di UMBERTO MAZZALI
Un percorso che guarda al futuro partendo dalle radici, nella convinzione che la bellezza, quando viene condivisa, possa trasformarsi in un’opportunità concreta di crescita per le comunità. Si può sintetizzare così la decisione della Banca Monte Pruno e della Fondazione Monte Pruno di partecipare attivamente, a Teggiano, all’iniziativa realizzata che vede la partecipazione di Falaut e della Pro Loco.
L’appuntamento di Teggiano, svoltosi nello storico Castello Macchiaroli, si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione promosso dalla Banca Monte Pruno e dalla Fondazione Monte Pruno che, dopo le Grotte di Pertosa-Auletta e Teggiano, interesserà altri straordinari luoghi del territorio, da Roscigno Vecchia alle Grotte dell’Angelo di Sant’Angelo a Fasanella, dal Battistero di San Giovanni in Fonte di Sala Consilina fino ad altri siti di grande pregio storico, artistico e paesaggistico. Tra le mura del Castello Macchiaroli, storia, musica e tradizioni hanno dato vita ad un’esperienza capace di emozionare e di raccontare l’anima più autentica del Vallo di Diano.

L’iniziativa promossa dalla Fondazione Monte Pruno e dalla Banca Monte Pruno, in collaborazione con Falaut Afi Ets e con il prezioso contributo della Pro Loco di Teggiano, ha confermato ancora una volta quanto la cultura possa rappresentare uno straordinario strumento di promozione e riscoperta dei luoghi che custodiscono l’identità delle nostre comunità.
La manifestazione si è aperta con la visita al Castello Macchiaroli, resa possibile grazie alla sensibilità e alla disponibilità di Gisella Macchiaroli, che ha accompagnato i presenti alla scoperta di uno dei simboli più rappresentativi di Teggiano. Un viaggio tra testimonianze storiche, opere d’arte e racconti che hanno restituito il fascino di un luogo ricco di memoria e significato.

CONO FEDERICO
direttore generale Banca Monte Pruno
MICHELE ALBANESE
presidente CDA Banca Monte Pruno e Fondazione
I saluti istituzionali hanno visto gli interventi del Presidente della Banca Monte Pruno e della Fondazione Monte Pruno, Michele Albanese, del Direttore Generale della Banca Monte Pruno, Cono Federico, del Direttore della Fondazione Monte Pruno, Antonio Mastrandrea, e della Presidente della Pro Loco di Teggiano, Concettamaria Cantelmi. Tutti hanno evidenziato il valore della sinergia tra enti, associazioni e cittadini nel costruire percorsi condivisi di crescita culturale e promozione territoriale.
Particolarmente coinvolgente il concerto dei “Solisti dell’Orchestra Caracciolo” che, impreziosito dagli eleganti abiti d’epoca, ha regalato al pubblico un’esibizione di grande spessore artistico. Le musiche di Haydn, Danzi, Ibert e Bizet, insieme alla suggestiva Fantasia Napoletana, hanno trovato nel Castello Macchiaroli una cornice ideale, trasformando il concerto in un autentico viaggio tra note, emozioni e bellezza.
Ad arricchire ulteriormente il pomeriggio sono stati i momenti di rievocazione storica e di animazione culturale curati dalla Pro Loco di Teggiano, i cui figuranti hanno contribuito a creare un’atmosfera unica e coinvolgente, riportando i presenti indietro nel tempo e valorizzando il patrimonio identitario del borgo. Significativa anche la partecipazione delle associazioni “Parco Storico Sichelgaita”, “Hortus Magnus” e “50&Più”, testimonianza di un territorio capace di fare rete attorno ai propri valori più autentici.
«Attraverso iniziative come questa» ha dichiarato Michele Albanese «la Banca Monte Pruno e la Fondazione Monte Pruno intendono proseguire un percorso già avviato con il docufilm “I Segreti dei Luoghi Perduti”, nato proprio per accendere i riflettori su siti di straordinaria bellezza che, pur rappresentando autentici tesori, non sempre ricevono l’attenzione che meritano. Crediamo che la cultura possa diventare una leva di sviluppo e che far conoscere questi luoghi significhi generare opportunità, rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle giovani generazioni l’orgoglio delle proprie radici. Teggiano ci ha ricordato ancora una volta quanto sia importante custodire la memoria, ma anche quanto sia necessario raccontarla e condividerla».



