Il progetto del Comune Unico Vallo di Diano che da circa 30 anni tiene banco a sud della provincia di Salerno, vive una nuova fase. Con il cambio del governo regionale della Campania e l’arrivo del Presidente Roberto Fico, molti sostenitori del progetto che coinvolge l’intera area geografica del Vallo di Diano, i cui 15 comuni sono ritenuti fortemente omogenei dal punto di vista culturale, economico e geografico, sono tornati a chiedere alla Regione Campania l’indizione del referendum consultivo per l’istituzione del Comune unico del Vallo di Diano. Da circa 30 anni il primo firmatario della proposta di legge per il Comune unico, Carmelo Bufano, si batte per ottenere questo risultato, raccogliendo negli anni sostegno e adesioni importanti.

Il Comitato, nella persona di Massimiliano Dolce, infatti, a pochi mesi dal suo insediamento in Regione Campania, ha voluto inviare una missiva al Presidente Fico chiedendo di avviare immediatamente l’iter burocratico per il referendum consultivo partendo proprio dalla Proposta di Legge già depositata in Consiglio regionale e risalente al 1999. Al fianco del Comitato in questa battaglia, sono tornati a chiedere l’intervento del Presidente Fico anche numerosi cittadini e associazioni. E’ il caso del giornalista Salvatore Medici, il quale ha voluto richiamare l’attenzione di Fico su quanto già accaduto in Svizzera. “Nella primavera del 1998, scrive Medici, in Ticino, cantone della Svizzera italiana, viene lanciata un’ipotesi di riorganizzazione istituzionale degli enti locali, attraverso l’aggregazione dei Comuni, che in quel momento erano 245. Qualche anno dopo, nel 2007, il Governo ticinese approva la legge che avvia le aggregazioni comunali con le seguenti motivazioni: “L’evolvere e il complicarsi delle prestazioni di servizio richieste e la dimensione regionale degli stessi servizi, rende oggi troppi Comuni ticinesi inadeguati ad assicurare alla società democratica il giusto livello di progettualità e di capacità amministrativa. Il loro sotto-dimensionamento strutturale e finanziario non permette inoltre di recuperarli ad un ruolo politico-gestionale efficace. Ciò comporta inevitabilmente l’accrescersi della sollecitazione di intervento all’indirizzo del Cantone. Da qui l’importanza dei processi di aggregazione”.

Il viaggio nell’aggregazione porta il Ticino, in poco più di un decennio ad aggregare 170 piccoli comuni in 61 comuni più grandi, tra cui Lugano, e si prefigge l’obiettivo di passare complessivamente da 245 Comuni di partenza a 27 grandi realtà. “La mia richiesta, termina il giornalista, come di molti cittadini è di indicare un iter per arrivare al referendum e far sì che la Campania sia la prima Regione ad aprire alla possibilità della fusione dei Comuni, come strumento di sviluppo locale nelle aree interne”.

Al Presidente Fico si rivolge anche l’Unione Giuristi Cattolici Italiani, sezione di Sala Consilina, con un documento a firma del Presidente Angelo Paladino, in cui si sttolineano “le emergenze sociali ed economiche che vivono le aree interne” e la necessità di superare “il campanilismo improduttivo”. “L’alternativa al lento morire delle aree interne, si legge nel documento di UGCI, è rappresentata dalla necessità di unirsi, di star insieme ed essere coesi. Da qui l’invito pressante a Lei rivolto, di accelerare l’iter per convocare il referendum consultivo sulla proposta di Legge di Città Vallo di Diano che giace da troppo tempo negli uffici regionali”.


