell’infanzia. Dopo il primo periodo di accoglienza avviato in Emilia-Romagna, sarà la Campania a raccogliere il testimone dell’ospitalità.

Dall’1 al 15 luglio la diocesi di Aversa accoglierà 100 tra bambini e accompagnatori, mentre nello stesso periodo le diocesi di Capua e di Teggiano-Policastro ospiteranno ciascuna 50 minori. Dal 5 al 16 luglio entrerà nel progetto anche la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, che accoglierà altri 50 bambini. Complessivamente, le diocesi campane offriranno ospitalità a oltre la metà dei partecipanti coinvolti nell’edizione 2026 dell’iniziativa. L’accoglienza non si limiterà all’ospitalità. Grazie all’impegno delle Caritas diocesane, delle parrocchie, dei volontari e delle comunità locali, i ragazzi vivranno giornate ricche di attività ricreative, escursioni, momenti di incontro e di condivisione con i coetanei italiani. Un’esperienza che intende favorire non soltanto il riposo e il recupero dalle ferite del conflitto, ma anche la costruzione di relazioni autentiche e durature tra le comunità italiane e quelle ucraine. «Da cinque anni questo progetto ci ricorda che la pace si costruisce anche attraverso gesti semplici e concreti. Accogliere questi bambini significa offrire loro un tempo di serenità, la possibilità di tornare a giocare, a sorridere, a vivere relazioni autentiche lontano dalla paura e dalle ferite della guerra. Ma significa anche permettere alle nostre comunità di incontrare volti, storie e speranze», ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello. «L’accoglienza – ha aggiunto – non è mai un gesto a senso unico: mentre ci prendiamo cura di questi ragazzi, anche noi impariamo qualcosa di essenziale sull’umanità, sulla resilienza e sulla fraternità». La partecipazione delle diocesi campane conferma ancora una volta la capacità delle Chiese locali di tradurre la carità in esperienze concrete di fraternità. In un tempo in cui la guerra continua a colpire soprattutto i più piccoli, l’accoglienza diventa un segno eloquente di speranza e un invito a non abituarsi al conflitto, custodendo ogni giorno una cultura di pace attraverso la vicinanza, l’ascolto e la condivisione.

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