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Case di Comunità, firmato il protocollo tra Asl Salerno e volontariato

Con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’ASL Salerno e le organizzazioni di Volontariato e le associazioni di promozione sociale selezionate tramite manifestazione d’interesse, prende ufficialmente avvio una nuova stagione di collaborazione finalizzata alla realizzazione di attività sociosanitarie, sociali e di prossimità all’interno delle Case di Comunità dell’Azienda sanitaria.

La cerimonia di firma si è svolta presso la Direzione Generale di via Nizza, alla presenza del direttore generale ASL Salerno, ingegner Gennaro Sosto, del direttore sanitario Primo Sergianni, della direttrice dell’UOC Coordinamento Socio-sanitario Annunziata Cuccurullo e della dirigente dell’UOC Sviluppo Strategico, Innovazione Organizzativa e Comunicazione Giuseppina Malgieri. L’evento rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di potenziamento dell’assistenza territoriale, ponendo le basi per un modello innovativo che integri in modo organico la dimensione sanitaria con quella sociale.

L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema capace di rispondere in maniera puntuale e diffusa ai bisogni delle comunità, grazie al coinvolgimento attivo del Terzo Settore, dei Comuni e degli Uffici di Piano. In questa prospettiva, il principio di sussidiarietà diventa il cardine di una strategia che mira a rendere i servizi più vicini ai cittadini, superando la logica del semplice prendere in carico per abbracciare quella del prendersi cura, con un accompagnamento costante della persona verso il luogo di cura più appropriato.

L’ASL Salerno è attualmente impegnata nella realizzazione di trentatré Case di Comunità, presidi strategici per sostenere il processo di deospedalizzazione, rafforzare le attività di prevenzione e garantire l’accessibilità dei servizi alla popolazione. In questo ambizioso progetto, l’Azienda potrà contare anche sul supporto di SODALIS, il Centro di Servizio per il Volontariato di Salerno, con il quale è stato siglato un accordo specifico per promuovere e consolidare la presenza dei volontari all’interno delle strutture.

Il dg Gennaro Sosto ha voluto precisare con chiarezza il perimetro di questa collaborazione, sottolineando che “le attività richieste alle associazioni sono esclusivamente di carattere non sanitario. Si tratta di una forma di sussidiarietà e collaborazione che non si sostituisce mai alle mansioni professionali proprie dell’Azienda, ma si integra con esse. Gli operatori del volontariato lavoreranno pertanto in stretta sinergia con il personale sanitario, arricchendo l’offerta di servizi già esistente attraverso interventi di mediazione culturale, accoglienza e orientamento sanitario e sociale”.

Le associazioni saranno chiamate a svolgere numerose attività di supporto ai cittadini, tra cui l’accoglienza e l’orientamento all’interno delle strutture, la mediazione culturale e linguistica per favorire l’inclusione delle fasce più fragili della popolazione, il sostegno alle persone vulnerabili e alle loro famiglie, la promozione dei servizi offerti dalle Case di Comunità e il supporto all’utilizzo della telemedicina. Non mancheranno iniziative di sensibilizzazione sui temi della salute, della prevenzione e della violenza di genere, con l’obiettivo di trasformare le Case di Comunità in luoghi sempre più inclusivi, accessibili e radicati nel tessuto sociale del territorio. Nel Distretto 72 – Vallo di Diano, a regime saranno operative 4 case di comunità: Auletta, Sala Consilina (Teggiano), Sanza, Sant’Arsenio.

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