Di Giuseppe Geppino D’Amico

“Il Rotary deve essere un Rotary di qualità, non di numeri, e deve veicolare al meglio la propria immagine e le proprie attività, ben sintetizzate nel motto «Servire al di sopra di ogni interesse personale». Pertanto, ha bisogno, sia a livello internazionale che locale, di una comunicazione puntuale e incisiva. A questo si aggiunge la necessità di mantenere fermo il principio della professionalità e della selezione dei soci, che devono avere credibilità e competenza”. È questo il dato saliente emerso dall’interessante e articolata relazione che il giornalista Andrea Pernice, editore e direttore dal 2010 della Rivista Rotary Italia, ha tenuto ai soci dei Club della provincia di Salerno riuniti in interclub nella città capoluogo, presso l’Hotel Mediterranea, per iniziativa del Club Salerno Duomo. Rotariano di lungo corso, Andrea Pernice ha ricoperto incarichi prestigiosi nel Rotary, tra cui quelli di presidente di Club e Governatore del Distretto metropolitano milanese dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018. Con i suoi 42 anni è stato il Governatore Rotary più giovane del mondo.
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Per il relatore, “la comunicazione deve essere chiara, inequivocabile, aperta all’esterno in modo da rendere comprensibile la nostra associazione a tutti, perché nel Rotary c’è grandissima volontà di marcare la differenza e di farlo attraverso il principio fondante che è quello della professionalità. La difficoltà da superare consiste nella molteplicità degli aspetti che riguardano il Rotary: ci sono tante cose da comprendere per comprendere il Rotary e questo rende difficile selezionare gli argomenti che possono catturare maggiormente l’attenzione del pubblico. È importante, però, raccontare le storie grandi, importanti, gli esempi di iniziative di servizio che veramente marchino la differenza e che impattino sulla comunità”.
Nel suo intervento Pernice ha anche affrontato una domanda cruciale: su quali valori va fondata la comunicazione del Rotary? A suo giudizio, i principi fondamentali che ogni rotariano incarna — fiducia, rispetto, reputazione, empatia e integrità — dovrebbero essere alla base della comunicazione del Rotary. Questi valori non solo definiscono l’identità di un membro, ma devono anche costituire il fondamento della sua comunicazione. Il Rotary si distingue nel mondo per il suo impegno verso l’amicizia, il servizio, la leadership e la diversità, valori che guidano le sue azioni e il suo contributo a progetti concreti e di impatto sociale. Andrea Pernice ha sottolineato come, a differenza di altri sodalizi, il Rotary non si limiti alla beneficenza, ma funga da osservatorio per progetti mirati a risolvere i problemi di un territorio, facendo leva sul tempo, sulle competenze e sulla professionalità dei rotariani. Questi sono i tratti distintivi del Rotary, valori che devono essere comunicati e trasmessi con forza attraverso le sue azioni e la sua comunicazione.

In tema di azione non poteva mancare un riferimento alla Rotary Foundation e quindi al progetto “Polio Plus”, un progetto che, a giudizio del relatore, il Rotary non deve dismettere per intraprendere nuovi progetti, ancorché importanti. “Quello della Polio Plus -ha evidenziato Andrea Pernice– è un grandissimo progetto internazionale, avviato 40 anni fa. È molto importante per la nostra credibilità in termini di immagine pubblica, ma soprattutto per quanto riguarda la rilevanza del risultato che ha messo il Rotary al centro di un sistema di interesse internazionale. Non dimentichiamo che il progetto ha avuto il sostegno dei CDC americani, della Banca Mondiale, dell’Unicef e della Fondazione Bill e Melinda Gates, per cui il Rotary è a tutti gli effetti in questo ventaglio di grandi organizzazioni a servizio dell’umanità per un obiettivo preciso: sconfiggere il virus invalidante della poliomielite nel mondo”.
Parlando del rapporto del Rotary con i giovani, Andrea Pernice ha ammesso che “non è più quello del passato. Non siamo stati capaci di tenerci i nostri giovani. Da 7.000 Rotaractiani siamo scesi della metà. Il motivo? Le scelte dell’organizzazione nella parificazione delle forme associative forse non sono state tra le più azzeccate; però c’è spazio per recuperare e per riportare i giovani all’ambizione di entrare nel Rotary e i rotariani all’ambizione di accogliere i giovani per creare generazioni valide e durature per la nostra organizzazione”. Un altro cambiamento ritenuto dal relatore poco opportuno è dato dalla decisione di non pubblicare più l’Annuario e di non tenere più nel debito conto le classifiche che caratterizzavano l’ingresso di nuovi soci. “Le classifiche -ha osservato Andrea Pernice– erano una grandissima risorsa del Rotary, il punto cardine del principio selettivo della professionalità. Non so se sarà possibile riprenderne la pubblicazione, ma io sarei molto favorevole”.

L’ultima considerazione ha riguardato la presenza dei Club nei territori: “Occorre un forte radicamento nelle realtà locali. L’Italia è un modello di Rotary visto che l’effettivo tiene, a dimostrazione delle nostre capacità, ma dobbiamo esercitarle. In quest’ottica il ruolo dei presidenti è cruciale perché devono essere uno stimolo per aiutare i soci a credere nei valori del Rotary, che sono molto chiari”. Prima della relazione di Andrea Pernice sono intervenuti per un breve indirizzo di saluto il presidente del Club Salerno Duomo, Gaetano Cuoco, i Past Governor Salvatore Iovieno e Antonio Brando, e il Governatore Incoming Giuseppe Nardini. A conclusione dell’incontro è intervenuta l’Assistente del Governatore Maria Luisa De Leo, che ha formulato ai presenti i saluti del Governatore Angelo Di Rienzo, impegnato a Taipei, a Taiwan, per il congresso internazionale del Rotary.


