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Con-Tatto (VIDEO) – Elezioni: De Luca trionfa a Salerno, nel Vallo conferme senza sorprese

Di Giuseppe Geppino D’Amico

C’è una foto molto significativa nel libro di Luciano De Crescenzo, “La Napoli di Bellavista” (del 1979). Mostra che, all’indomani di una tornata elettorale, l’Unità titolava: “Il Centro-Sinistra perde il 4%”; Il Mattino, invece, “Il Centrosinistra ha vinto”, per cui il lettore si chiede: “Ma il Centrosinistra che ha fatto?”. Da allora è trascorso quasi mezzo secolo, ma la situazione di incertezza, per chi legge un giornale dopo un Election Day, si ripropone ciclicamente: tutti (o quasi) cantano vittoria; pochi ammettono la sconfitta. Due esempi recenti. Con tono ironico e beffardo la Meloni ha dichiarato: “E anche oggi, il nostro crollo lo rimandiamo a domani”. Per la Schlein, invece, “Il centrosinistra è competitivo per le politiche del prossimo anno”. E in Campania chi ha vinto?

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La settimana scorsa gli elettori chiamati alle urne erano circa 6 milioni in 744 Comuni su 7.896, quindi un campione poco attendibile per un’analisi efficiente. La politica, si sa, ha una sua dinamicità. Inoltre, è caratterizzata dalla continua divergenza delle opinioni tra i partiti e all’interno dei partiti. Non fa eccezione la nostra regione. In Fratelli d’Italia sono in molti a ritenere i risultati delle amministrative, soprattutto in provincia di Napoli, “un completo disastro per il partito e le responsabilità ricadono in larghissima parte su Arianna Meloni, capo della segreteria politica del partito, e su Marta Schifone, commissaria provinciale del partito a Napoli e grande amica di Arianna”. Per l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ora capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, “si tratta di un risultato più che deludente. In molti territori non c’eravamo e continuiamo a non esserci. Occorre una seria riflessione e cominciare a lavorare dal basso con umiltà e impegno”.

Polemiche anche in Forza Italia. Alle critiche dell’on. Pino Bicchielli, che aveva parlato di risultati deludenti, ha risposto il leader regionale dei berlusconiani, Fulvio Martusciello: “Cresciamo ovunque e ci prepariamo ai ballottaggi”, per poi esprimersi direttamente su Bicchielli: “Ha cambiato 13 partiti ed è in Forza Italia da pochi mesi; non conosce nemmeno l’inno di Forza Italia, figuriamoci se conosce gli insegnamenti di Berlusconi”. Anche il segretario provinciale di Forza Italia a Salerno, Roberto Celano, ritiene il risultato di Forza Italia (due consiglieri eletti al Comune capoluogo) “motivo di grande orgoglio e soddisfazione”. Di diverso parere è il segretario cittadino di Forza Italia, Giuseppe Fauceglia: “Se davvero si vuole costruire è opportuno un vero e proprio cambio di rotta”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che ha chiesto di “azzerare tutte le cariche”.

Acque agitate anche nel Centrosinistra, dove alla Schlein viene addebitata la mancata rottamazione dei “cacicchi” che aveva promesso al momento della nomina. E il “cacicco” numero uno per i vertici nazionali del Pd è proprio Vincenzo De Luca che, invece, dopo avere piazzato il figlio deputato alla segreteria regionale del partito, ha rivinto le elezioni a Salerno, “nonostante il Pd”. Con le sue liste (tutte civiche ad eccezione del Psi) ha ottenuto la percentuale del 57,80%, che gli garantisce 21 consiglieri contro gli 11 assegnati ai tre principali competitor, Franco Massimo Lanocita, Armando Zambrano e Gherardo Maria Marenghi, che parlano del declino di De Luca in quanto, non avendo raggiunto la percentuale del 60% dei voti, ha perso per strada due consiglieri.

Deluso o non deluso, l’ex governatore tira dritto per la sua strada ed ha subito iniziato il giro della città per velocizzare lavori a rilento, continuare la lotta ai parcheggiatori abusivi e garantire sicurezza alla città. Nel corso della consueta diretta Tv del venerdì, dopo essersi definito “un modesto artigiano della politica in mezzo a tanti statisti”, De Luca ha rivendicato “la totale e netta separazione tra la militanza e la politica frou frou” ed ha così concluso: “Basta poesie, ora serve la prosa dei cantieri e della sicurezza”.

La quinta volta di De Luca a Salerno ha fatto accorrere in città inviati delle più importanti testate giornalistiche nazionali (Tv e carta stampata). Sono tornati in auge appellativi quali “sceriffo”, “caimano”, “cacicco” e le iconiche imitazioni di Crozza. I più benevoli ironizzano sulla sua promessa di fare di Salerno “la Montecarlo d’Italia, con le palme sulla spiaggia come Copacabana”. E c’è stato anche chi ha spulciato e dato i numeri relativi alla longevità politico-amministrativa “dell’eterno De Luca”. Salvo smentite, a 77 anni diventa il sindaco più anziano dei comuni con oltre 100.000 abitanti. De Luca ha vissuto 17 anni da sindaco (prima elezione nel 1993), 10 da Presidente della Regione, 7 da parlamentare e 1 da sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nel Governo guidato da Enrico Letta. In totale sono 35 anni, senza contare i prossimi cinque.

Per quanto riguarda il Vallo di Diano c’è poco da dire sui risultati di Polla e Pertosa, dove i sindaci uscenti, Massimo Loviso e Domenico Barba, hanno vinto con un ampio margine. Anche a Sassano il margine stabilito da Nicola Pellegrino è molto ampio, non su un avversario perché non c’erano altre liste, ma rispetto al quorum: ha votato il 75% degli aventi diritto e già questo è un ottimo risultato. Come dire? A Sassano sono mancati i candidati, non i votanti! C’è, però, una riflessione da fare: la lista “Noi per Sassano” è apparsa come una fusione a freddo perché scaturita da un accordo tra esponenti delle due liste che si erano fronteggiate nel 2020: quella di Domenico Rubino (che fu eletto sindaco e che non si è ricandidato) e quella guidata da Antonio D’Amato. Tocca al neosindaco favorire una convivenza accettabile fra le diverse anime presenti in consiglio. In altre parole, dovrà creare l’amalgama, un prodotto che si usa nel campo metallurgico ma che in campo politico è merce rara e non si compra al mercato.

Intanto, emulo di De Luca, il neosindaco ha già effettuato il primo blitz sul territorio per verificare e rimuovere il degrado accumulato. Contemporaneamente si gode una doppia gioia: per la sua elezione a sindaco di Sassano e per quella della consorte, Deborah Amoruso, a Postiglione dove, in virtù dell’ottimo risultato conseguito, sarà la vice di Carmine Cennamo, altro sindaco longevo della nostra provincia. Auguri e buon lavoro ai coniugi Pellegrino-Amoruso, ai sindaci, ai consiglieri eletti e a tutti i candidati non eletti ai quali va riconosciuto il merito di averci messo la faccia. E in tempi di carenza di volontari, non è poco.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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