Ci sono storie che vanno oltre l’evento in sé e diventano simbolo. Simbolo di talento, di sacrificio, di valori ma soprattutto di radici che non si recidono, bensì si rafforzano nel tempo. A Cimitile (Na) è stato inaugurato un murales dedicato a Clementino, tra le voci più autentiche e rappresentative della scena musicale contemporanea. Un’opera che già di per sé racchiude valore artistico e identitario, ma che assume un significato ancora più profondo perché nasce da uno scatto firmato da Alfiero Crisci, giovane fotografo originario di Roscigno.
Un passaggio ed una storia che racconta molto più di un semplice traguardo professionale: racconta una scelta di vita e un ritorno alle origini. Alfiero è cresciuto tra passione e disciplina, muovendo i primi passi nello studio fotografico di famiglia “Albanese”, guidato dal padre Giuseppe e dal fratello Alfonso. Una scuola fatta di tradizione, sacrificio e amore per il mestiere. Poi il coraggio di andare oltre, di confrontarsi con il mondo, fino all’esperienza internazionale a Londra, lavorando nei tour del noto producer TY1. Un percorso che avrebbe potuto portarlo lontano, definitivamente. E invece no. Alfiero ha scelto di tornare. Di riportare competenze, visione e sensibilità nel proprio territorio, dimostrando che il successo non è solo partire, ma anche saper tornare con qualcosa in più da condividere con la propria comunità. Nel suo cammino, nonostante la sua giovanissima età, la collaborazione con Clementino rappresenta una tappa decisiva. Non solo per il valore artistico, ma per il riconoscimento umano e professionale che ne è derivato.
La sua firma sulla foto ufficiale del “Live Tour 2025”, scelta direttamente dall’artista, è un segnale chiaro: talento riconosciuto, stima conquistata. Nel tempo, Alfiero ha ampliato i suoi orizzonti collaborando con alcuni dei nomi più rilevanti della scena musicale italiana, tra cui Gue, Lazza, Rocco Hunt e Capo Plaza. Un percorso costruito con coerenza, passo dopo passo, senza scorciatoie. Eppure, nonostante i successi, resta forte in lui quella dimensione autentica fatta di umiltà e riconoscenza. Lo dimostrano le sue parole, cariche di emozione, nel raccontare questo momento: da ragazzo sognava guardando da lontano un artista come Clementino; oggi si ritrova a fotografarlo e a vedere una propria immagine trasformarsi in un murales nella città dell’artista stesso. Un cerchio che si chiude, ma che in realtà apre nuove prospettive. Il suo messaggio è semplice ma potente: credere nei propri sogni, lavorare con costanza, restare fedeli alle proprie radici.

E soprattutto non dimenticare mai da dove si è partiti.Questa storia parla ai giovani, ma anche alle comunità. Perché ogni talento che torna è una ricchezza condivisa. Ogni esperienza riportata a casa diventa valore per il territorio. Alfiero Crisci rappresenta tutto questo: un esempio concreto di come passione, impegno e identità possano convivere e generare futuro. In questo percorso si inserisce con particolare soddisfazione anche la Bcc Monte Pruno, di cui Alfiero è socio con tutta la sua famiglia, da tempo impegnata nel promuovere concretamente il valore della “restanza”: la scelta consapevole di tornare e investire nel proprio territorio evitando, così, la fuga dei cervelli. Storie come quella di Alfiero rappresentano la testimonianza più autentica di un impegno che guarda al futuro, senza mai perdere il legame con le proprie radici. In quel murales, oggi, non c’è solo l’immagine di un artista, ma la prova concreta che passione, impegno e identità possono trasformare un sogno in realtà.






